LE PENSIONI E I NEOCOMUNITARI
I cambiamenti nelle prestazioni erogate dall'Inps (pensione, assegni famigliari, indennità di disoccupazione ecc.) dopo l'ingresso di romeni e bulgari nella Comunità Europea.
Molti cittadini romeni e bulgari ci hanno posto diverse domande su cosa è cambiato in merito alle prestazioni erogate dall'Inps (pensione, assegni famigliari, indennità di disoccupazione ecc.) dopo l'ingresso dei loro paesi nella Comunità Europea. Per fare chiarezza su queste questioni abbiamo fatto alcune domande a Emilio Ciuccio, direttore del patronato INCA - CGIL di Cuneo.
Con l'adesione della Bulgaria e della Romania all'Unione Europea sulla sicurezza sociale ci sono stati dei miglioramenti per i lavoratori? L'INPS con la circolare numero 35 del 7/2/2007 ha regolamentato la questione, stabilendo che a decorrere dal 1° gennaio 2007 praticamente tutte le norme in materia, valide per gli altri paesi dell'Unione, valevano anche per i lavoratori bulgari e romeni. Vediamo di capire gli aspetti più importanti. La materia è complessa e quindi per avere le informazioni dettagliate è meglio rivolgersi agli uffici del patronato sindacale. Per cercare di chiarire le cose più importanti possiamo incominciare con il dire che praticamente la contribuzione maturata in Romania e o in Bulgaria può essere utilizzata ai fini pensionistici anche in Italia o viceversa. Cosa ci dici delle altre prestazioni erogate dall'INPS? Per quanto riguarda il sussidio di disoccupazione, l'INPS prevede la possibilità di erogare l'indennità di disoccupazione ai lavoratori bulgari e rumeni che entrano in Italia purchè appartengano alle categorie per le quali è previsto l'immediato libero accesso al mercato del lavoro (lavoratori autonomi, stagionali, addetti ai settori agricolo e turistico alberghiero, lavoro domestico e assistenza alla persona, edilizio, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato). E per quanto riguarda la tutela della paternità e della maternità ? A partire dal 1 gennaio 2007 ai lavoratori bulgari e rumeni residenti in Italia, in quanto cittadini comunitari, è stato riconosciuto il diritto al sostegno della maternità e paternità (assegno di maternità dello Stato e del Comune) per gli eventi sorti successivamente all'ingresso nella Ue. Per gli assegni familiari cambia qualcosa? Si, per quanto riguarda l'erogazione dell'assegno al nucleo familiare, è data la possibilità di richiedere il trattamento anche per i membri del nucleo familiare residenti nel loro Paese di origine, fermo restando i requisiti richiesti dalla legislazione italiana per l'erogazione. Ci sono ancora degli altri aspetti da sottolineare? Per quanto concerne il riconoscimento delle prestazioni assistenziali di assegno sociale e di invalidità civile non sono previste restrizioni, fermo restando il possesso della Carta di soggiorno UE. Il regolamento CE ha inserito tra le prestazioni speciali a carattere non contributivo, la "pensione sociale di vecchiaia" per la Bulgaria e l'"indennità mensile per persone con disabilità" per la Romania. Quindi queste prestazioni non spettano alle persone residenti sul territorio di uno Stato comunitario diverso da quello dei due Paesi. In conclusione cosa deve fare chi vuole saperne di più e soprattutto chi ha bisogno di ottenere queste prestazioni? Come ho già detto la materia è vasta e complessa. Nelle sedi sindacali operano i patronati che, tra le altre cose, assistono i lavoratori per le pratiche con l'Inps. Nelle sedi della CGIL opera il patronato INCA. A questi sportelli si possono rivolgere tutti i lavoratori che hanno bisogno di chiarimenti su queste materie e che hanno la necessità di presentare le relative domande all'Inps per ottenere il pagamento di queste prestazioni. Franco Giordano Cuneo 29/04/2008
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