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IL PUNTO

L'ITALIA SONO ANCH'IO
Il 6 marzo la consegna delle firme alla Camera

Il prossimo 6 marzo il comitato promotore della campagna L’Italia sono anch’io consegnerà all’ufficio competente della Camera dei Deputati i moduli con le firme alle due leggi di iniziativa popolare per la riforma della cittadinanza e per il diritto di voto alle elezioni amministrative per le persone di origine straniera. Si tratta del passaggio conclusivo di un periodo impegnativo, ma interessante e utile, durante il quale abbiamo provato, come dichiarato all’inizio del percorso, a spostare il piano del dibattito pubblico sull’immigrazione. Un obiettivo che abbiamo ampiamente raggiunto, non foss'altro per il numero delle persone e dei soggetti organizzati che hanno a vario titolo partecipato alla campagna.
Adesso la parte più difficile. Stante la dichiarata indisponibilità del governo a procedere in proprio saranno i partiti a doversi fare carico della traduzione in legge dei contenuti della campagna.
29 fe3bbraio 2012


PERMESSI PIU' LUNGHI
La tassa sarà per intero ma i permessi dureranno più a lungo

Riproponiamo per i nostri lettori l'articolo giratoci da Migranti Torino
e altre novità che si annunciano: chi perde il lavoro avrà più tempo per cercarne un altro, dai sei mesi attuali, a un anno. Ci sarà il permesso illimitato per chi dimostrerà di avere una famiglia che lo sostiene. L’Esecutivo, dunque, ereditata la stangata di Maroni e Tremonti e preferisce ritoccare i permessi di soggiorno, senza ridurre la tassa
di VLADIMIRO POLCHI
ROMA – Resta la tassa, si allungano i permessi. È la “rivoluzione” annunciata dal Viminale: basta rinnovi e scadenze ravvicinate nel tempo, i permessi di soggiorno dureranno più a lungo (anche il doppio). Non solo. Chi perde il lavoro avrà più tempo per cercarne un altro (il permesso per attesa occupazione passa da sei mesi a un anno) o un permesso illimitato se ha un contesto familiare che garantisca il suo sostentamento. E la nuova tassa firmata Maroni-Tremonti ? Si pagherà per intero, ma meno spesso. Ecco i punti della bozza alla quale stanno lavorando in queste ore i tecnici dei ministeri dell’Interno e del Lavoro: sulla vita dei migranti si annuncia l’intervento più radicale dai tempi della Bossi-Fini.
La stangata Maroni-Tremonti. Ad offrire lo spunto per rivoluzionare la materia è il decreto Maroni-Tremonti, entrato in vigore il 30 gennaio scorso: col provvedimento nasce una nuova tassa (tra 80 e 200 euro, a secondo del tipo di permesso) per gli immigrati che intendono richiedere il rinnovo o rilascio dei documenti. Un balzello che si va ad aggiungere alle altre spese già sostenute per la pratica: 27,50 euro per il rilascio del permesso elettronico, 30 euro per il servizio delle Poste e 14,62 euro in marca da bollo.
La “rivoluzione” dei permessi. Il governo Monti, ereditata la stangata, ha preferito mettere mano all’intera materia dei permessi di soggiorno, piuttosto che intervenire sulla nuova tassa (il cui mancato introito potrebbe peraltro configurarsi come danno erariale per la Corte dei Conti). “La norma che stiamo mettendo a punto – ha annunciato il 1° febbraio il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, alla commissione Affari Costituzionali della Camera – rivoluzionerà completamente il sistema dei permessi”. E, stando alle prime indiscrezioni che arrivano dai ministeri competenti, l’annuncio potrebbe presto realizzarsi.
In arrivo i maxipermessi. Innanzitutto si lavora ad allungare i permessi di soggiorno: di tutti, da quelli della durata di tre mesi, a quelli che scadono dopo due anni. Tra le varie ipotesi sul tavolo, si mira anche a raddoppiarne la durata. Un modo per ridurre la nuova tassa Maroni-Tremonti, che rimane in piedi ma verrà pagata meno frequentemente (visto il prolungarsi dei permessi): una risposta alle richieste dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, che hanno più volte manifestato contro la nuova stangata. Un modo anche per semplificare la vita dei migranti, alle prese ogni anno con la burocrazia dei permessi.
Un anno per cercare un nuovo lavoro. Il governo prevede di allungare a un anno la durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione. “Un anno di tempo o più in caso di cassa integrazione, indennità di disoccupazione e ammortizzatori sociali, invece di sei mesi”, conferma il sottosegretario al Welfare, Maria Cecilia Guerra. Oggi chi perde il lavoro ha solo sei mesi di tempo per cercarne un altro, pena la scadenza del permesso. “Sei mesi per ritrovare un lavoro mi sembrano pochi – aveva detto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini nel maggio 2010 – vista la congiuntura economica andrebbe previsto almeno un anno”. E ancora: “Un’altra norma che portiamo avanti – spiega Cecilia Guerra – permetterebbe di non far scadere il permesso di soggiorno a quegli immigrati che perdono il lavoro e che si trovano in un contesto familiare in grado di garantire il sostenimento economico. Il permesso di soggiorno non scadrebbe finché c’è la possibilità di un mantenimento”.
Pratiche via e-mail. E ancora: per accelerare le pratiche si spinge sui permessi elettronici e l’uso di internet. Un programma informatico consentirà, nello stesso momento in cui si formula la domanda online, di ottenere gli appuntamenti necessari al disbrigo della pratica. Si partirà a giorni, assicura il ministro Cancellieri, “appena sarà pronto il software per rendere del tutto operativo il sistema che consentirà di alleggerire le pratiche e contrarre i tempi”. Si pensa anche alla possibilità di bypassare le Poste, attraverso l’utilizzo della posta elettronica certificata per i migranti che ne dispongono. Resta però sul tavolo il problema della sicurezza della procedura via email, visto il rischio contraffazioni: oggi Poste rilascia una ricevuta all’atto di presentazione della domanda difficilmente falsificabile (grazie al codice ologramma).
I tempi? Dai ministeri competenti rispondono che la “rivoluzione” dovrebbe essere pronta in dieci giorni. E se per accelerare l’iter delle pratiche basterà un decreto ministeriale, per l’allungamento dei permessi si dovrà intervenire con una modifica di legge.
Il plauso delle associazioni. “Così facendo il governo andrebbe incontro alle richieste avanzate da tutte le associazioni, dall’ARCI 3, alla Caritas 4 – spiega Pino Gulia, responsabile immigrazione del patronato Acli – perché l’integrazione passa anche da queste scelte che danno respiro agli immigrati, sia dal punto di vista economico, che burocratico”.
Fonte: www.repubblica.it
21 febbraio 2012


PONZIO PILATO
Tassa sui permessi di soggiorno: al Governo dei curricula manca il coraggio di sospenderla. Da oggi il balzello colpirà tutti gli immigrati che richiedono o rinnovano il permesso

Riprendiamo l'articolo di (Al. Col.) apparso su Immigrazione oggi del 30 gennaio 2012.
Tassa sui permessi di soggiorno: al Governo dei curricula manca il coraggio di sospenderla. Da oggi il balzello colpirà tutti gli immigrati che richiedono o rinnovano il permesso.
Pressioni del Pdl fanno fare marcia indietro ai ministri tecnici. Si studia una misura “di riordino” per l’intera materia dei permessi di soggiorno.
Una misura ideologica e che penalizza le famiglie ed i lavoratori immigrati. Tutto è stato detto sulla “tassa di soggiorno”, ma se dubbi rimanevano sul carattere punitivo e dall’intenzione discriminante del provvedimento sono stati suffragati da quanto emerso nel corso del Consiglio dei ministri di venerdì scorso.
Sembrava cosa fatta una sospensione della misura dopo i ripetuti annunci dei ministri competenti – Riccardi e Cancellieri su tutti – che contavano di inserire un decreto di sospensiva all’interno del più vasto pacchetto “semplifica Italia”, ma nel corso del Consiglio qualcosa è andato storto.
Fonti ministeriali parlano di una pressione del Pdl per il mantenimento del provvedimento varato da Tremonti e Maroni a scapito di un’approvazione delle altre misure in tempi brevi e possibili “agguati” parlamentari.
Il Governo ha così ripiegato per una “modifica legislativa” più allargata da fare in futuro che, “in tempi brevi”, riordinerà l’intera materia dei permessi di soggiorno. Con l’augurio, da parte nostra, che al Governo tecnico dai curricula altisonanti non manchi il coraggio di apportare provvedimenti a favore dei più deboli, anche se non italiani.
A partire da oggi, quindi, scatta l’obolo a carico dello straniero che va dagli 80 euro per il rilascio ed il rinnovo del permesso di durata compresa tra tre mesi ad un anno ai 200 euro per quello di lungo periodo. Bisogna poi aggiungere 27,50 euro per le spese del documento elettronico. La metà del contributo, prevede il decreto, andrà ad un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese di rimpatrio degli stranieri irregolari verso i Paesi di origine. La restante quota è assegnata ad altri capitoli di spesa del Ministero dell’interno.
30 gennaio 2012


TUNISINI "SCOMPARSI"
A Milano il 14 gennaio il corteo per ritrovare i 600 tunisini dispersi

Si terrà il 14 gennaio 2012 la manifestazione organizzata dalla comunità straniera di Milano: sfilata dal consolato della Tunisia alla prefettura per chiedere alle autorità di raccogliere i dati per capire chi è arrivato in Italia e dove si trova. “Chi ha raggiunto la sponda nord del mare?” è lo slogan della campagna lanciata nei mesi scorsi da Pontes.
La notizia: più di 600 i tunisini dispersi, le famiglie lanciano un appello
“Prova a immaginare: tuo fratello o tuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza… Aspetti qualche giorno, guardi immagini alla televisione del luogo in cui potrebbe essere arrivato, per sperare di vederlo”. Inizia così l’appello lanciato dalle famiglie degli oltre seicento ragazzi scomparsi nei giorni della rivoluzione tunisina e mai più ritrovati: persone che hanno lasciato le loro case per andare in Europa nei primi mesi del 2011 senza lasciare traccia. Sono morti in mare? Sono in qualche carcere tunisino? Si trovano in un centro di detenzione per migranti? Dopo mesi, a novembre, nessuno sa ancora rispondere. In queste settimane i familiari dei dispersi si sono organizzati e ogni giorno promuovono incontri e sit-in per chiedere alle autorità tunisine e italiane di fare qualcosa. Secondo l’attivista tunisino Hamadi, che sta aiutando le famiglie a diffondere l’appello, non sarebbe difficile sapere qualcosa, perché in Tunisia le carte di identità sono con le impronte digitali e in Italia esistono i rilievi dattiloscopici dei migranti identificati o detenuti. “Chiediamo che i parenti dei dispersi possano fare una domanda al Ministero degli esteri tunisino affinché fornisca le impronte digitali al Ministero degli interni italiano e a questo chiediamo di rispondere” ha detto Hamadi.
Fonte: www.redattoresociale.it
3 gennaio 2012


RAZZISMO
"No alla violenza xenofoba". Il presidente Napolitano interviene dopo il duplice omicidio di Firenze

Giorgio Napolitano "si è fatto interprete del diffuso sentimento di ripudio di ogni predicazione e manifestazione di violenza razzista e xenofoba''. "E' sempre più urgente l'impegno di tutte le Autorità politiche e della società civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarietà del nostro Paese" afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, immediatamente dopo aver appreso "con profondo turbamento e dolore le drammatiche notizie di ieri (13 dicembre) sull'episodio di violenza consumatosi oggi a Firenze con il barbaro assassinio di due lavoratori stranieri".
Il Capo dello Stato si è fatto interprete "del diffuso sentimento di ripudio di ogni predicazione e manifestazione di violenza razzista e xenofoba esprimendo, per il tramite del sindaco di Firenze Matteo Renzi, il sentito cordoglio alle famiglie delle vittime di questa cieca esplosione di odio".
Gli omicidi cui si riferisce il Presidente della Repubblica sono quelli di Samb Modou e Diop Mor (c'è anche un ferito grave all'ospedale) due senegalesi che lavoravano nel mercato di Piazza Dalmazia a Firenze uccisi da Gianluca Casseri un 50enne legato all'estrema destra.
14 dicembre 2011


PREGIUDIZIO
Vallette (Torino). Dopo la denuncia, falsa, di una sedicenne di essere stata violentata da 2 rom la violenza, vera, di una parte degli abitanti del quartiere

Aveva denunciato martedì 6 dicembre di essere stata violentata da due extracomunitari, ma poi la sedicenne del quartiere Vallette di Torino ha ammesso di essersi inventata tutto. Nel frattempo, la fiaccolata di solidarietà organizzata per lei si è conclusa con l'incendio dell'insediamento di nomadi da dove sarebbero provenuti i responsabili di una violenza che non c'è mai stata.
Questo l'andamento delle cose secondo "il Fatto quotidiano":
....Sono stati alcune decine – forse cinquanta – i manifestanti che, mentre stavano partecipando al corteo di protesta, hanno abbandonato il resto della gente, hanno indossato cappucci per non farsi riconoscere e, armi alla mano, sono andati nel campo rom nei pressi della cascina Continassa, dove hanno incendiato baracche e roulotte abusive (almeno una ventina) con l’ausilio di bombe carta. Dopo aver fatto allontanare i nomadi che occupano il sito (circa un centinaio: sono scappati nei campi), hanno cominciato a distruggere strutture, camper e auto, appiccando il fuoco. Le fiamme hanno raggiunto alcune bombole del gas, esplose senza causare danni alle persone. Secondo testimoni, molti manifestanti avevano bastoni e hanno minacciato fotografi e operatori televisivi. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo, abbiamo bruciato tutto” avrebbe detto uno di loro.
Finalmente la presunta vittima dello stupro, davanti ai carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo piemontese, ha ammesso di essersi inventata tutto di sana pianta e ha confessato di aver avuto un rapporto sessuale con un ragazzo (circostanza confermata dagli esami medici effettuati). Una bugia, quindi, ma che il pregiudizio e la cieca rabbia razziale potevano trasformare in un dramma dalle conseguenze imprevedibili.....
11 dicembre 2011



LEGGE SULLA CITTADINANZA
Un governo nuovo, la Lega all'opposizione, cosa si oppone alla legge sulla cittadinanza?

Elementare Watson. E' questa la risposta che riceverebbero Bossi e la Lega se fossero il simpatico, ma un po' tardo di comprendonio, aiutante di Scerlock Holmes quando si dimostrano offesi e sorpresi di fronte a quella che è ormai una vera e propria offensiva di Napolitano e Monti a favore dei migranti.
Il quadro politico è cambiato e, qualunque cosa si pensi della politica economica del governo Monti, è un fatto che l'unica forza dichiaratamente ostile ai migranti è adesso all'opposizione.
Il quadro economico chiede come non mai innovazione, crescita e nuove energie. Non c'è chi non veda come i migranti, liberati da una legislazione oppressiva, ne possano essere interpreti e diventare uno dei motori capaci di fare uscire l'Italia della crisi.
In tutta Italia sta prendendo forza la raccolta di firme a favore di una legge popolare per il diritto alla cittadinanza delle seconde generazioni e il diritto al voto amministrativo dei migranti.
E' sta promossa da un largo numero di associazioni e sindacati e, nata come una campagna di stimolo culturale, trova adesso le condizioni per trasformarsi in uno strumento che può avere un esito legislativo concreto dall'enorme significato simbolico e dalle incidenze pratiche significative.
Capace di rovesciare il senso della politica insensatamente anti immigrati imposta dalla Lega al governo Berlusconi colpevole di una legislazione gravemente regressiva.
Si tratta di una tipica riforma a costo zero, non ci sono dunque giustificazioni se chi si dichiara favorevole (il Governo e quasi tutti i parlamentari presenti in Parlamento) rinuncerà a portarla avanti.
5 dicembre 2011


18 DICEMBRE
Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati

Il Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni di Quito dell’ottobre 2010 e il Forum Sociale Mondiale svoltosi a Dakar nel febbraio scorso hanno individuato Domenica 18 dicembre 2011 come Giornata di Azione Globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati ed sfollati.
Perché il 18 dicembre
Questa data non è stata scelta a caso. Il 18 dicembre 1990 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro Famiglie. L’importanza di questo documento deriva dal fatto che i lavoratori migranti non sono visti solo come forza lavoro ma anche come entità sociali e membri di un nucleo familiare; di conseguenza, essi sono titolari di diritti fondamentali ed inalienabili, come stabilito in precedenza da altre convenzioni internazionali e dalla Corte Costituzionale italiana.
Necessario realizzare i principi dichiarati
Come però troppo spesso accade, i principi dichiarati sulla carta faticano ad essere realizzati nella pratica quotidiana. Così è stato anche in questo caso. E’ emerso quindi la necessità di riappropriarsi di questa data e di riempirla di significato. Di far diventare questa giornata un momento unificante delle migliaia di lotte che quotidianamente il movimento dei migranti, rifugiati e sfollati realizza nel mondo. Il movimento internazionale dei migranti ha potuto costatare il bisogno di realizzare una azione comune a livello mondiale, perché mondiale è il nemico con il quale ci si scontra quotidianamente.
Un’opportunità ...
Un’ opportunità: perché la data del 18 dicembre 2011 può rappresentare un appuntamento unificante delle varie reti e movimenti dei migranti e degli antirazzisti che in ogni angolo del pianeta si battono per il diritto umano, sociale e politico di ogni cittadino del pianeta di decidere in piena libertà dove costruire il proprio futuro. Un’opportunità per diffondere in Italia la Carta Mondiale dei diritti dei Migranti, firmata a Gore il 4 febbraio 2011.
.. e una responsabilità
Una responsabilità: perché aderire a questa giornata e farla vivere in Italia significa rilanciare e proseguire l’impegno di mobilitazione che in questi anni ha avuto espressioni particolarmente significative in questo paese: dalle esperienze di lotta e di solidarietà che si sono moltiplicate per il diritto al permesso di soggiorno e per l’affermazione di diritti uguali per tutti fino alla preparazione della prossimo Primo Marzo 2012 – “Un giornata senza di noi”.
Unificare il fronte di lotta
In ultimo, ma non per importanza, realizzare la Giornata d’Azione Globale del 18 dicembre è un modo per contribuire, apportando le proprie esperienze ed energie, alla tessitura di una rete che si sta infittendo nel mondo: con i fili che collegano associazioni e movimenti di diverse nazioni e lungo le traiettorie che percorrono le popolazioni migranti: non più sentieri interrotti di disperazione, ma cammini di speranza, di progresso condiviso, di incontro e di pace.
Alcune delle tante adesioni italiane
ARCI, SOLETERRE ONLUS, CGIL, Federazione Africana in Toscana, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, MAIRI Mutuo Aiuto Immigrati Residenti in Italia, Rete Nazionale Primo Marzo, FIOM, e tante altre.
Per altri informazioni sulla giornata consultare il sito: www.globalmigrantsaction.org dal quale è stato tratto il materiale per questo articolo.
Franco Giordano
FIOM - Cuneo
Cuneo 28 novembre 2011


2 G
E’ folle negare la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati. Dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un nuovo appello per la riforma

“Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione”.
Lo ha detto martedì 22 novembre al Quirinale il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante l’incontro con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Napolitano ha ribadito un pensiero già espresso la scorsa settimana, un appello a mettere anche la riforma della cittadinanza nell’agenda politica dei prossimi mesi.
24 novembre 2011


OMOSESSUALI
Perseguitati in patria? Si all’asilo politico

Concesso lo status di rifugiato a un egiziano, un iraniano e una libica seguiti a Milano dai volontari del Progetto Io: “Altri casi simili, siamo fiduciosi”. Dell’Amico (Arcigay): “Commissioni territoriali sempre più attente”
Roma – 10 novembre 2011 – In patria non potevano vivere liberamente la loro omosessualità, rischiavano persecuzioni, arresti, anche la pena di morte. Ora potranno rimanere al sicuro in Italia. Si è conclusa bene la vicenda di un egiziano, un iraniano e una libica che nei mesi scorsi avevano chiesto asilo nel nostro Paese. Le commissioni territoriali di Milano e Gorizia che hanno esaminato le domande hanno accordato loro lo status di rifugiato, dimostrando ancora una volta che non ci sono solo guerre e persecuzioni politiche a giustificare la concessione della protezione internazionale.
I tre ragazzi sono stati seguiti dal Progetto IO (“Immigrazioni e Omosessualità”) promosso a Milano da Arcigay, Arcilesbica, Ala Onlus e altre associazioni attive nell’immigrazione, che segue diversi casi di questo tipo (e-mail progettoio@arcigaymilano.org).  “Questi risultati ci lasciano fiduciosi per il  raggiungimento di altri riconoscimenti analoghi”, scrivono i volontari in una nota.
“Aiutiamo i richiedenti asilo a mettere insieme la loro storia personale, ciò che li ha spinti a cercare protezione, evidenziando quindi gli aspetti legati al loro orientamento sessuale. Costruiamo poi un dossier sui Paesi d’origine e questo materiale viene utilizzato dalla commissione territoriale per valutare la domanda d’asilo“ dice uno dei responsabili del Progetto IO, Diego Puccio.
I migranti omosessuali hanno la strada in salita. “Qui sono doppiamente discriminati, come immigrati e come omosessuali. Se fanno coming out, perdono l’appoggio della loro comunità, cioè la rete che di solito aiuta a trovare lavoro e alloggio o ad andare avanti nei momenti di difficoltà. Senza contare che ciò che succede qui viene subito comunicato alle famiglie in patria” sottolinea Puccio.
Di qui la necessità di trovare appoggi al di fuori della comunità. “È cresciuta molto, in questi anni, l’attenzione delle associazioni  verso gli immigrati gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Esperienze simili a quella del progetto Io di Milano stanno prendendo piede anche nel resto d’Italia” dice Giorgio Dell’Amico, responsabile immigrazione e asilo di Arcigay.
A fine mese, a Palermo, ci sarà un convegno dedicato alla “Protezione internazionale per orientamento sessuale e identità  di genere”,  organizzato dalla Rete Lenford. Un tema molto attuale: “Le commissioni territoriali – conferma Dell’Amico – sono sempre più sensibili nella valutazione di casi di omosessuali che fuggono dalle persecuzioni nei Paesi d’origine. Quando le situazioni sono chiare, non esitano ad accordare lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria”.
Fonte: www.stranieriinitalia.it
16 novembre 2011

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