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STORIE SENZA CONFINI
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INCLUSIONE DEI ROM
Oggi a Bruxelles l’Italia presenta la “Strategia nazionale d’inclusione dei rom sinti e caminanti”. Il documento redatto l’ultimo giorno disponibile con la regia del ministro Andrea Riccardi
Oggi a Bruxelles l’Italia presenta la “Strategia nazionale d’inclusione dei rom sinti e caminanti”. Il documento redatto l’ultimo giorno disponibile con la regia del ministro Andrea Riccardi. Quattro gli ambiti di intervento: istruzione, lavoro, salute e alloggio. Ruolo centrale all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar). Finanziamenti da quanto rimane dai “Piani Nomadi” del precedente Governo e da Fondi europei. Istruzione, lavoro, salute e alloggio sono i quattro cardini su cui si basa la “Strategia nazionale d’inclusione dei rom sinti e caminanti”, il documento realizzato dal ministro per la Cooperazione internazionale e per l’Integrazione, Andrea Riccardi, e che coinvolgerà i Ministeri del Lavoro e Politiche sociali, Interno, Giustizia, Salute, Miur ed Enti locali attraverso una “cabina di regia” coordinata sul territorio dall’Unar. Il documento, che adempie alle richieste della Commissione europea con la Comunicazione 173 del 5 aprile 2011, verrà inviato oggi a Bruxelles, ultimo giorno dato dalla Commissione per rispondere. Il Piano, anticipato dall’agenzia Redattore Sociale, prevede per i primi due anni interventi per “aumentare la capacity-building istituzionale e della società civile per l’inclusione sociale dei rom, sinti e caminanti” attraverso l’attivazione di “Piani locali per l’inclusione sociale delle comunità” utilizzando “risorse provenienti dalla trascorsa emergenza commissariale nel territorio delle regioni Campania, Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto e ad oggi ancora non impegnate”. Tra le altre “azioni di sistema” individuate, quella di promuovere un sistema permanente di centri territoriali contro le discriminazioni, attraverso una rete di antenne territoriali gestita dall’Unar per la rilevazione e la presa in carico dei fenomeni di discriminazione; l’abbattimento degli stereotipi con campagne di informazione; l’elaborazione un “modello di partecipazione delle comunità ai processi decisionali nazionali e locali da realizzarsi attraverso il coinvolgimento degli attori istituzionali ed associativi più rilevanti”. Secondo il documento, tra rom, sinti e caminanti si stima ci siano “tra le 120 e le 170 mila unità, di cui circa la metà sarebbero italiane e la stragrande maggioranza composta da ragazzi e giovani, diffuse su tutto il territorio nazionale e dunque non inquadrabili nella legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche nazionali”. Per l’istruzione, il piano prevede l’aumento delle opportunità educative, del numero degli iscritti a scuola, “favorendo la frequenza, il successo scolastico e la piena istruzione” anche attraverso processi di pre-scolarizzazione, puntando sulla partecipazione dei giovani all’istruzione universitaria, all’alta formazione e formazione-lavoro anche mediante prestiti d’onore, borse di studio e altre agevolazioni previste dalla legge. Sull’inserimento lavorativo, ampio spazio è dato alla promozione della formazione professionale e l’accesso al lavoro attraverso corsi di formazione, favorendo la regolarizzazione del lavoro irregolare o precario, lo sviluppo imprenditoriale, di lavoro autonomo e percorsi di inserimento specifici per donne e under 35 anni. Obiettivo centrale è anche l’accesso ai servizi sociali e sanitari sul territorio, l’implementazione della prevenzione medico-sanitaria con particolare attenzione a donne, fanciulli, anziani e disabili, favorire la salute riproduttiva e coinvolgere i servizi sociali nei programmi di cura medica mediante l’inserimento di mediatori culturali. Il testo indica come priorità anche quello di “aumentare l’accesso ad un ampio ventaglio di soluzioni abitative in un’ottica partecipativa di superamento definitivo di logiche emergenziali e di grandi insediamenti monoetnici e nel rispetto delle opportunità locali, dell’unità familiare e di una strategia fondata sull’equa dislocazione”. Tra gli obiettivi, favorire la cooperazione interistituzionale per l’offerta abitativa e l’informazione sulle risorse economiche e i dispositivi amministrativi a disposizione per le politiche abitative. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, infine, oltre ai già indicati fondi non ancora utilizzati provenienti dai “Piani Nomadi” di Roberto Maroni, verranno utilizzati “fondi statali già stanziati sui capitoli di rispettiva competenza delle amministrazioni centrali per la realizzazione dei progetti previsti dalla normativa vigente”, fondi nazionali e comunitari “afferenti a programmi operativi nazionali dell’Obiettivo convergenza di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia finanziati con il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di sviluppo regionale e i fondi relativi al “Programma generale solidarietà e gestione dei flussi migratori per la gestione dei fondi per i rifugiati, per i rimpatri, per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi e per le frontiere esterne”. Un piano ambizioso, dunque, che tra i buoni propositi e la lungimiranza, ha come punto a favore anche quello di non utilizzare neanche una volta nel testo la parola “nomadi”. Fonte: www.immigrazioneoggi.it 29 febbraio 2012
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SOCIAL CARD
Social Card: parte la nuova sperimentazione estesa anche a immigrati e senza dimora. Riguarderà solo i Comuni con oltre 250 mila abitanti
Riprendiamo l'articolo scritto su Immigrazione oggi 30 gennaio 2012 da (Al. Col.). Social Card: parte la nuova sperimentazione estesa anche a immigrati e senza dimora. Riguarderà solo i Comuni con oltre 250 mila abitanti. Su pressione delle organizzazioni di volontariato e per paura di una possibile procedura di infrazione della Ue il Governo estende il provvedimento anche agli immigrati ma solo nella parte sperimentale. La nuova social card, di cui il Governo avvierà la sperimentazione, verrà estesa anche ai cittadini stranieri, comunitari e non comunitari lungo soggiornanti. È quanto emerso nel corso del Consiglio dei ministri di venerdì scorso che ha inserito la sperimentazione della nuova “carta acquisti” nel dl semplificazioni come intervento che si affiancherà alla “vecchia” carta acquisti nata nel 2008 e che continuerà ad essere distribuita. La sperimentazione – che si svolgerà soltanto nei 12 Comuni con oltre 250 mila abitanti – potrà contare su risorse per 50 milioni di euro e durerà un anno, e oltre agli stranieri prevede misure più elastiche per far accedere ai benefici anche i cittadini senza dimora. I Comuni coinvolti dovranno identificare i beneficiari, in base ai criteri stabiliti nel decreto attuativo delle nuove norme, che dovrà essere messo a punto dai ministeri del Lavoro e dell’Economia entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del dl. A fare da intermediari nella distribuzione della carta acquisti non saranno gli “enti caritativi”, come prevedeva la legge 10/2011. Gli enti del terzo settore potranno comunque essere coinvolti nella presa in carico delle persone in stato di povertà, mirata all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale. L’importo accreditato sulla singola carta acquisti non sarà uguale per tutti i beneficiari ma sarà differenziato “in funzione del nucleo familiare e del costo della vita nei Comuni coinvolti dalla sperimentazione”. Il testo del decreto verrà definito nei dettagli nei prossimi giorni in base anche alla risposta che il Governo sta inviando a Bruxelles sul “EU pilot” ricevuto nei mesi scorsi. Una sorta di avviso, riguardante la prima fase della social card in cui non rientravano i cittadini stranieri, che Bruxelles ha inviato prima di mettere in moto una procedura di infrazione, e del quale stanno per scadere i termini in cui rispondere. La procedura sarebbe infatti diventata realtà tra pochi giorni ed è questo il motivo per cui il Governo aprirà la sperimentazione anche alle due nuove “categorie” di persone povere che erano state finora escluse. 30 gennaio 2012
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ADOZIONI INTERNAZIONALI
Nel 2011 oltre 4000 bambini da 57 Paesi
Nel corso del 2011 la Commissione ha rilasciato l’autorizzazione all’ingresso in Italia per 4022 bambini provenienti da 57 Paesi, adottati da 3.154 coppie italiane. Il primo Paese di provenienza è stato la Federazione Russa con 781 minori, seguita da Colombia (554 minori), Brasile (304 minori), Ucraina (297 minori) ed Etiopia (296 minori). Anche nell’anno appena terminato l’Italia ha superato la soglia delle 4000 adozioni, benché con un lieve calo rispetto al 2010: tale flessione è dovuta principalmente al forte rallentamento delle attività in alcuni Paesi, quali il Vietnam e la Cambogia, conseguente alle recenti riforme legislative nella materia della protezione dell’infanzia e delle adozioni, nazionali e internazionali, spiega la Commissione Adozioni internazionali. E’ calato anche il numero delle adozioni in Ucraina, Paese che non ha ancora ratificato la Convenzione de L’Aja e modifica continuamente le condizioni per l’espletamento delle procedure e per l’adottabilità dei minori; conseguentemente è sensibilmente ridotto rispetto agli anni precedenti il numero di coppie che ha orientato il proprio progetto adottivo verso tale paese. Si sta consolidando l’attività in Cina, Paese con il quale la collaborazione è stata avviata nel 2007 con la firma dell’accordo bilaterale. Nel 2011 sono entrati in Italia anche 146 minori bielorussi, individuati dalle autorità bielorusse nell’ambito di elenchi consegnati nel 2009, riguardanti procedure avviate prima del blocco delle adozioni intervenuto alla fine del 2004 e pendenti dopo la firma dei protocolli bilaterali firmati con l’Italia nel 2005 e nel 2007. La Lombardia resta anche nel 2011 la regione in cui risiede il maggior numero di coppie adottive (559 coppie, pari al 17, 7% del totale), così come si conferma l’incremento delle adozioni in alcune regioni del sud. Fonte: www.migrantesonline.it 23 gennaio 2012
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STAGIONALI
Lavoratori stagionali pluriennali: per il 2012 è sufficiente la conferma del datore di lavoro
Lavoratori stagionali pluriennali: per il 2012 è sufficiente la conferma del datore di lavoro Lo precisa una circolare congiunta del Ministero dell’interno e del Ministero del lavoro. Lo scorso anno, il DPCM del 17 febbraio 2011, che consentiva l’ingresso in Italia di 60.000 lavoratori extracomunitari stagionali, conteneva una grande novità: richiedere per i lavoratori, provenienti da determinati Paesi indicati nel decreto e già entrati in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi, un nulla osta pluriennale.Ora la circolare congiunta del Ministero dell’interno e del Ministero del lavoro del 30 dicembre 2011 n. 2755 precisa che a partire dal 4 gennaio 2012 i datori di lavoro che hanno nuovamente bisogno del lavoratore stagionale per il quale avevano ottenuto un nulla osta pluriennale nel 2011 dovranno solo confermare la loro volontà attraverso la compilazione di un modello telematico di comunicazione (modello CSP) disponibile all’indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it (per le associazioni di categoria https://sportellounicoimmigrazione.interno.it). La conferma potrà essere inviata indipendentemente dalla pubblicazione del decreto flussi per lavoro stagionale, in quanto la quota risulta essere già stata assegnata sulla base del decreto flussi per lavoro stagionale del 2011. Fonte: www.immigrazioneoggi.it 15 gennaio 2012
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OTTO SU DIECI
Cittadinanza alle seconde generazioni e voto amministrativo per gli immigrati: lo vogliono otto italiani su dieci.
Secondo l'indagine dell’Osservatorio politico Cise (Centro italiano studi elettorali) dell’Università di Firenze il 71% degli italiani si dichiara “molto” o “abbastanza d’accordo” con l’affermazione secondo cui “i figli di immigrati, se nascono in Italia, dovrebbero ottenere automaticamente la cittadinanza italiana”. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’indagine dell’Osservatorio politico Cise (Centro italiano studi elettorali) dell’Università di Firenze. Un risultato, spiegano i ricercatori, abbastanza stabile rispetto alla precedente analisi (primavera 2011) e che disegna, secondo i ricercatori del Cise, il quadro di “un Paese inaspettato” in merito alle questioni che il Governo (Monti, in questo caso) dovrebbe affrontare. Ma non solo il consenso alla cittadinanza ai figli di immigrati è alto, è ancora più alto il consenso al voto amministrativo agli immigrati: lo era già nell’aprile 2011 (76%); sale ulteriormente all’81% a dicembre. Fonte: www.immigrazioneoggi.it 3 gennaio 2012
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PER I ROM
Riparazione per i rom che hanno subito violenza razzista a Torino: lo dice Amnesty International
Amnesty International ha condannato l’incendio appiccato in un insediamento rom non autorizzato a Torino il 10 dicembre. L’organizzazione per i diritti umani ha sollecitato le autorità’ italiane ad assicurare che le vittime di questo attacco razzista ottengano una riparazione e che i responsabili siano portati di fronte alla giustizia.
L’incendio di roulotte e baracche in cui vivevano rom provenienti dalla Romania è avvenuto durante una manifestazione organizzata il 10 dicembre da un gruppo di abitanti del quartiere Le Vallette per esprimere solidarietà nei confronti di una sedicenne che aveva denunciato alla polizia, due giorni prima, di essere stata stuprata da due rom stranieri. In seguito, la ragazza ha dichiarato che la sua denuncia era falsa e si e’ pubblicamente scusata.
Il giorno prima della protesta, erano stati diffusi volantini in cui si invitavano gli abitanti del quartiere a ‘ripulire’ la zona dove era presente l’insediamento rom. Secondo gli organi d’informazione, 30 dei circa 500 partecipanti alla manifestazione avrebbero preso parte al raid, in cui non e’ stata ferita alcuna persona poichè la polizia aveva fatto precedentemente evacuare l’area.
Questo episodio di violenza discriminatoria si e’ verificato in un contesto nel quale, per diversi anni, rappresentanti delle istituzioni hanno contribuito a rafforzare un clima d’intolleranza nei confronti dei rom, attraverso dichiarazioni infondate che collegavano la presenza di queste comunità all’aumento del crimine e all’insicurezza. Proprio in nome della sicurezza, negli anni scorsi le autorità italiane hanno attuato misure che hanno aggravato la discriminazione ai danni dei rom, come quelle adottate in base allo stato d’emergenza, proclamato nel 2008 (la cosiddetta ‘emergenza nomadi’), dichiarato illegittimo dal Consiglio di stato lo scorso novembre.
Amnesty International ha apprezzato le dichiarazioni di condanna dell’accaduto da parte di autorità nazionali e locali, ma ha rammentato che alle parole devono seguire i fatti. Le autorità devono prendere misure concrete per affrontare tutte le forme di discriminazione, compresi gli atti di violenza discriminatoria motivati da odio razziale o etnico. Devono, inoltre, assicurare che ogni motivazione o finalità razzista venga debitamente portata allo scoperto, che i responsabili di atti di violenza razzista siano sottoposti a indagine penale e che ricevano pene commisurate alla gravita’ di quanto commesso. Roma, 13 dicembre 2011 14 dicembre 2011
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LIBERA
Uscita dal Cie di via Mattei, Adama Kebe
Adama Kebe è uscita dal Cie di via Mattei. La senegalese vi era stata rinchiusa lo scorso agosto perché priva di permesso di soggiorno, dopo aver denunciato le violenze dell’ex compagno. Da qualche giorno il tam tam delle associazioni per chiederne la liberazione BOLOGNA – Torna libera Adama Kebe, la donna senegalese che da 96 giorni era rinchiusa nel Centro di identificazione ed espulsione di via Mattei dopo aver denunciato, nonostante fosse irregolare, le violenze dell’ex compagno. Nei giorni scorsi e in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne del 25 novembre le associazioni Trama di Terre e Migranda si erano mobilitate per chiedere la liberazione di Adama, chiedendo anche al neo ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri di prendere posizione in merito. Ora Adama inizierà una nuova vita in un luogo protetto. Arrivata in Italia dal Senegal, Adama ha trovato casa e lavoro in Italia grazie a un uomo che, in seguito è diventato il suo compagno, e che poi le rubava parte dello stipendio minacciando di denunciarla. Il 26 agosto Adama ha avuto il coraggio di denunciare ai Carabinieri di Forlì di essere stata picchiata, stuprata e ferita alla gola con un coltello da quell’uomo. Ma, essendo senza permesso di soggiorno, è stata portata al Cie di Bologna. Lo scorso 25 ottobre su richiesta del suo avvocato due medici dell’associazione Sokos sono entrati al Cie e hanno raccolto la denuncia della donna. All’appello delle associazioni di donne per chiederne la liberazione hanno aderito anche gli assessori comunali Matteo Lepore e Luca Rizzo Nervo e il sindaco Virginio Merola Fonte: www.redattoresociale.it 5 dicembre 2011
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LAVORATORI NON COMUNITARI
Per l'assunzione di lavoratori non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia non occorre più compilare il modello “Q” – contratto di soggiorno.
Il Ministero del lavoro chiarisce che la comunicazione obbligatoria effettuata tramite il modello “Unificato Lav” sostituisce a tutti gli effetti la comunicazione allo sportello unico con il modello “Q”. A partire dal 15 novembre 2011, tutti i datori di lavoro che assumono un lavoratore non comunitario regolarmente soggiornante in Italia non devono più compilare il “modello Q”, ma assolveranno gli obblighi previsti dall’art. 36 bis del Regolamento di attuazione del Testo Unico sull’Immigrazione inviando il modello “Unificato Lav” nei tempi previsti dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, ovvero entro le ore 24 del giorno antecedente all’assunzione. È quanto chiarisce la nota ministeriale del 28 novembre 2011, prot. n. 4773, che identifica anche gli ambiti di applicazione più specifici di tale semplificazione, quali i rapporti di lavoro domestico e tutti quei rapporti “speciali” per il quali il legislatore ha previsto periodi diversi per la comunicazione di assunzione. Per approfondimenti e per la modulistica vai al servizio delle Comunicazioni obbligatorie su Clic lavoro. Fonte: www.immigrazioneoggi.it 1 dicembre 2011
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ADAMA
La donna ha denunciato uno stupro: è finita al Centro di identificazione ed espulsione perché irregolare. Il legale ha chiesto al Questore un permesso straordinario per motivi umanitari
“Adama è malata Fatela uscire dal Cie” La richiesta di permesso di soggiorno straordinario per Adama, per motivi umanitari, è partita via mail dallo studio Ronchi ieri pomeriggio, e stamattina il legale andrà personalmente in questura per formalizzarla ufficialmente. Ma l’avvocato, oltre ad informare il questore Stingone sulla disponibilità dell’associazione di donne “Trama di terre” di Imola a prendersi cura della migrante senegalese, madre di quattro bambini, ha fatto di più: nel fascicolo ha inserito anche il parere del medico di parte che ha avuto modo di visitarla nell’ultima decade del mese di ottobre. Per il consulente, le condizioni di Adama sono incompatibili col Cie: il medico ha messo nero su bianco che la donna mostra un disagio psicologico evidente, è rassegnata, il tono dell’umore è marcatamente depresso e “manifesta incomprensione per ciò che le è accaduto”. La richiesta di concedere l’ingresso al Cie di un medico per la visita è stata formalizzata dall’avvocato Ronchi l’11 settembre. “Il fax con la risposta della Prefettura – rivela il legale – è del 26 ottobre”. Un mese e mezzo dopo. Forse anche per questo la storia di Adama Kebe è diventata il simbolo dei diritti negati alle donne, in particolare a chi arriva da un paese lontano. “Allo stato – dice l’avvocato Ronchi – manca l’attualità delle ragioni che hanno comportato il trattenimento di Adama al Cie”. Per il sindaco Merola, la vicenda di Adama “è una vergogna per un Paese che si definisce civile e democratico, deve finire al più presto”. Il ministro Cancellieri annuncia un’istruttoria rapidissima: “Ho chiesto un approfondimento all’ufficio immigrazione. È tempo di capire, perché la lunga permanenza in un luogo come il Cie non è in ogni caso un dettaglio trascurabile”. Fonte: bologna.repubblica.it articolo di Carlo Gulotta 29 Novembre 2011
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"ERASMUS PER TUTTI"
Il nuovo programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport proposto dalla Commissione Europea, darà la possibilità di studiare o di formarsi all’estero a quasi 5 milioni di giovani
“Erasmus per tutti”, il nuovo programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport proposto dalla Commissione Europea, darà la possibilità di studiare o di formarsi all’estero con una borsa, a quasi 5 milioni di persone (il doppio rispetto al programma passato). Il programma settennale “Erasmus per tutti”, con un bilancio totale di 19 miliardi di euro, è attualmente all’esame del Consiglio e del Parlamento Europeo che prenderanno la decisione finale sul quadro di bilancio per il periodo 2014-2020. La proposta Erasmus per tutti della Commissione darà la possibilità: -a 2,2 milioni di studenti delle scuole superiore di ricevere borse per compiere parte del loro percorso educativo e formativo all’estero (rispetto a 1,5 milioni nel quadro dei programmi attuali), di 135 000 saranno studenti avranno la possibilità di studiare in un paese extraeuropeo o saranno studenti extraeuropei che verranno a studiare nell’Unione; -a 735 000 studenti della formazione professionale di compiere parte del loro percorso educativo e formativo all’estero (rispetto a 350 000 nel quadro del programma attuale); -a 1 milione di insegnanti, formatori e operatori giovanili di ricevere un finanziamento per svolgere attività di insegnamento o di formazione all’estero (rispetto a 600 000 nel quadro dei programmi attuali); -a 700 000 giovani di partecipare a tirocini in imprese all’estero (rispetto a 600 000 nel quadro del programma attuale); -a 330 000 studenti di master di ricevere garanzie sui prestiti per contribuire al finanziamento dei loro studi all’estero nel quadro di un meccanismo totalmente nuovo; -a 540 000 giovani di partecipare ad attività di volontariato all’estero o a scambi di giovani (rispetto a 374 000 nel quadro del programma attuale); -a 34 000 studenti di ricevere borse di studio destinate ad un “diploma comune” che prevede periodi di studio in almeno due istituti di istruzione superiore esteri (rispetto ai 17 600 beneficiari nel quadro del programma attuale); -a 115 000 istituzioni/organizzazioni del settore dell’istruzione, della formazione e/o delle attività per i giovani o ad altri organismi di ottenere finanziamenti per la creazione di oltre 20 000 “partenariati strategici” per realizzare iniziative comuni e promuovere lo scambio di esperienze e di know-how; -a 4 000 istituti di istruzione e imprese di creare 400 “alleanze della conoscenza” e “alleanze di competenze settoriali” per incentivare l’occupabilità, l’innovazione e l’imprenditorialità. Fonte: Apiceuropa 25 novembre 2011
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