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IL PUNTO
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SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
Bra, 9, 16, 23, 30 novembre. “I tuoi diritti, i tuoi doveri”, si tiene i lunedì di novembre il primo corso sulla sicurezza per migranti ed italiani del progetto “Un mondo di lavoro”. Introduce il 9 all'Arpino il film “Come un uomo sulla terra”
Bra, 9, 16, 23, 30 novembre. “I tuoi diritti, i tuoi doveri”. Appuntamento i lunedì di novembre a Bra con il primo corso sulla sicurezza per migranti ed italiani del progetto “Un mondo di lavoro”. Il corso, che segue quello dell'Inail tenutosi a ottobre a Cuneo testimonia la crescente attenzione al tema della sicurezza sul lavoro e in esso alla specifica situazione dei migranti e costituisce un ulteriore passaggio del progetto “Un mondo di lavoro”. Nel nostro paese stenta a farsi strada una vera e propria cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro, ci si accorge dei danni provocati solo all’indomani di gravi disgrazie. Abbiamo la maglia nera in Europa: nonostante i continui ammonimenti, tra i quali quelli del presidente della Repubblica, e i controlli che si verificano ogni giorno,muoiono giornalmente 3 - 4 lavoratori e 25 rimangono feriti con invalidità gravi. Per i lavoratori migranti la situazione è ancora peggiore perché, se per i lavoratori italiani sia pure all'interno di una situazione drammatica incidenti e morti sul lavoro stanno via via calando, il contrario avviene tra i lavoratori immigrati. Se da un lato questo triste primato è dovuto agli atteggiamenti di imprenditori che tendono a ridurre al minimo le misure di salvaguardia e protezione per alleggerire i costi e aumentare la velocità delle lavorazioni dall’altro tra i lavoratori non sempre vi é piena consapevolezza dei rischi e spesso si trascurano le indicazioni e gli accorgimenti necessari a garanzia della propria integrità. A questo si aggiunga una normativa complessa, disordinata, a volte eccessivamente pignola che non favorisce l’applicazione delle norme stesse. Di seguito il programma
I TUOI DIRITTI, I TUOI DOVERI Incontri di Formazione su SALUTE E SICUREZZA sul LAVORO Corso per migranti e italiani Bra, novembre 2009
LUNEDI’ 9.11.2009 - h. 21 Centro Polifunzionale – BRA Largo Resistenza presentazione degli incontri seguirà proiezione del film-documentario “COME UN UOMO SULLA TERRA” di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene Relatore: Avv. Gianluca Vitale dell'Asgi (Ass. Studi Giuridici sull'immigrazione) LUNEDI’ 16.11.2009 - h.19 Istituto Professionale “V. Mucci” Bra Via Craveri, 8 Incontro su: PREVENZIONI DEGLI INFORTUNI E TUTELA DELLA SALUTE: Illustrazione della legislazione vigente Relatore: Prof. Giovanni CRAVERO LUNEDI’ 23.11.2009 - h.19 Istituto Professionale “V. Mucci” Bra Via Craveri, 8 Incontro su: RUOLO E IMPORTANZA dei DELEGATI ALLA SICUREZZA, dei PATRONATI SINDACALI, dell’I.N.A.I.L. (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) Relatori: Prof. Giovanni CRAVERO; Emilio CIUCCIO, dir. prov. INCA-CGIL LUNEDI’ 30.11.2009 - h.19 Istituto Professionale “V. Mucci” Bra Via Craveri, 8 Incontro su: INTERROGHIAMO GLI ESPERTI: confronto sui problemi vissuti nei luoghi di lavoro per sapere come comportarsi Partecipano esperti delle Organizzazioni Sindacali e dell’I.N.A.I.L. Provinciale.
n.b. E' possibile iscriversi al corso lunedì 9 alla proiezione dibattito di “Come un uomo sula terra” o alla prima lezione il 16 al V. Mucci di via Cravero, 8. 2 novembre 2009
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NONOSTANTE LA CRISI
I dati del Dossier Caritas 2009 presentato il 28 ottobre nelle varie città italiane. Quasi 4milioni e mezzo gli immigrati in Italia, aumento degli occupati nonostante la crisi, predominanza di quelli provenienti dall'Europa
Diamo di seguito alcuni dati tratti dal XIX Dossier Statistico Immigrazione Caritas - Migrantes e rimandiamo per informazioni più dettagliate alla scheda allegata. Ci permettiamo di far notare come anche in un periodo di dura crisi economica sia aumentato, a dimostrazione della loro essenzialità per l'economia italiana, il numero dei migranti occupati e la loro percentuale sul totale dell'intera forza lavoro. Lavoratori Il XIX Dossier Statistico Immigrazione Caritas - Migrantes, presentato il 28 ottobre nelle varie città italiane, dimostra, in tempi di grave crisi economica, un aumento degli immigrati occupati di 200 mila unità fino a raggiungere il 15,5% del totale. Sono ormai 2milioni i lavoratori migranti (molti iscritti al sindacato) di cui 1 milione colf e badanti. Sopra la media Il numero dei migranti regolari presenti in Italia si avvicina ormai ai 4milioni e mezzo, il 7,2% rispetto all'intera popolazione italiana, il 10% dei più giovani. Con questi numeri l'Italia, sulla scia della Spagna (oltre 5 milioni) e non tanto distante dalla Germania (circa 7 milioni), si situa per la prima volta al di sopra della media europea. Prevalentemente dall'Europa Continua a prevalere la presenza di immigrati di origine europea (53,6%, per più della metà da Paesi comunitari). Seguono gli africani (22,4%), gli asiatici (15,8%) e gli americani (8,1%) con 800 mila romeni, 440 mila albanesi, 400 mila marocchini, 170 mila cinesi e 150 mila ucraini Il dinamismo della popolazione straniera è da ricondurre principalmente alla sua evoluzione demografica da una parte e alla domanda di occupazione del Paese dall’altra, mentre influiscono in misura veramente minima le poche decine di migliaia di sbarchi, pari a meno dell'1% della presenza regolare. 29 ottobre 2009
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UN SILENZIO ASSORDANTE
200mila in corteo sabato 17 a Roma, in maggioranza migranti. Il silenzio dei media prima e dopo la manifestazione
E' tempo di bilanci, le prospettive sono un po' più difficili, a proposito della manifestazione contro il razzismo di sabato 17 ottobre a Roma. I 200mila in piazza hanno decretato il successo delle oranizzazioni che già a giugno avevano deciso la manifestazione e la sua piattaforma e hanno premiato il protagonismo di Arci e Cgil che bene hanno saputo interpretare il sentire comune dei loro iscritti. Ne esce male, quasi tutto, il mondo politico di centrosinistra assente se non ostile alla manifestazione a parte qualche tardiva adesione e apparizione in piazza. Colpisce il silenzio quasi totale dei media, prima e dopo la manifestazione che ci dice con chiarezza che nonostante i 200mila in piazza la strada per "pari dignità e diritti per tutti i migranti" è ancora lunga. 21 ottobre 2009
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REGOLARIZZARE
La presa di posizione di Giovanardi sul lavoro nero ripropone il tema della sanatoria
Riprendiamo dal sito www.stranieriinitalia.it l'articolo del 12 ottobre, nel quale il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ripropone di fatto la sanatoria.
Espellere o regolarizzare “Non si può tollerare il lavoro nero. Falsa la concorrenza e aumenta il rischio di incidenti” 12 ottobre 2009 - ”Il governo si deve fare carico o di riuscire ad espellere i clandestini o di regolarizzare le loro posizioni”. Così ieri il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, intervenuto a Città di Castello (Perugia) a una manifestazione dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro. Giovanardi, che nel governo è stato tra i promotori della regolarizzazione di colf e badanti, ha ricordato i 300 mila lavoratori che emergeranno grazie alle domande presentate lo scorso settembre. ”Parte consistente degli incidenti sul lavoro – ha sottolineato - avviene tra le mura domestiche”. “C’e’ poi un fenomeno di maggiore incidentalità - ha aggiunto - collegato al lavoro nero, soprattutto degli extracomunitari clandestini. Il governo si deve fare carico o di riuscire ad espellerli o di regolarizzare le loro posizioni”. “Quello che non e’ accettabile - ha concluso Giovanardi- è tollerare la permanenza di un fenomeno di lavoro nero che falsa la concorrenza e aumenta il rischio di incidenti per i lavoratori clandestini”.
Una presa di posizione, solo retoricamente equidistante, che dà voce a quella parte della maggioranza favorevole ad una estensione della sanatoria a tutti i migranti che lavorano in nero. Una posizione positiva che incontra il buon senso e le legittime aspettative dei migranti costretti dalla politica cieca di questo governo a lavorare in nero e a vivere nella clandestinità. 13 ottobre 2009
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BURQA
Proposta di legge della Lega per vietare l'uso del burqa
Proposta di legge della Lega per vietare l'uso del burqa. Riprendiamo dal sito de lastampa.it l'articolo relativo all'ultima iniziativa della Lega "ROMA: Arresto in flagranza, reclusione fino a 2 anni e una multa fino a 2mila euro. Tanto rischierà chi «in ragione della propria affiliazione religiosa» indosserà in pubblico indumenti che rendono «impossibile o difficoltoso il riconoscimento», se sarà approvata la proposta di legge presentata alla Camera dal gruppo della Lega Nord. Il testo di fatto chiede di vietare l’uso di burqa e nijab, ma senza menzionarli esplicitamente come invece fa la proposta a firma Souad Sbai già all’esame della commissione Affari costituzionali. E non a caso. Il Carroccio non vuole aprire una guerra di religione, ha fatto capire il capogruppo Roberto Cota nel presentare stamani a Montecitorio la proposta di legge. «Il nostro è un testo equilibrato», ha sottolineato. L’obbiettivo è far sparire dalla legge che nel 1975 proibì di indossare in un luogo pubblico il casco o qualsiasi altro mezzo che nasconda il viso la postilla «senza giustificato motivo». Proprio a quelle tre parole hanno fatto riferimento i prefetti che negli anni hanno fanno saltare le ordinanze emanate dai sindaci per vietare il burqa nel territorio del proprio comune. Fu il caso di Treviso, nel 2007. «Questa non è una proposta di legge contro qualcuno e nemmeno contro una religione», ha assicurato Manuela Dal Lago, «vogliamo solo fare sì che non vi siano giudizi di carattere diverso a seconda dell’interpretazione della legge» e «rendere tutte le persone che si trovano sul territorio italiano uguali». Sullo stesso punto ha insistito anche Carolina Lussana. «Vogliamo fare chiarezza sulla norma attuale», ha spiegato la deputata per cui nella lista dei «mezzi» che impediscono di identificare le persone vanno inseriti anche kefiah, foulard o passamontagna che nascondono il viso. Serve, ha sottolineato, «un bilanciamento tra tutela della libertà religiosa, che nessuno vuole mettere in discussione, e tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, cosa che più ci interessa». La legge, se e quando sarà approvata, non sarà ovviamente applicata per feste pubbliche come il carnevale. «Per queste vale un regio decreto del 1931», ha assicurato Cota." Al di là di qualche cautela lessicale e dei toni complessivamente morbidi la proposta della Lega per abolire il burqa ripropone la consueta paranoia di quel partito nei confronti dei migranti. Non è il contenuto che importa, tanto meno la liberazione della donna, ma l'ennesima campagna contro "l'inciviltà dei migranti" e per qualche voto in più. Un'occasione sprecata insomma per contribuire a portare avanti quel processo di maturazione culturale e, perchè no, di scontro ideale che unico può modificare stili di vita e abitudini più che consolidate, specie se come in questo caso innervate sul credo religioso.
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OSTILITA'
I giovani italiani sono sempre più ostili e diffidenti verso "l’altro", il "diverso". Il rapporto della Fondazione Intercultura
I giovani italiani sono sempre più ostili e diffidenti verso ‘l’altro’, il “diverso”: lo sostiene un rapporto della Fondazione Intercultura presentato oggi nell’aula magna dell’università di Modena e Reggio Emilia, intitolato “L’altro tra noi”. Lo studio, che ha coinvolto studenti di Padova, Vicenza, Parma, Reggio Emilia, Firenze, Siena, Bari e Lecce, è stato presentato alla vigilia (domani 24 Settembre) della Giornata europea per il dialogo Interculturale e traccia un profilo dei giovani italiani sempre più chiusi, rispetto ai loro coetanei del resto d’Europa, nei confronti della diversità. Solo l’11% degli intervistati considera l’integrazione degli stranieri un obiettivo da raggiungere, mentre, soprattutto al nord, i ragazzi percepiscono la presenza di immigrati molto più alta della realtà: molti hanno indicato al 30% (circa 20 milioni di persone) la percentuale di stranieri presenti in Italia, a fronte di un dato ‘reale’ dell’8-10%. Circa l’87% dei giovani italiani (a fronte del 77% degli europei) ritiene che essere un rom sia una condizione di “svantaggio” mentre è appena inferiore la distanza, e dunque il pregiudizio, nei confronti degli immigrati di religione musulmana. Addirittura il 93% dei ragazzi indica la disabilità fisica, un altro fattore in esame, come “un grave rischio di esclusione sociale”. Per invertire la preoccupante tendenza tratteggiata nel rapporto, gli autori suggeriscono maggiore informazione sulle comunità straniere presenti in Italia ma anche “più scambi con l’estero – precisa Raffaele Pirola, portavoce di Intercultura – poiché chi ha vissuto altrove per almeno sei mesi, prova concretamente che cosa significhi essere ‘l’altro’, e rientra a casa con la mente più aperta”. Fonte: www.misna.org foto di hidden side su flickr.com 25 settembre 2005
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BENE
La direttiva di Eleonora Artesio, Assessora alla salute della Regione Piemonte sulla registrazione dei bimbi figli di irregolari
Registrazione bambini nati da immigrati irregolari. Con una direttiva dell'11 settembre dell'assessora Artesio, la Regione Piemonte - prima regione italiana a farlo - ha affidato ai direttori delle aziende sanitarie regionali e dei presìdi presso cui sono attivi “punti nascita” il compito di registrare i bambini nati da immigrati irregolari, privi cioè del permesso di soggiorno. “Si tratta di un provvedimento essenziale - ha detto alla MISNA don Fredo Olivero, Direttore regionale in Piemonte e diocesano a Torino della pastorale per i migranti - che risolve alcune delle questioni sorte con l’approvazione da parte del parlamento del cosiddetto pacchetto sicurezza. La direttiva infatti dispone che siano gli stessi funzionari sanitari a registrare i bambini e chiede che i genitori siano informati sulla possibilità di effettuare la registrazione senza incorrere in problemi giudiziari”. La direttiva sulla registrazione dei minori segue quello dello stesso segno indirizzata sempre dall'assessora Artesio ai responsabili sanitari delle Asl piemontesi (ancora prima dell'8 agosto data di entrata in vigore del decreto sicurezza) per garantire il diritto alla salute dei migranti irregolari. 18 settembre 2009
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LA LORO RIPRESA
La Confindustria parla di ripresa "lenta e insidiosa" nel 2010, mentre prevede tra 2009 e 2010 la perdita di 700 mila posti di lavoro
Siamo, stranieri ed italiani, in brutte acque ed in assai cattive mani. Ce lo conferma la lettura della crisi da parte della Confindustria in cui tra pil (prodotto interno lodo) e occupazione il cuore, assai vicino al portafoglio, batte da una parte sola. Riportiamo in merito alcuni dati forniti dal centro studi di Confindustria (Csc) e estratti di un'intervista della Marcegaglia:
CENTRO STUDI DI CONFINDUSTRIA (CSC). Nel 2009 il Pil dovrebbe segnare un calo del 4,8%, mentre l'anno prossimo ci sarà un +0,8%. La recessione è «ormai alle spalle», ma l'uscita dalla crisi sarà «lenta e lunga, e perciò insidiosa». Anche perché l'Italia è in pieno dentro le «conseguenze» della bufera economica. È il quadro delineato dal centro studi di Confindustria (Csc). Secondo le previsioni, nel 2009 il Pil dovrebbe segnare un calo del 4,8%, mentre l'anno prossimo ci sarà un +0,8%. Previsioni riviste leggermente al rialzo rispetto al -4,9% e al +0,7% indicati a giugno, ma che restano comunque più ottimistiche rispetto alle stime diffuse dal governo nel Dpef (-5,2% quest’anno e +0,5% il prossimo). «Anche se la recessione è ormai alle spalle - afferma il Csc negli "Scenari economici" - le conseguenze della più grave crisi degli ultimi 80 anni si faranno sentire a lungo. Si profilano anni per recuperare i livelli di produzione toccati nel 2007 e in alcuni settori ciò potrebbe non avvenire mai».
MARCEGAGLIA - «Siamo fuori dal tunnel della recessione, il peggio è alle spalle, però la crescita sarà lenta e difficoltosa» commenta il presidente di Confindustria, Emma Marecegaglia, che annuncia «mesi un po' complicati da gestire dal punto di vista dell'occupazione. Serviranno grandi ristrutturazioni e riconversioni: non siamo davanti a una catastrofe, ma dobbiamo gestire mesi difficili. Così il Paese ce la può fare». 11 settembre
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ACCOGLIERE I MINORI
Il giudice genovese Adriano Sansa invita con una lettera le forze dell’ordine a “boicottare” la legge sul reato di clandestinità
L’interesse dei minori sopra tutto, persino oltre la legge o altre disposizioni nazionali nel caso in cui dovessero confliggere con le convenzioni internazionali, compresa quella di Ginevra. È il presidente del tribunale dei minorenni di Genova Adriano Sansa a scrivere. Lo fa affidando a una lettera, indirizzata ai comandi regionali di carabinieri e finanza, alle quattro questure provinciali di Genova, Savona, La Spezia e Imperia e alle relative capitanerie di porto, che ha il sapore di un appello al boicottaggio della legge sulla clandestinità e degli accordi bilateriali sui respingimenti degli immigrati alle frontiere. Almeno per quelle disposizioni che, se applicate in modo cieco, potrebbero nuocere non poco ai più piccoli. la foto del giudice Sansa è tratta dal sito www.trucioli savonesi.it 9 settembre 2009
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LA RISPOSTA
Risposta della UE accusata da Frattini, il ministro degli esteri italiano, di lavarsi le mani di fronte al dramma dei morti in mare
Scosso dall'enormità dei fatti, 70 profughi lasciati morire in mare nella rotta tra la Libia e l'Italia (se ne è avuta notizia il 20 agosto) e le critiche molto forti della Chiesa, il ministro Frattini ha cercato di uscire dall'angolo accusando l’UE di non farsi carico in maniera adeguata del fenomeno dell’immigrazione illegale. Siamo stati costretti ormai troppe volte a pronunciarci sui drammi dell'immigrazione nel Mediterraneo e non possiamo che ribadire che la politica del nostro Governo non concorre certo a limitarli. Per quanto riguarda la risposta dell’UE a Frattini riprendiamo di seguito l'articolo del sito apiceuropa.com
All’indomani della tragedia che ha visto morire in mare oltre 70 cittadini eritrei, il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini aveva accusato «Dobbiamo considerare l’immigrazione come un problema europeo - ha detto Frattini intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione in corso a Rimini - ma l’UE ha fatto numerose affermazioni e malgrado gli impegni assunti non ha ancora risposto alla domanda su cosa succede quando un gruppo di immigrati arriva alle porte d’Europa. Per l’Italia questi rifugiati debbono trovare alloggio e sostentamento in tutti i Paesi europei secondo criteri di distribuzione proporzionale. Non si può pensare che debbano essere accolti dai soli Paesi dove sbarcano ed è qui che è mancata la risposta europea nel dire che tutti i 27 Paesi debbono farsi carico del problema in misura proporzionale. Quando questa risposta sarà data - ha aggiunto il ministro italiano - potremo dire che l’Europa ha dimostrato la sua solidarietà». Non si è fatta attendere la reazione dell’UE e le risposte provenienti dalla Commissione Europea hanno messo in evidenza gli sforzi per il contrasto dell’immigrazione illegale. Il portavoce della Commissione, Dennis Abbot, ha sostenuto che «l’Europa sta mostrando grande determinazione per rispondere a questo problema» confrontandosi con i principali Paesi di provenienza, di transito o di approdo dei migranti. Maggiormente orientata alle prospettive future la risposta del ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, che ha preso la parola a nome della presidenza di turno dell’UE assumendo l’impegno di arrivare entro fine ottobre, in sede di Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE, all’esame di una proposta in materia di distribuzione tra i Paesi membri degli oneri e delle responsabilità relativi ai flussi di immigrati che chiedono asilo politico. 26 agosto 2009
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