Home page
TITOLO
EDITORIALE ARABO

RAZZISMO
STORIE ITALIANE

RIMPATRIO ASSISTITO

VOLONTARIATO
ASSOCIAZIONI ESPERIENZE PERSONE

AKPADJA YAOGAN

I LIBRI DI FEBBRAIO

LA PEDIATRA
I DIRITTI DEI MINORI

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22

DALL'ITALIA

A ROSARNO
Nella città dello sfruttamento schiavistico dei migranti in agricoltura e della loro rivolta di gennaio 2010 la manifestazione dei sindacati del Primo Maggio

Rosarno (Reggio Calabria). Si è svolta a Rosarno la manifestazione dei sindacati del Primo Maggio. Il comizio dei tre leader confederali - il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani; quello della Cisl, Raffaele Bonanni; e quello della Uil, Luigi Angeletti -, si è svolto all'insegna di tre parole d'ordine, "lavoro, legalità e solidarietà" e dell'un appello per una nuova politica economica e industriale in grado di garantire nuove opportunità di occupazione in un periodo di disoccupazione crescente.
Nei comizi il riferimento alla rivolta di Rosarno e a tutto ciò che la ha determinata ed ancora alla situazione dei migranti in generale.
Epifani ha detto che Rosarno "é diventata simbolo di tante cose, dai problemi del lavoro a quelli dell’integrazione, dai diritti di chi lavora alla criminalità organizzata e lo sfruttamento del lavoro" e ha anche sottolineato che "in Italia abbiamo tante Rosarno non solo al Sud ma anche in tanti centri del Nord".
Per Bonanni "se dovessimo dividerci dai tanti amici immigrati, l’Italia si fermerebbe. L’Italia è più forte se si riesce a fare vivere l’integrazione come fatto positivo: è energia importante per uscire dalla crisi".
1 maggio 2010


OPERAZIONE MIGRANTES
Rosarno, 26 aprile. Nove caporali, anch'essi immigrati, arrestati e ventidue imprenditori agricoli e proprietari terrieri ai domiciliari per reati contro gli immigrati occupati in agricoltura nella zona di Rosarno

Nei tre mesi di lavoro successivi alla rivolta di gennaio dei migranti africani di Rosarno, l'indagine degli inquirenti denominata "Operazione Migrantes" ha accertato le durissime condizioni di lavoro e le violenze subite dalle migliaia di extracomunitari che, ogni anno, nella stagione degli agrumi, venivano a lavorare nella piana di Rosarno.
Ieri, 26 aprile i provvedimenti: nove caporali sono stati così arrestati (tunisini, marocchini, algerini e una donna bulgara) e per ventidue imprenditori agricoli e proprietari terrieri che impiegavano gli africani sono stati disposti gli arresti domiciliari ed il sequestro dei loro beni: una ventina di aziende, tra cui 5 cooperative agricole, e 200 terreni per un valore complessivo di 10 milioni di euro.
A tutti viene contestato il reato d’associazione a delinquere per sfruttare l’immigrazione, la violazione delle leggi sul lavoro e la truffa aggravata ai danni dello Stato per i contributi agricoli percepiti illecitamente.
27 aprile 2010


TEST D'ITALIANO
Un emendamento della Lega al decreto legge incentivi vuole affidare alle regioni il potere di imporre un esame d'italiano agli extracomunitari che vogliano aprire un negozio

Gli extracomunitari che vogliano aprire un negozio devono prima aver superato un esame di italiano: è il contenuto di un emendamento al decreto legge incentivi presentato dalla Lega che affida alle Regioni il potere di introdurre nuovi vincoli.
"Le regioni - si legge nella proposta a firma della deputata leghista Silvana Comaroli - possono stabilire che l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente qualora sia un cittadino extracomunitario di un certificato attestante il superamento dell'esame di base della lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati".
L'emendamento della Lega detta la linea anche sulle insegne dei negozi: "Le regioni possono stabilire che l'autorizzazione da parte dei comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale è condizionata all'uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all'Unione europea ovvero del dialetto locale".
Con che nome vorranno chiamare i leghisti i Kebab?
23 aprile 2010


AL VIA
Da oggi le domande on line per gli 80.000 ingressi degli stagionali. Previsto nel decreto anche l'ingresso di 4.000 lavoratori autonomi non stagionali

Al via le procedure on line per i nulla osta del decreto stagionali 2010. Riportiamo su fonte Caritas l'articolo di Migranti.Torino.it
Dalle ore 8.00 del 21 aprile i datori di lavoro possono presentare le domande per i cittadini non comunitari residenti all’estero, entro la quota massima di 80.000 unità. Previste 4.000 unità per lavoro autonomo.
Dalle ore 08.00 del giorno 21 aprile 2010, sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2010, i datori di lavoro possono presentare le domande di nulla osta per lavoro stagionale previste dal Decreto Flussi 2010, utilizzando l’apposito programma disponibile per il download all’indirizzo:
http://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/download
Il decreto flussi 2010 consente l’entrata in Italia di lavoratori extracomunitari stagionali entro la quota massima di 80.000 unità, da ripartire tra le regioni e le province autonome con provvedimento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
La quota riguarda:
 I lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia- Herzegovina, Repubblica ex Yugoslava di Macedonia, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina.
I lavoratori subordinati stagionali non comunitari dei seguenti Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Mòldavia ed Egitto.
I cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per Lavoro subordinato stagionale negli anni 2007, 2008, 2009.
Le quote per lavoro autonomo
Lo stesso provvedimento consente, inoltre, come anticipazione della quota massima di ingresso di lavoratori extracomunitari non stagionali per l’anno 2010, l’ingresso, per motivi di lavoro autonomo, di 4.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, appartenenti alle seguenti categorie:
imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia italiana;
liberi professionisti;
soci e amministratori di società non cooperative;
artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati;
artigiani provenienti da Paesi extracomunitari che contribuiscono finanziariamente agli investimenti effettuati dai propri cittadini sul territorio nazionale.
Nell’ambito di detta quota, sono ammesse, sino ad un massimo di 1.500 unità, le conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio e formazione professionale in permessi di soggiorno per lavoro autonomo ed è anche consentito l’ingresso in Italia, per motivi di lavoro autonomo, di 1.000 cittadini libici.
21 aprile 2010


NO DECRETO FLUSSI
Maroni: “Non è previsto un nuovo decreto flussi. Chi ha perso il lavoro deve ritrovarlo”

Gela gli entusiasmi di chi sperava in un decreto flussi a breve il ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Non è previsto un nuovo decreto flussi. Chi ha perso il lavoro deve ritrovarlo”.
Lo ha detto il 12 aprile, a margine di un incontro all’Università Bocconi di Milano ammettendo che "c’é una mozione approvata dal Parlamento che impegna il governo a fare un nuovo decreto flussi. Ma noi – ha aggiunto - dobbiamo tenere presente le esigenze lavorative, in presenza di un tasso di disoccupazione alto. Bisogna fare in modo che chi ha perso il lavoro, italiano o extracomunitario già in Italia, debba ritrovarlo prima di far arrivare altri”.
La posizione, in astratto condivisibile, dimentica però le centinaia di migliaia di lavoratori tenuti fuori dalla regolarizzazione di settembre a causa degli ingiusti limiti posti dalla Lega (e per essa dal suo rappresentante al Governo, il ministro Maroni) i quali dal decreto flussi aspettavano una sia pur contorta regolarizzazione.
Per ora, gli unici flussi autorizzati dal governo sono quelli dei lavoratori stagionali, con un decreto da 80mila ingressi che sta per arrivare in gazzetta Ufficiale.
17 aprile 2010


NOI STIAMO CON EMERGENCY
Roma, 17 aprile. Iniziata in piazza San Giovanni in Laterano la manifestazione a favore di Emergency. Il comunicato della Tavola per la pace

E' iniziata un'ora fa in piazza San Giovanni in Laterano a Roma la manifestazione in favore dei tre operatori italiani di Emergency arrestati in Afghanistan. Ai piedi del palco le foto dei tre italiani e il grande striscione "Io sto con Emergency". Molte le bandiere e le magliette di Emergency e quelle della pace. Decisa la posizione dei pacifisti a favore di Emergency, riportiamo il comunicato della Tavola della pace:
L'ITALIA RIAPRA SUBITO L'OSPEDALE DI EMERGENCY di Flavio Lotti.
Fonte: Tavola della Pace.
1 - Riaprire l'ospedale di Emergency in Afghanistan; 2 - liberare i tre italiani e i sei afgani arrestati il 10 aprile; 3 - assicurare pieno sostegno a tutti gli operatori umanitari italiani che operano in Afghanistan. Sono questi i primi tre obiettivi che deve assumere il governo italiano per ridare un minino di credibilità alla nostra presenza in Afghanistan. Nel nome del rispetto del diritto internazionale dei diritti umani, della legalità e dei doveri che corrispondono ad ogni buon governo. La Tavola della Pace, impegnata nella preparazione del Forum della Pace e della Marcia per la Pace Perugia-Assisi del prossimo 16 Maggio, chiede a tutti i responsabili della politica italiana di fare ogni sforzo per chiudere rapidamente questa gravissima vicenda. Berlusconi deve intervenire di persona. Non bastano una lettera del Ministro, un ambasciatore e un magistrato. E' necessaria un'azione rapida ed energica. Si è già perso troppo tempo. Invece di prendere le distanze, di seminare dubbi e di gettare fango su chi si assume personalmente la responsabilità di soccorrere le vittime della guerra, il governo italiano deve agire con determinazione sollecitando anche l'immediato intervento dell'Unione Europea e dell'ONU. Ogni governo ha il dovere costituzionale di difendere i suoi cittadini e in particolare quelli che sono impegnati in operazioni di pace, di solidarietà e di cooperazione. Chiudere il Centro chirurgico di Lashkar-gah vuol dire abbandonare la popolazione civile nella morsa della guerra e mettere in pericolo tutti gli operatori umanitari. In questo senso, l'attacco all'ospedale di Emergency è un attacco a tutti i costruttori di pace. Per questo, Sabato 17 Aprile 2010 pomeriggio a Roma, in Piazza S. Giovanni, alle ore 14.30. Con tutti i colori dell'arcobaleno. L'Italia è il Paese che ha la responsabilità di coordinare la ricostruzione della Giustizia in Afghanistan e per questo obiettivo ha già speso diverse decine di milioni di euro.
Info: tavola@perlapace. it
17 aprile 2010


ARMI
Non c'è crisi per l'export italiano di armi: nel 2009 esportazioni per circa 5 miliardi di euro

Si sfiorano i cinque miliardi di euro: è questo l'ammontare dell'export italiano di armi autorizzato dal Governo per il 2009. Senza contare i 1.820 milioni di euro dei programmi intergovernativi: al netto di tali autorizzazioni (cioè i progetti fra più stati che hanno come destinatari i governi principalmente europei) si tratta di un incremento di valore del 61,3%. I numeri sono quindi chiari ed inequivocabili, e dipingono lo stesso quadro degli ultimi anni: ancora una volta l'esportazione italiana di sistemi di armamento non si arresta neppure in un periodo di crisi. I dati rilasciati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (che è tenuta a farlo annualmente in virtù della legge 185/90 di cui ricorre il ventennale) lo dimostrano. Un report del SIPRI (http://books.sipri.org/product_info?c_product_id=404) dimostra come la crescita nel commercio di armi convenzionali sia cresciuta del 22% dal 2005 al 2009 - anche in ambito nostrano, con la società italiana Finmeccanica che nei primi due mesi del 2010 ha già raccolto ordini per 2,7 miliardi di euro (per approf: http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2289)
articolo ripreso da alteconomia
12 aprile 2010


TRUFFATI
Massa, 10 aprile. Manifestazione sotto il Comune degli immigrati della sanatoria colf e badanti truffati da fittizi datori di lavoro

Riceviamo e giriamo ai nostri lettori:
Dopo una settimana di Sit in sotto la prefettura e sotto il Comune di Massa gli immigrati truffati della Provincia di Massa Carrara con l'appoggio di Culture Migranti, dell'Assembleantirazzistantifascista e di tutti i cittadini e le organizzazioni che li hanno sostenuti organizzano una manifestazione Sabato 10 Aprile a Massa. La Sanatoria Colf Badanti ha riempito le casse dello Stato ma è stata concepita come una trappola per topi, si invitava i clandestini a PAGARE contributi ad autodenunciarsi a seguito di rassicuranti parole del Ministero dell'Interno per poi fare marcia indietro : fregati, derubati (da fittizi datori di lavoro, ma anche dallo STATO), schedati ( hanno fornito tutte le loro generalità,indirizzi di residenza) e  presto saranno espulsi o peggio rinchiusi nei CIE. Tutto questo non è tollerabile.
Chiediamo a tutti sostegno e solidarietà per sostenere e dar voce a chi troppo spesso non ne ha,
Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione, a diffondere e a firmare la petizione a questo indirizzo: http://www.firmiamo.it/sostegnoimmigratitruffatisanatoria2009
Grazie
Culture Migranti
8 aprile 2010


CLASS ACTION
Class action contro le questure per il rispetto dei tempi di rilascio dei permessi di soggiorno. Parte da Cittadinanzattiva un primo ricorso in base alla riforma Brunetta

Nel mirino dei promotori della class action, l’inosservanza dei 20 giorni per il rilascio dei permessi di soggiorno e dei 90 per le carte di soggiorno. Riportiamo l'articolo del 25 marzo di ImmigrazioneOggi.it

Cittadinanzattiva ha avviato una class action contro la Questura di Roma per denunciare l’inosservanza dei termini entro i quali l’amministrazione dovrebbe concludere il procedimento di rilascio del permesso di soggiorno (20 giorni) e del permesso di soggiorno CE (90 giorni).
Antica la doglianza, recentissimo lo strumento di difesa e di pressione nei confronti della PA previsto dal decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198 in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici, meglio noto come riforma Brunetta. La recentissima norma prevede infatti che per “ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio” anche associazioni e comitati di tutela possano proporre ricorso contro la PA e che altri soggetti che si trovano nella stessa situazione del o dei ricorrenti possano intervenire a sostegno dell’azione.
“La nuova legge” commenta il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini “ci consente, anche se con strumenti limitati e senza risarcimenti, di vincolare le amministrazioni al rispetto di standard previsti da Carte dei servizi e leggi. Se i tempi previsti non sono rispettati, se si richiedono oneri non previsti, se si omettono informazioni essenziali o si nega l’autocertificazione, il cittadino può invocare il rispetto delle norme ed ottenere il ripristino del diritto violato. Perché non provarci?”
Come da normativa, le amministrazioni ora si dovranno attivare per rispettare i termini imposti dalla legge, mentre all’azione di classe possono aderire tutti i cittadini che si trovano nelle medesime situazioni che hanno portato alla notifica delle diffide.
Per tutte le informazioni del caso, è a disposizione dei cittadini, gratuitamente, il PiT-Giustizia di Cittadinanzattiva: tel: 06 36718484 (lun-ven. 9.30-12.30); fax: 06 36718333; mail: classaction@cittadinanzattiva.it.
Su www.cittadinanzattiva.it/giustizia-home.html i moduli per aderire.
Oltre che per i permessi di soggiorno, Cittadinanza attiva ha promosso in contemporanea altre due class action, una sull’invalidità civile ed una per i canoni di depurazione dell’acqua.
29 marzo 2010


NIENTE REGOLARIZZAZIONI
Negati i permessi della sanatoria colf e badanti a chi era rimasto in Italia dopo un'espulsione. Le eccezioni. Ritirati anche i permessi già concessi

Niente regolarizzazione per gli espulsi già condannati. E' del 17 marzo la circolare del firmata dal Capo della Polizia Antonio Manganelli che pone fine alle differenti interpretazioni delle varie Questure relativamente alla concessione del permesso di soggiorno alle colf e badanti della sanatoria con espulsioni alle spalle.
La legge 102/2009 , scrive Manganelli, vieta di regolarizzare chi è stato condannato per un reato per cui “è obbligatorio o facoltativo l’arresto in fragranza”. È questo, spiega, il caso dello straniero condannato perché “senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine impartito dal Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro cinque giorni”.
Il divieto di regolarizzazione non scatta solo in tre casi. Se la prima espulsione era stata impartita perché il permesso era scaduto da più di sessanta giorni e non ne era stato chiesto il rinnovo, se la richiesta di rinnovo era stata rifiutata, se lo straniero si era trattenuto in Italia oltre il termine indicato dalla dichiarazione di presenza prevista per i soggiorni brevi.
La circolare di Manganelli prevede anche il ritiro del permesso di soggiorno ai migranti con due espulsioni cui sia stato concesso in prima battuta.
25 marzo 2010

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22