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IL PUNTO

QUESTA SETTIMANA
Settimana decisiva in Parlamento per le ronde e i Cie. L'articolo di immigrazione oggi

Tornano le ronde e i 6 mesi nei Cie? Da ieri in Senato la conversione del decreto legge in materia di atti persecutori con l’incognita del prolungamento dei termini del trattenimento nei CIE, bocciato dalla Camera; da oggi a Montecitorio il disegno di legge sulla sicurezza pubblica con le numerose modifiche alla Turco Napolitano già approvate dal Senato. Una discussione intricata e difficile a capire dal punto di vista giuridico, ma chiarissima per i migranti. Si tratta di sapere se verranno reintrodotte le ronde e l'allungamento dei tempi di detenzione nei Cpt da 2 a 6 mesi che erano stati battuti non molto tempo fa.
Riportiamo nell'allegato il completissimo articolo di Raffaele Miele dal sito www.immigrazioneoggi.it
nella foto un momento della manifestazione del 4 aprile a Roma
21 aprile 2009

File allegati all'articolo:

articolo.pdf



NON E' FINITA
Controffensiva della Lega su Cie e ronde

Sulle ronde e sull'allungamento del periodo di detenzione dei migranti nei Cie (Centri di identificazione e detenzione; gli ex Cpt) non è finita. La Lega, sconfitta in prima battuta dall'ostruzionismo delle opposizioni e dal voto contrario di parte della maggioranza, è andata all'attacco con Berlusconi e, a sentire la conferenza stampa del 9 aprile, sembra essere riuscita a riaprire la partita.
Nel vertice con la Lega il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha infatti dichiarato che "c'è stato un chiarimento, con la piena soddisfazione del ministro Maroni: abbiamo espresso la piena condivisione della politica di sicurezza del ministro dell'Interno". Berlusconi ha aggiunto che la maggioranza sta "lottando con il calendario per non fare decadere il decreto che scade il 26 aprile" e per fare in modo che i Cie "non riaprano le porte a oltre mille clandestini".
14 aprile 2009


DENUNCIATA
Una donna clandestina originaria della Costa d'Avorio denunciata dopo aver partorito all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli il 5 marzo scorso

Una donna clandestina originaria della Costa d'Avorio in attesa dello status di rifugiata è stata denunciata dopo aver partorito all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli il 5 marzo scorso. Ne dà notizia la Repubblica del 1 aprile. E' uno dei tanti frutti amari dell'attuale politica contro gli immigrati, il buon senso e l'umanità dell'attuale governo.
nell'allegato l'articolo di Repubblica
3 aprile 2009

File allegati all'articolo:

articolo.pdf



AFFONDA BARCONE
Strage davanti alle coste libiche: affonda barcone, duecento dispersi, recuperati 20 corpi e 23 portati in salvo. Non si hanno notizie di altre due imbarcazioni

200 dispersi, quasi sicuramente morti, ma potrebbero essere di più. Questo il bilancio dell'ultima tragedia dell'immigrazione che parte dalla Libia.
Il barcone, stracarico di migranti, era partito col mare contrario la notte tra sabato e domenica da Said Bilal Janzur. Si parla anche di due altri barconi, ma non ci sono conferme.
Gli unici dati certi, diffusi dal responsabile dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) di Tripoli Laurence Hart, riguardano 20 persone annegate (di cui 6 egiziani) e 23 tratte in salvo (di cui 10 egiziani).
foto di noborder network su Flickr.com
31 marzo 2009


FLUSSI 2008/NO FLUSSI 2009
Definite le quote tra le province per i flussi 2008. 604 posti in provincia di Cuneo. Maroni ribadisce che non ci saranno flussi 2009 oltre a quello, appena firmato, sugli stagionali

Ripartizione delle quote provincia per provincia dei flussi 2008. 604 posti a Cuneo. Il ministero del Lavoro ha distribuito tra tutte le provincie le 150.000 quote del decreto flussi 2008 riservate alle domande che non erano state accolte per sovrabbondanza di numeri nel decreto flussi 2007.
Le quote sono così ripartite:
44600 ingressi destinati, indipendentemente dal settore lavorativo, a cittadini di paesi terzi che hanno accordi con l’Italia;
105400 ingressi a cittadini di altre nazionalità impiegati nel settore domestico (colf e badanti).
La distribuzione tra le province è stata fatta in base al numero di domande ricevute da ogni sportello unico per l’immigrazione.
In ogni provincia, l’assegnazione delle quote 2008 inizierà solo quando sarà finita quella delle quote 2007.
Per la provincia di Cuneo i posti totali sono 604 così ripartiti:
Albania 108; Algeria 2; Bangladesh 2; Egitto 0; Filippine 10; Ghana 3; Marocco 73; Moldova 19; Nigeria 3; Pakistan 0; Senegal 13; Somalia 0; SriLanka 1; Tunisia 14; Lavoro Dom/Ass 356.

Contemporaneamente a questo, piccolo, passo in avanti per le quote 2008 il ministro Maroni ha di nuovo ribadito che non ci saranno flussi che non siano per stagionali nel 2009.
E' facile ribadire al ministro e fare previsioni: la mancanza di flussi alimenta solo, come sempre è stato, l'immigrazione irregolare; comunque non di nuovi ingressi si tratta adesso, quanto della necessità d mettere a posto le centinaia di migliaia di migranti già in Italia costretti
da una legge sbagliata e dall'inefficienza della burocrazia a lavorare in nero e a vivere clandestinamente.
foto dall'album di billjacobus1 su flickr.com
in allegato la circolare relativa ai flussi 2008 che abbiamo ripreso dal sito www.stranieriinitalia.it
24 marzo 2009

File allegati all'articolo:

circo23mar2009.pdf



CAMPAGNA CONTRO IL RAZZISMO
Il logo della campagna ideato da Viorel Samuel Cirpaciu, un bambino rom

"Non avere paura, campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'Altro" è un'iniziativa nazionale, cui aderisce anche il nostro giornale, per sconfiggere il razzismo, l'indifferenza, la paura dell'altro.
E' stata promossa da uno schieramento larghissimo e inedito, che va dall'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) a numerose associazioni laiche e religiose e alle principali organizzazioni sindacali.
Presentiamo nella foto il logo della campagna, un fantasmino giallo, simbolo delle paure, ideato da Viorel Samuel Cirpaciu, un bambino rom. E Viorel e' anche l'interprete, insieme agli attori Lello Arena, Francesca Reggiani, Salvatore Marino e Cumba Sall, di uno spot realizzato dal regista cinematografico Mimmo Calopresti e che sara' trasmesso sulle reti tv.
20 marzo


EQUIVOCO ?
Il sottosegretario all’interno, Alfredo Mantovano smentisce che il ddl sicurezza impedisca ai clandestini di dichiarare la nascita dei figli

Secondo il sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano, il ddl sicurezza non intende far “sparire” i figli degli irregolari. Sarebbe senza fondamento, secondo l'esponente di An, l’allarme lanciato dall’Asgi (cui il nostro giornale ha aderito) secondo il quale se il testo non cambia per iscrivere i figli all’anagrafe sarà indispensabile il permesso di soggiorno. Riportiamo dal sito di stranieriinitalia la dichiarazione del sottosegretario, avvertendo che comunque la cosa non è risolta e che è necessario continuare a darsi da fare anche perchè, come si vede da questa presa di posizione, qualche risultato si ottiene:
“Quanto riferito ieri da talune  associazioni a proposito dell'iscrizione all'anagrafe del figlio di  stranieri in posizione irregolare non trova fondamento nelle norme del ddl sicurezza, approvato dal Senato e ora all'esame della Camera”,  spiega Mantovano in una nota.
“In base alla  norma contestata (art. 45 lett f del ddl), per lo straniero in  posizione irregolare l'assenza di permesso di soggiorno inibisce di  ottenere il rilascio di 'licenze, autorizzazioni, iscrizioni e altri  provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati'. La  disposizione, quindi -spiega- vieta al clandestino di ricevere una  licenza di commercio, o documenti che costituiscano o preparino  'provvedimenti' in suo favore”. 
''Nessun articolo e nessun comma, invece -chiarisce il sottosegretario  -  gli inibisce di dichiarare la nascita di un figlio: quest'ultimo  infatti  è un atto nell'interesse del bambino, e rende nota una  situazione di fatto. Peraltro, ferma restando la personale iniziativa  del genitore, la dichiarazione può essere resa anche dal medico,  dall'ostetrica o da qualsiasi persona che abbia assistito al parto, se la volontà della madre  è di non essere nominata (art. 30 D.P.R.  396/2000)”.
Secondo Mantovano “l'equivoco sorge dalla eliminazione, effettuata dalla nuova norma, del riferimento agli atti dello stato  civile: ma si tratta, per l'appunto, di un equivoco, che non trova  riscontro nel complesso delle disposizioni interessate e nel fine  della innovazione proposta''. L'esame alla Camera del ddl -conclude- permetterà di chiarire la questione oltre ogni dubbio e, se fosse necessario, di renderla  ancora più incontrovertibile, esplicitando (lo si ripete, se  necessario) una possibilità - la dichiarazione di nascita - che a  nessuno  è mai venuto in mente di precludere”.   
foto dall'album di Ucodep su flickr.com
13 marzo 2009    


SENZA IDENTITA'
L'appello dell'Asgi contro la norma che impedisce la registrazione all'anagrafe dei figli di cittadini stranieri

Bambini senza identità. Riportiamo in allegato l'appello dell'Asgi (che verrà inviato a firma dell' Asgi, e di tutte le altre organizzazioni che vorranno aderire, alle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, alla Commissione Infanzia e ai capigruppo) contro la norma, passata inosservata, del ddl sicurezza che impedisce la registrazione all'anagrafe dei figli di cittadini stranieri irregolari, in palese violazione della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Le conseguenze di tale modifica normativa sarebbero gravissime: i bambini non registrati alla nascita resterebbero senza identità, completamente invisibili; vi è inoltre il forte rischio che i bambini nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno e siano dichiarati in stato d'abbandono; per evitare questo, è probabile che molte donne in condizione irregolare decidano di non partorire in ospedale, con serissimi rischi per la salute della madre e
del bambino.
nella foto un momento della manifestazione del 7 marzo a Cuneo
in allegato l'appello dell'Asgi
10 marzo 2003

File allegati all'articolo:

Appello.pdf



DIRITTO DI VOTO
I cittadini comunitari possono votare in Italia alle elezioni europee e comunali

I cittadini comunitari regolarmente residenti in Italia possono votare alle prossime elezioni europee e amministrative del 6 e 7 giugno. Per esercitare il loro diritto debbono iscriversi a una una lista elettorale aggiunta preso il Comune di residenza entro il novantesimo giorno precedente il voto.Il termine scade quindi il 9 marzo 2009.
Chi si è già iscritto negli anni passati, non deve presentare una nuova domanda, e anche chi era iscritto in un Comune e poi ha cambiato residenza non deve fare nulla, dal momento che viene iscritto d’ufficio anche nella lista aggiunta del Comune in cui si è trasferito. Per chi deve chiedere per la prima volata l’iscrizione, il ministero dell’interno ha però pubblicato modulo per la domanda e istruzioni.
La domanda, indirizzata al sindaco, va presentata di persona o spedita al Comune per raccomandata con ricevuta di ritorno, ma in quest’ultimo caso bisogna allegare una fotocopia del documento di identità. Una volta iscritti nella lista, si riceverà la tessera elettorale con l’indicazione del seggio in cui andare a votare.
Naturalmente, è vietato il doppio voto. Chi si iscrive nella lista aggiunta può votare solo in Italia, scegliendo tra i candidati al Parlamento europeo di questa circoscrizione, e non può scegliere tra i candidati nel suo Paese di origine.
Chi volesse iscriversi alle sole elezioni amministrative, o fosse arrivato in ritardo per l'iscrizione alle europee, tenga presente che il termine ultimo per presentare la domanda per votare alle elezioni amministrative non è di 90 giorni prima del voto, ma di 35.
articolo largamente ripreso dal sito www.stranieriinitalia.it
foto di Bossanostra su flickr.com
negli allegati le norme per partecipare alle elezioni europee e comunali
17 febbraio 2009

File allegati all'articolo:

elezioni_europee.pdf
elezioni_comunali.pdf


LAMPEDUSA
Iniziativa di Amnesty international contro i rimpatri forzati a Lampedusa

Iniziativa di Amnesty international contro i rimpatri forzati nel Centro di accoglienza di Lampedusa."Tutti i migranti attualmente detenuti sull'isola sono a rischio di rimpatrio forzato, senza la possibilità di avvalersi di procedure effettive di controllo giudiziario e con il rischio di un mancato accesso alla procedura d'asilo" dice l'associazione e aggiunge che " qualora rimpatriati in assenza di queste garanzie, potrebbero trovarsi a rischio di subire torture e altre gravi violazioni dei diritti umani”.
Amnesty International chiede al governo italiano di non rimpatriare forzatamente nessun migrante presente a Lampedusa in un paese in cui possa essere esposto al rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani.
In allegato il testo dell'appello cui l'associazione propone di associarsi inviandolo al Capo del Governo e al Ministro degli Interni
foto di noborder network su flickr.com
9 febbraio 2009

File allegati all'articolo:

Lampedusa_Amnesty.pdf


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