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DAL MONDO
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MULTINAZIONALI
Preoccupazione del papa per la politica delle multinazionali del farmaco che non producono farmaci indispensabili per la salute nei paesi poveri
Papa Benedetto XVI è "gravemente" preoccupato per il "rischio di un disastro umanitario e sanitario mondiale", effetto di una crisi economica che non risparmia tagli nei settori più indifesi. Lo ha riferito domenica 13 settembre al Congresso Mondiale della Federazione Internazionale Farmacisti Cattolici in corso a Poznan, in Polonia l'arcivescovo Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. All'interno di un discorso più ampio in cui è stato anche chiesto ai farmacisti cattolici di praticare l'obiezione di coscienza contro la vendita di prodotti che attentano alla vita umana, l'arcivescovo Zimowski ha accusato una sanità "dominata non dall'etica ma dalla logica dell'industria", ed ha lanciato "un forte appello a garantire l'accesso alle medicine per i più poveri, denunciando il fatto che, nell'attuale crisi economica mondiale, l'assistenza sanitaria ai malati nei Paesi in via di sviluppo, in particolare i bambini, é ancor più diminuita con conseguenze tragiche". Sotto accusa la logica del profitto che porta le multinazionali farmaceutiche a non impegnarsi nella produzione di medicine che potrebbero salvare la vita a milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo, considerati mercati poco attraenti. 15 settembre 2009
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20 SU CENTO
Spagna: flop del piano di rientro volontario; oltre 500mila gli immigrati disoccupati, il 20% del totale del Paese
Spagna. Solo 10.000 immigrati, dei 100.000 previsti, usufruiscono del piano di rientro volontario, mentre sono oltre 500mila gli immigrati disoccupati, il 20% del totale del Paese. La disoccupazione picchia duro in Spagna, persino di più sui migranti e andarsene non sembra una soluzione. Riportiamo in proposito l'articolo di MigrantiTorino su fonte immigrazioneoggi.it
Flop del piano di rientro: ad un anno dal varo solo 10mila richieste contro le 100mila ipotizzate. Solo 10mila immigrati disoccupati extracomunitari in Spagna hanno aderito al piano di rientro volontario nei Paesi di origine promosso alla fine del 2008 dal Governo del Premier socialista Josè Luis Zapatero per ridurre il numero altissimo di senza lavoro nel Paese, stando alle cifre del Ministero del lavoro. Al momento del varo della misura nel novembre scorso, il Governo aveva detto di prevedere l’adesione di 100mila immigrati al piano. La disoccupazione ha raggiunto in Spagna un tasso record in Europa del 17,9% secondo il Governo, con oltre 4,1 milioni di persone senza lavoro. Il piano di rientro prevede il pagamento in due soluzioni (prima del ritorno e subito dopo) di tutte le indennità di disoccupazione agli immigrati che accettino di tornare nel loro Paese, di rinunciare al permesso di soggiorno e di impegnarsi a non cercare di tornare per almeno tre anni. Il Ministro del lavoro Celestino Corbacho ha parlato di “circa 500mila immigrati disoccupati”, il 20% del numero totale dei senza lavoro. (Red.)
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SVILUPPO SOSTENIBILE
L'azione del Burkina Faso a favore dello sviluppo sostenibile
Riportiamo da Nigrizia del 4 settembre l'articolo di Elena Roda sulle politiche del Burkina Faso contro il degrado ambientale e per lo sviluppo sostenibile: Degrado ambientale. La risposta del Burkina Faso Sviluppo sostenibile: il Burkina Faso in prima linea Elena Roda Un Forum sullo sviluppo sostenibile, ma anche progetti contro la desertificazione e per il rimboschimento, lo smaltimento di rifiuti e il riciclaggio di prodotti plastici: il Burkina Faso si impegna concretamente nella tutela dell'ambiente. Il Burkina Faso negli ultimi anni ha rivolto grande attenzione alla difesa dell'ambiente con vari programmi di recupero e di tutela del territorio. E il prossimo ottobre ospiterà nella sua capitale Ouagadougou la sessione africana del settimo Forum Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile. Attesi 2000 partecipanti per un evento che sarà un'occasione di confronto su temi di sempre più larga attualità. Una vetrina fondamentale per un paese tra i più poveri al mondo e una buona opportunità per riflettere anche sulle strategie da intraprendere in materia di sviluppo economico. Il Forum sarà anche l'occasione per i paesi africani di raggiungere una comunione d'intenti e di parlare all'unisono il prossimo dicembre a Copenhagen dove si svolgerà la quindicesima conferenza per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. La scelta di ospitare il Forum segna un punto importante nel programma di salvaguardia ambientale del governo burkinabé. In un momento difficile in cui, a causa delle gravi difficoltà nel lavoro della terra, le campagne si stanno spopolando per dare vita a una sempre più disordinata urbanizzazione, il ministro dell'Ambiente Salifou Sawadogo punta con convinzione su progetti ecosostenibili. Ne è un esempio il programma di riforestazione del paese 2009-2010, "Renforcement de la responsabilité des collectivités territoriales dans les campagnes de reforestation". All'interno di questo programma è stata presentata lo scorso 18 luglio la campagna di rimboscamento della capitale "Ouaga la verte" che vedrà la piantumazione di circa 10mila alberi in risposta al degrado ambientale della città. Stesso impegno nella regione di Ziga, a 60 chilometri da Ouagadougou, dove il 5 agosto una trentina tra ministri e collaboratori armati di zappa hanno piantato 3000 acacie. Il ministro Sawadogo ha sottolineato che con questa azione il governo vuole sensibilizzare la popolazione affinché ciascun cittadino possa piantare due o tre alberi, come atto importante di lotta contro la desertificazione e i cambiamenti climatici. Sempre nella regione di Ziga già nel biennio 2007-2008 erano stati piantati più di 6000 alberi mentre si stima che nella capitale, tra il 1996 e il 2009, ne siano stati piantati circa 150mila. Alcuni osservatori hanno però segnalato che, una volta piantati, gli alberi non sempre vengono adeguatamente curati dagli abitanti delle zone rimboscate. Serviranno quindi nuove misure per creare consapevolezza ambientale in tutti gli attori sociale coinvolti. Negli ultimi anni il paese è in prima linea anche come promotore di innovative opere di salvaguardia dell'ambiente attraverso la creazione di soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti e per il riciclaggio dei prodotti plastici. Grande impegno della capitale Ouagadougou che nel 2004 e nel 2006 ha vinto il "Premio Città più Pulita dell'Africa" e nel 2005 ha visto l'inaugurazione della prima discarica moderna dell'Africa Occidentale finanziata dalla Banca Mondiale. Dal 1995 opera invece, sempre a Ouagadougou, la Brigade Verte, associazione di donne impegnate nella raccolta dei rifiuti e nella salvaguardia dell'ambiente cittadino. Alcune delle socie sono state coinvolte nella gestione di un centro di raccolta e di riciclaggio di rifiuti plastici creato nel 2005 nella capitale grazie all'interessamento dell'associazione italiana LVIA, impegnata nel paese dal 1972 con progetti di cooperazione e sviluppo. 8 settembre 2009
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BUON RAMADAN
Ramadan 2009: 21 agosto - 19 settembre
I musulmani di tutto il mondo sono impegnati nel rispetto del Ramadan; in Italia da venerdì 21 agosto a sabato 19 settembre 2009. Il Ramadan è il mese sacro del digiuno per i musulmani, la sua data varia in base al calendario lunare islamico. Quest'anno cade dal 21 agosto al 19 settembre ed è particolarmente faticoso per l'incombere della calura estiva e per il protrarsi del digiuno. Durante il giorno è proibito fumare, mangiare e bere. Il digiuno viene rotto al tramonto, quest'anno approssimatamente alle 20,30. In allegato una scheda sul Ramadan tratta da Wikipedia 25 agosto 2009
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File
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TUBERCOLOSI
"Tubercolosi, omissione di soccorso". Mostra fotografica di MSF (Medici Senza Frontiere) inaugurata a Roma
La Commissione per i Diritti Umani del Senato e MSF inaugurano giovedì 9 luglio alle ore 17 la mostra fotografica "Tubercolosi, omissione di soccorso" presso il Cortile di Sant'Ivo alla Sapienza in Corso del Rinascimento 40, a Roma. Sempre il 9 luglio alle ore 8,30 MSF presenterà nel corso di un'audizione congiunta della Commissione per i Diritti Umani e della Commissione Igiene e Sanità del Senato il rapporto "Tubercolosi, omissione di soccorso - L'impegno per gli investimenti italiani nella ricerca e lo sviluppo di nuove terapie contro una malattia globale". In un anno MSF ha curato più di 26mila persone affette dalla tubercolosi in 31 paesi: la lotta contro i nuovi volti di una vecchia malattia continua ogni giorno. foto dal sito de la Repubblica 8 luglio 2008
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IL GOLPE
Honduras. Ha dichiarato che rientrerà in patria giovedì, Manuel Zelaya, sequestrato dall’esercito e condotto in Costa Rica a seguito di un golpe dell'esercito.
Il presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, destituito da un golpe militare, ha annunciato che giovedi' rientrerà in patria. Da Managua Zelaya ha sottolineato che dopo il colpo di Stato di domenica, in Honduras ''la gente si è sollevata e il Paese è paralizzato''. Zelaya ha assicurato che rientrerà a Tegucigalpa da Washington, dove domani parteciperà ad una riunione d'emergenza dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa), che condannerà il golpe nel paese centroamericano. 30 giugno 2009
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VITTORIA
Revocati dal parlamento peruviano i decreti che avevano provocato la sollevazione degli indios con oltre 40 morti e 100 feriti
Riprendiamo da www.misna.org un articolo del 19 giugno 2009 a firma MZ sulla vicenda degli indios del Perù e della loro sollevazione contro i decreti approvati dal governo di destra del presidente Alan Garcia nei mesi scorsi: "Sono stati revocati nella notte dal parlamento peruviano i decreti 1090 e 1064, la cui introduzione aveva scatenato, a partire dal 9 aprile scorso, la protesta permanente dei popoli indigeni del Perù e che nelle scorse settimane è degenerata in violenze nelle quali sono morte oltre 40 persone e quasi un centinaio sono state ferite. Con 82 voti a favore, 12 contrari e nessuna astensione il Congresso peruviano (in una sessione speciale alla quale hanno partecipato anche una trentina di capi nativi della comunità Ashanika) ha cancellato i decreti, approvati dal governo di destra del presidente Alan Garcia nei mesi scorsi all’interno di un pacchetto di un centinaio di norme necessarie per adeguare la legislazione peruviana al Trattato di libero commercio (Tlc) con gli Stati Uniti. I decreti in questione, che regolano l’uso e lo sfruttamento delle risorse idriche e naturali (a cominciare dal petrolio) della selva amazzonica peruviana sono stati respinti da tutte le 65 etnie indigene peruviane. I popoli originari hanno denunciato di non essere stati consultati sulle due leggi (come previsto da numerosi trattati interni e internazio0nali sotoscritto da Lima), denunciando la minaccia gigantesca che i decreti rappresentano per l’ambiente e la sopravvivenza degli indigeni. Poco dopo l’approvazione della revoca, l’Associazione interetnica di sviluppo della selva peruviana (Aidesep, che raccoglie le 65 etnie indie del paese) ha sospeso la protesta, annunciando la rimozione dei blocchi stradali e fluviali allestiti a partire dal 9 aprile scorso. Mercoledì notte, in un discorso televisivo alla nazione, il presidente Garcia aveva fatto autocritica, invitando le popolazioni indigene a “ripartire dall’inizio” e ad avviare un “nuovo dialogo”. Nelle prossime ore si attendono le dimissioni del primo ministro Yehud Simon, il quale nei giorni scorsi aveva annunciato la sua uscita dal governo non appena si fosse risolta la questione delle proteste indigene. Anche all’interno del governo, infatti, si sono levate molte voci critiche per il tentativo di alcuni esponenti dell’esecutivo e dei vertici dell’esercito di stroncare la protesta indigena con la forza. Tentativo che ha portato alle violenze di inizio giugno nella zona di Curva del diavolo, nell’area di Bagua, un migliaio di chilometri a nord di Lima verso il confine con l’Ecuador. [MZ] " 22 giugno 2009
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20 GIUGNO
Giornata mondiale del Rifugiato: per non perdere la “speranza”
Come ogni anno, il 20 giugno l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e le organizzazioni partner celebrano in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato con centinaia di eventi speciali e iniziative. L’UNHCR ha deciso di dedicare la Giornata Mondiale del Rifugiato di quest’anno alla “speranza” che, assieme alla forza d’animo, al coraggio e alla dignità, rappresenta una componente essenziale che accompagna i rifugiati durante tutte le dolorose tappe del loro esilio. In un contesto che, al contrario, rischia di scivolare sempre più pericolosamente verso la diffidenza, la discriminazione, l’ostilità e l’intolleranza, dobbiamo tutti fare in modo di restituire una speranza ai rifugiati. Inoltre, come ha sottolineato il Rappresentante Regionale dell’UNHCR Walter Irvine, “il tema della speranza si riferisce non solo alla drammatica vicenda personale del rifugiato, ma anche all’auspicio che attraverso uno sforzo istituzionale si possano creare le condizioni per l’accoglienza e l’integrazione di quanti cercano asilo e protezione in Italia”. 18 giugno 2009
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SELVA PERUVIANA
Repressione del governo peruviano contro le comunità indigene della selva peruviana che lottavano in difesa delle proprie terre
Sanguinosi scontri nelle zone amazzoniche di Bagua e Utcubamba, 900 km da Lima, tra forze dell'ordine e migliaia di membri delle comunità indigene che protestano da 2 mesi contro decreti che consentono lo sfruttamento delle risorse delle loro terre. Gli scontri, iniziati venerdì scorso, sono durati tutto il giorno. Le notizie sul numero delle vittime sono contraddittorie. Alcune fonti sostengono che i morti siano trenta: venti indigeni, otto poliziotti, uno studente e un insegnante. Altri, tra cui medici locali, dicono siano molti di più. Gli scontri hanno fatto seguito a una protesta in corso da dieci giorni a Bagua, a 700 chilometri da Lima, indetta dall'organizzazione indigena Aidesep (associazione interetnica di sviluppo della selva peruviana) in difesa di un territorio considerato dalle popolazioni originarie proprio e destinato invece dal governo peruviano allo sfruttamento di ricchi giacimenti di idrocarburi del suo sottosuolo. foto dal sito di ya basta 8 giugno 2009
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IN ROMANIA E IN ITALIA
“Italiani in Romania e romeni in Italia”: incontro a Bucarest sui rapporti tra italiani e romeni
Riportiamo in allegato il testo dell'incontro svoltosi a Bucarest dal tema “Italiani in Romania e romeni in Italia” All'incontro è intervenuto don Michele Morando, Direttore Migrantes per gli italiani nel mondo. In allegato il pdf tratto da Migranti-press 23 del 4 giugno 6 giugno 2009
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File
allegati all'articolo:
Bucarest.pdf
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