Home page
TITOLO
EDITORIALE ARABO

RAZZISMO
STORIE ITALIANE

RIMPATRIO ASSISTITO

VOLONTARIATO
ASSOCIAZIONI ESPERIENZE PERSONE

AKPADJA YAOGAN

I LIBRI DI FEBBRAIO

LA PEDIATRA
I DIRITTI DEI MINORI

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18

DAL MONDO

BLUE CARD
Una direttiva europea introduce definitivamente la blue card. Entro due anni sarà legge in tutti i paesi della UE, Italia compresa

Approvata definitivamente la blue card, documento che, sulle orme della più famosa Green card americana, dovrebbe permettere di attrarre in Europa lavoratori stranieri altamente qualificati. Questo il senso della direttiva europea adottata il 25 maggio dal consiglio dei ministri UE.
Le nuove regole, che dovranno essere recepite entro due anni da tutti gli Stati membri, Italia compresa, prevedono che ai lavoratori più qualificati che arrivano da paesi extraeuropei, verrà riservata una procedura veloce per accedere a un permesso chiamato “blue card” . Questo faciliterà l’accesso al mercato del lavoro e darà ai titolari una serie di diritti socio economici e condizioni più favorevoli per ricongiungimenti e spostamenti nell’Ue.
La blue card durerà da 1 a 4 anni e potrà essere rinnovata. Darà gli stessi diritti dei cittadini Ue per quanto riguarda sicurezza e previdenza sociale, accesso a beni e servizi, educazione e altri campi, inoltre dopo un anno e mezzo i titolari potranno anche spostarsi a lavorare in altri Paesi europei, portandosi dietro le loro famiglie.
Il consiglio dei ministri UE ha inoltre approvato sempre il 25 maggio una direttiva contro chi assume lavoratori irregolari che riproduce sostanzialmente le norme già presenti in Italia.
27 maggio 2009


AUNG SAN SUU KYI
Myanmar: Amnesty International chiede al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di pretendere il rilascio immediato di Aung San Suu Kyi

Riportiamo il comunicato di Amnesty del 14 maggio 2009 relativo alla detenzione da parte delle autorità del Myanmar di Aung San Suu Kyi nella prigione di Insein.
“Il governo di Myanmar deve liberare Aung San Suu Kyi una volta per tutte, senza condizioni e senza ripristino degli arresti domiciliari” – ha dichiarato Benjamin Zaracki, esperto di Amnesty International sul paese.
Aung San Suu Kyi e due sue collaboratrici arrestate con lei, Khin Khin Win e la figlia di quest’ultima, dovrebbero essere processate lunedì 18 maggio in relazione a un episodio verificatosi all’inizio del mese, quando un cittadino statunitense attraverso' a nuoto il lago di fronte all’abitazione della Nobel per la pace, trattenendovisi per due giorni.
Le condizioni di salute di Aung San Suu Kyi sono peggiorate di recente. Il 7 maggio, le forze di sicurezza hanno impedito al suo medico, Tin Myo Win, di visitarla. Quando questi e' rientrato a casa, e' stato arrestato e da allora si sono perse le sue tracce.
'Khin Khin Win, sua figlia e Tin Myo Win sono tra gli oltre 2100 prigionieri politici birmani a rischio di torture e altri maltrattamenti. Le condizioni detentive sono proibitive e mettono a rischio la salute dei prigionieri' – ha proseguito Zaracki.
'Se la comunita' internazionale non assumera' una posizione chiara e univoca, il governo di Myanmar continuera' ad agire con un profondo disprezzo per i diritti umani. Ora piu' che mai il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i paesi membri dell’Asean devono dire ai generali
birmani che non potranno piu' agire impunemente' – ha concluso Zaracki.

Ulteriori informazioni
Aung San Suu Kyi, leader del partito di opposizione 'Lega nazionale per la democrazia', e' stata privata della liberta' per 13 degli ultimi 19 anni, buona parte dei quali trascorsi agli arresti domiciliari. La scadenza degli arresti domiciliari e' fissata al 27 maggio.
15 maggio 2009


MALTA
Rapporto di MSF sulle condizioni di vita nei centri di detenzione per migranti e rifugiati di Malta

I rifugiati e gli immigrati che arrivano a Malta sono costretti alla reclusione in centri di detenzione all’interno dei quali le condizioni di vita sono sconvolgenti e minano la loro salute mentale e fisica.
Lo dice il rapporto "Not Criminals" che Medici Senza Frontiere pubblica per denunciare le condizioni di vita inaccettabili e disumane nei centri di detenzione di Malta e per rinnovare la richiesta di miglioramento immediato delle condizioni di vita dei reclusi.
nell'allegato la lettera di MSF
24 aprile

File allegati all'articolo:

Not_criminals.pdf



ATTENTATO
Sventato dalla forze di sicurezza boliviane il piano per l'uccisione del presidente Evo Morales. Tre i morti, 2 gli arrestati

Alta tensione in Bolivia dove il presidente Evo Morales è finito nel mirino degli attentatori. Le forze di sicurezza hanno ingaggiato una sparatoria, durata circa mezz'ora, con alcuni indiziati pedinati da giorni. Nello scontro a fuoco sono morti tre dei presunti attentatori, un boliviano e due ungheresi. Altri due sono stati arrestati. Per Morales si tratta di mercenari stranieri pagati per uccidere lui e altri esponenti del governo.
Nei giorni scorsi Evo Morales aveva denunciato una possibile cospirazione per assassinarlo ed aveva risposto ad una chiamata telefonica di Chavez che, da Caracas, gli ha offerto tutto il suo appoggio nella battaglia contro la destra.
Morale aveva denunciato durante l’intervista rilasciata alla televisione che se gli accadrà qualcosa, a lui o al vicepresidente del paese, Álvaro García Linera, "sarà opera della destra fascista" ed aveva sottolineato che "l’opposizione dapprima ha cercato di schiacciare la sua gestione, poi ha cercato di abbatterlo con un colpo di stato ed ora cerca d’ucciderlo".
Il presidente boliviano ha iniziato uno sciopero della fame il 9 aprile scorso insieme con 1.500 attivisti affinché il Congresso approvi la Legge che da via libera alle elezioni politiche nel prossimo dicembre.
17 aprile 2009


BUONA PASQUA
Quest'anno la Pasqua ortodossa si festeggia il 19 aprile

La Pasqua ortodossa cade quest'anno il 19 di aprile, esattamente una settimana dopo la Pasqua cattolica. La differenza è dovuta al fatto che gli ortodossi si regolano secondo il calendario giuliano e non secondo quello gregoriano. La Pasqua ortodossa viene festeggaita ovunque ci siano comunità ortodosse, dunque anche nelle comunità ortodosse in Italia. Dalla Grecia alla Russia, dalla Moldavia alla Bulgaria la Pasqua è un momento per i parenti di ritrovarsi e per le comunità di mettere in scena tradizioni secolari.
Simbolo caratteristico della Pasqua ortodossa sono le uova, simbolo di vita, decorate in mille maniere diverse che sono immancabili in tutte le case.
Ogni paese ha poi le sue specificità: in Moldavia si cuoce un pane alla ricotta a forma di croce e si ha l’usanza di passarsi in viso l’uovo pasquale colorato come segno di buon augurio; in Grecia c’è la tradizione del “barbecue” collettivo; in Ucraina ci sono le Pysanky realizzate tramite una lavorazione a base di tintura fissata con cera, ecc..
foto di L.U.I.G.I. Su flickr.com
14 aprile 2009


EXPORT
I dati delle vendite di armi italiane all'Africa

L'Africa spara italiano. Riportiamo nell'allegato, con tanto di tabella, l'articolo di Gianni Ballarini su Nigrizia on line che
ci spiega come secondo il Rapporto del presidente del Consiglio sull’esportazioni di armi emerga che nel 2008 sia triplicato il valore delle autorizzazioni armiere rilasciate per l'Africa.
6 aprile 2009

File allegati all'articolo:

exportarmi.pdf



CRISI
La crisi economica penalizza anche il cinema africano

Riportiamo dalla newsletter di Nigrizia del 27 marzo un articolo di Sara Milanese sugli effetti della crisi economica sul cinema africano.
30 marzo 2009

File allegati all'articolo:

cinema_africano.pdf



UN DIRITTO
Fallisce il quinto Forum mondiale sull’acqua (World Water Forum) di Istanbul. L'acqua è un diritto umano fondamentale ed inalienabile dicono le associazioni del Controvertice

Dopo una settimana di lavori il quinto Forum mondiale sull’acqua (World Water Forum) di Istanbul si è concluso ieri 22 marzo-giornata mondiale dell'acqua- in un fallimento. Trentamila congressisti, una ventina di capi di Stato, 180 tra ministri e vice-ministri dell’Ambiente non sono riusciti, meglio non hanno voluto, raggiungere una definizione comune su cosa sia l'acqua.
Secondo le conclusioni del vertice l’acqua non è un diritto ma soltanto "un bisogno fondamentale", anche se un miliardo di persone e anche più che secondo le Nazioni Unite soffrono la sete, cioè che hanno difficoltà di accesso all’acqua potabile. Anche se ci sono otto milioni di morti l’anno provocati dalla carenza di acqua e di servizi igienico-sanitari.
Non c'è nel documento conclusivo alcuna critica nei confronti delle catastrofiche privatizzazioni che – così promettevano le multinazionali - avrebbero dovuto garantire l’accesso all’acqua a tutti e si continua a parlare
dell’uso dell’acqua per produrre energia idroelettrica attraverso faraoniche e dannosissime dighe, dell’aumento della produzione di biocarburante: entrambi modelli economici che riproducono iniquità e ingiustizie, specialmente nelle nazioni più povere.
Il Forum Mondiale dell’Acqua, d’altra parte, è organizzato dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, "un think-tank privato – così afferma ad esempio il Forum italiano dei movimenti per l’acqua (www.acquabenecomune.org) - strettamente legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell’acqua (come Suez o Veolia) e alle politiche dei governi più potenti del mondo".
Acqua come diritto umano fondamentale e inalienabile è stata la posizione del Forum alternativo che si è tenuto sempre a Istanbul, in contemporanea con il vertice ufficial,e da parte di associazioni ambientaliste e terzomondiste che si battono contro la mercificazione dell’acqua. Ci sono stati anche alcuni arresti tra i manifestanti.
foto dall'album di FotoRita su flickr.com
23 marzo 2009


FUNES
Il fronte Farabundo Marti vince le elezioni in Salvador

Mauricio Funes, un ex giornalista televisivo ha vinto domenica 15 marzo le elezioni presidenziali a El Salvador, riportando dopo 20 anni al potere il partito degli ex guerriglieri marxisti.
Il candidato del fronte Farabundo Marti per la libertà nazionale, o Fmln, ha ottenuto il 51,3% dei voti contro il 48,7 andato al partito conservatore di governo, Arena.
Si tratta di una vittoria storica per la sinistra in un paese in cui è ancora vivo il ricordo della guerra civile protrattasi dal 1980 al 1992 in cui sono morte 75.000 persone, molte delle quali uccise dagli squadristi di destra.
17 marzo 2009


RILASCIATI
I quattro operatori di Medici Senza Frontiere (MSF), rapiti l’11 marzo a Serif Umra, Nord Darfur (Sudan), sono stati rilasciati la sera del 14 marzo 2009

Riprendiamo dal sito di Msf. L’infermiera canadese Laura Archer, il medico italiano Mauro D'Ascanio, il coordinatore francese Raphaël Meonier e l’operatore sudanese Sharif Mohamadin sono stati tutti rilasciati dopo tre giorni di sequestro. Al momento sembra che stiano bene e sono insieme a un altro team di MSF, diretti a Khartoum.
“Siamo estremamente sollevati del fatto che i nostri colleghi stiano bene e in buone condizioni.” dichiara Christopher Stokes, Direttore generale di MSF Belgio. “Le loro famiglie sono state informate e sono felicissime. I nostri pensieri sono per ognuno dei nostri colleghi e per i loro familiari. Siamo estremamente contenti che questo incidente si sia risolto.”
Inizialmente, cinque membri di MSF – tre operatori internazionali e due sudanesi – erano stati rapiti l’11 marzo a Serif Umra. La notte stessa uno dei due collaboratori sudanesi era stato rilasciato. Oggi tutti gli operatori rapiti sono liberi.
“Vogliamo inoltre esprimere la nostra indignazione per il rapimento dei nostri colleghi.” Aggiunge Stokes. “Rappresenta una grave violazione di tutto ciò per cui ci battiamo. Il rapimento di operatori umanitari mette in pericolo l’assistenza umanitaria rivolta alle popolazioni in pericolo. Il nostro lavoro medico indipendente deve essere rispettato se vogliamo continuare a lavorare in zone di conflitto per salvare le vite di coloro che soffrono di più.”
Come conseguenza di questo rapimento, MSF ha evacuato la maggior parte del proprio personale internazionale dai suoi progetti in Darfur. Alcuni membri dello staff sudanese sono stati inviati in luoghi sicuri. Un team ridotto di MSF era rimasto sul posto per gestire il rapimento dei quattro operatori umanitari.
“Questo rapimento rappresenta un’escalation dell’insicurezza che gli operatori umanitari devono fronteggiare in Darfur. Come conseguenza di questo rapimento, MSF è stata costretta a ridurre notevolmente tutte le attività mediche in Darfur. Siamo estremamente addolorati da questa nostra decisione, soprattutto perché in molte zone noi siamo l’unica organizzazione a fornire assistenza medica. I bisogni della popolazione del Darfur sono immensi e loro sono quelli che continueranno a soffrire.” conclude Stokes.
Alla luce del deterioramento delle condizioni di sicurezza, MSF non può ancora prevedere in che modo potrà continuare le attività di assistenza medica in Darfur.
MSF chiede che a Laura, Mauro, Raphaël e Sharif sia dato tempo e tranquillità per riposare e riunirsi con i propri familiari.
16 marzo 2009

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18