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DAL MONDO
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STANNO BENE
“Buone notizie sui tre cooperanti di Medici Senza Frontiere rapiti mercoledì sera in Darfur. Tra loro l'italiano Mauro D’Ascanio
Stanno bene i tre cooperanti di Medici Senza Frontiere Belgio rapiti mercoledì sera a Seraf Umra, in nord Darfur, da un commando di uomini armati fino ai denti. Il medico italiano Mauro D’Ascanio, l’infermiera canadese Laura Archer e il coordinatore sanitario francese Raphael Meonier hanno potuto parlare con i loro colleghi e rassicurarli sulle loro condizioni di salute. Quanto al rapimento si segue la pista delle milizie arabe ed è sempre più insistente la notizia di una richiesta di riscatto. Il Ministero degli Esteri segue con la consueta cautela la situazione. nella foto Mauro D’Ascanio 13 marzo 2009
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GAZA
L'appello della Caritas italiana per continuare a mantenere viva l'attenzione sulla situazione di Gaza
Appello della Caritas italiana per mantenere viva l’attenzione sul dramma della popolazione di Gaza nonostante questo sia uscito dai riflettori della grande stampa. L'appello, che pubblichiamo integralmente nell'allegato, dice: Mentre sui media italiani è calato il silenzio sulla realtà sempre più tragica, vissuta dai civili che vivono nelle Striscia di Gaza, dall’Ufficio Medio Oriente di Caritas Italiana giungono notizie sulla situazione. I contatti con Gaza sono resi difficili così come sono difficili i collegamenti telefonici. Allo staff palestinese di Caritas Gerusalemme non è permesso entrare in Gaza, come d’altra parte gli operatori delle ONG locali attive a Gaza non possono entrare nel territorio di Israele. La frontiera è superabile solo da camion delle Nazioni Unite e da personale internazionale (per la Caritas Gerusalemme è stato messo a disposizione dalla rete Caritas) e dopo complesse procedure di autorizzazione. La possibilità di un passaggio attraverso la frontiera meridionale con l’Egitto va prendendo piede, ma non è ancora realizzata....... foto di Ahron de Leeuw su flickr.com in allegato il comunicato Caritas 12 marzo 2009
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OMAR AL BASHIR
Crimini contro l'umanità in Darfur, mandato di arresto per Al Bashir. Cade l'accusa di genocidio.
I tre giudici della prima camera preliminare della Corte Penale Internazionale (vengono dal Ghana, dalla Lettonia e dal Brasile) hanno autorizzato l’arresto del presidente del Sudan Omar Al Bashir per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. I magistrati hanno lasciato cadere l’accusa di genocidio. Le accuse per cui si chiede l’arresto riguardano tra l’altro tortura, stupro, saccheggio e distruzione di beni. La reazione di Khartoum è stata immediata. La televisione di stato ha bollato come “neocolonialista” la decisione della corte. 5 marzo 2009
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LIBERATE
Le reazioni in Italia alla liberazione di suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Oliviero nella cronaca dell'agenzia Sir
Sir 13:46 - SUORE LIBERATE: EUFORIA E CAMPANE A FESTA NELLA COMUNITÀ DI CUNEO, “LE ASPETTIAMO” Le campane hanno suonato a festa mentre la comunità era riunita a pregare. Ora tutti, una cinquantina di persone, festeggiano la liberazione delle due consorelle, ora a Nairobi e a giorni in Italia: c’è un grande clima di gioia ed euforia nella sede della Comunità del movimento contemplativo missionario "Charles de Foucauld" di Cuneo, appena appresa la notizia del rilascio, poco fa, delle due suore italiane rapite al confine tra il Kenya e la Somalia il 9 novembre scorso. Caterina Giraudo e Maria Teresa Oliviero, religiose del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld di Cuneo, erano state sequestrate da un comando composto da circa 200 uomini armati nella città di El Wak, nel nordest del Kenya, al confine con la Somalia. “Eravamo radunati tutti in cappella in preghiera ed è arrivata questa notizia bellissima ed inaspettata, come un fulmine a ciel sereno – racconta al SIR fratello Giovanni Marinchino -. Le campane hanno iniziato a suonare e ora stiamo facendo un po’ di festa, c’è un momento di grande euforia”. Marinchino riferisce che ora le religiose si trovano all’ambasciata italiana di Nairobi. Ad avvertire la comunità è stata l’unità di crisi della Farnesina, con cui eravamo in costante contatto. Il religioso pensa che le due suore torneranno in Italia tra qualche giorno: “Le aspettiamo”. 19 febbraio 2009
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L'ALTRA FACCIA DEL MONDO
Arezzo, 28 febbraio 2009. “L’altra faccia del mondo” convegno internazionale sull’esperienza di Thomas Sankara
“L’altra faccia del mondo”. Si tiene ad Arezzo il 28 febbraio, nel sottochiesa della Basilica di San Francesco, il convegno internazionale sull’esperienza di Thomas Sankara. Riprendiamo dal sito dedicato all'ex presidente del Burkina Faso parte della presentazione: Ricorreva nel 2007 il ventennale della morte di Thomas Sankara, il presidente del Burkina Faso ucciso nel 1987 da un colpo di stato, dopo aver governato per quattro anni con un programma assolutamente innovativo ed avanzato al fine di cambiare il volto dell’Africa, non solo quello del suo stato...... Venti anni dopo, in un periodo storico in cui i problemi contro cui egli lottava sono sempre più urgenti, in cui la politica non riesce a trovare risposte concrete, l’opinione pubblica rimane ancora troppo indifferente riguardo a scenari che erroneamente avverte come “lontani”. Dal mondo giovanile è arrivata un’idea che si promette di dare un contributo alla causa di un mondo migliore: ricordare Thomas Sankara, per parlare e discutere del mondo e dei problemi che ci riguardano sempre più da vicino. Il progetto nasce con la scrittura collettiva del romanzo “La voce nel deserto” in cui si narra la vita e l’opera del Presidente del Burkina Faso Thomas Sankara ed a partire da ciò, affinché il ricordo di questa eroica persona non rimanga confinato alle pagine di un libro, svilupparlo il più possibile per arrivare a toccare l’opinione pubblica ed avere una più grande diffusione possibile. Un comitato, composto per la maggior parte da giovani è stato quindi costituito con lo scopo di realizzare un progetto che si compone di due fasi. La prima fase del progetto riguarda la realizzazione di un Congresso internazionale: L’altra faccia del “mondo”. L’esperienza di Thomas Sankara, che si terrà il 28 febbraio 2009 ad Arezzo co-organizzato dall’UCODEP in collaborazione con il Comitato salviamo il mondo, sostenuto e finanziato dalla Provincia di Arezzo e dagli Enti locali e con il patrocino della Campagna del Millennio No Excuse 2015. Oltre alla presentazione del libro “La voce nel deserto” sono previsti interventi e testimonianze di numerosi invitati internazionali, dei rappresentanti dell’Unicef, di Save The Children, del Comitato italiano SankaraXX e la partecipazione di musicisti ed artisti italiani e burkinabè. nell'allegato il programma della giornata 17 febbraio 2009
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UN GIORNO SENZA IMMIGRATI
Le conseguenze della mancanza degli immigrati in Europa
Un gruppo di Barcellona ha pubblicato su Facebook, un'iniziativa per dimostrare le conseguenze che subirebbe il continente europeo con un solo giorno senza immigrati. Di seguito la loro proposta: Noi immigrati e cittadini europei sensibili siamo stanchi dei politici e dei mass media xenofobi, che trasmettono, come farebbero i nazisti, l'idea che gli immigrati siano la causa principale di tutti i mali. Le misure approvate in Italia e nel Parlamento Europeo manifestano la criminalizzazione di esseri umani i cui paesi sono stati vittime dello sfruttamento europeo, e che quindi vengono in Europa attratti dall'immagine di benessere che, apparentemente, offre.
Per manifestare contro questo atteggiamento perverso e dimostrare il peso sociale ed economico degli immigrati in Europa, il prossimo 20 marzo- un giorno prima della Giornata mondiale contro il razzismo-nessun immigrato residente in Europa lavorerà, né prenderà un mezzo di trasporto pubblico, né consumerà in ristoranti, bar, cinema, etc. Per dimostrare il loro impegno dinanzi alla prevaricazione che soffrono i propri compatrioti, nemmeno gli sportivi extracomunitari, soprattutto calciatori, lavoreranno in questa giornata.
In qualche modo dobbiamo fermare questa irresponsabilità istituzionale, e non esiste forse altra via dell'unione, la rete sociale e l'impegno individuale. Dimostriamo, a coloro che credono e cercano di manipolarci come burattini, chi siamo e di cosa Vedi: http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=49394623524&ref=nf un momento di una manifestazione di immigrati irregolari a Parigi il 5 aprile 2008 nella foto di philippe leroyer 13 febbraio 2009
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EMILIO EDUARDO MASERA
Sotto processo uno dei principali carnefici della giunta Videla. A giudizio per l'omicidio di tre italiani
Nell'articolo di di ANNA MARIA DE LUCA dal sito de la Repubblica.it la notizia della messa sotto accusa di Emilio Eduardo Massera, ex comandante della Marina Militare argentina e protagonista della giunta militare Videla, capo supremo dell'Esma, il più grande centro di detenzione clandestina, "fiore all'occhiello della giunta militare", dove vennero imprigionati e uccisi migliaia di "desaparecidos" cittadini - per lo più giovani - che lottavano per la libertà del loro Paese.
Emilio Eduardo Massera, ex comandante della Marina Militare argentina e protagonista della giunta militare Videla, è "pienamente in grado di stare in giudizio" e quindi processabile. Non potrà più sfuggire alla giustizia italiana, che ha aperto un procedimento a suo carico per la morte di tre "desaparecidos" di origine italiana. E' quanto deciso oggi (4 febbraio 2009) dal gup Marco Mancinetti che ha accolto la relazione fatta dal perito inviato dal tribunale di Roma a Buenos Aires per stabilire "le attuali condizioni di salute dell'imputato e la sua capacità di partecipare coscientemente al processo". Una perizia che spiega e smonta nei dettagli il tentativo dell'ex ammiraglio "di rappresentare una condizione neuropsicopatologica grave pur non essendo questa effettivamente in atto con tale entità" fino a definire "un vero e proprio quadro di simulazione di malattia mentale" o, al massimo, un "disturbo fittizio". Massera, all'epoca della dittatura argentina, era capo supremo dell'Esma, il più grande centro di detenzione clandestina, "fiore all'occhiello della giunta militare", dove vennero imprigionati e uccisi migliaia di "desaparecidos" cittadini - per lo più giovani - che lottavano per la libertà del loro Paese. Molti erano italiani emigrati. Per restituire giustizia a tre di loro - Angela Maria Aieta di origine calabrese, sequestrata il 5 agosto del 1976; Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna, veneti, entrambi sequestrati il 18 giugno del 1977 - dopo trent'anni, si è finalmente riusciti ad aprire un processo. E' il primo nella storia del nostro Paese in cui lo Stato italiano si è costituito parte civile insieme ai parenti delle vittime. Massera è imputato per aver "cagionato la loro morte, dopo averne disposto od operato il sequestro, e dopo averli sottoposti a tortura - si legge nelle carte processuali - Con le aggravanti di aver commesso i fatti con premeditazione, ed adoperando sevizie ed agendo con crudeltà verso le persone". Questo all'interno "di un disegno criminoso, nell'ambito del Processo di Riorganizzazione Nazionale instaurato dalla dittatura militare in Argentina con il golpe del 24 marzo 1976" 9 febbraio 2009
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ITALIANS GO HOME
Manifestazioni in Inghilterra contro gli italiani che “rubano il lavoro”
Circa 800 persone hanno partecipato in Gran Bretagna a una manifestazione contro l’arrivo di operai italiani e portoghesi sul sito della Lindsey Oil Refinery, una raffineria della Total, nel Lincolnshire. Ieri, centinaia di lavoratori a contratto temporaneo avevano abbandonato il sito per protesta contro gli operai stranieri. La protesta si estende nel resto dell'Inghilterra. Le proteste riguardano la scelta di una impresa estera, la italiana IREM, per costruire una nuova unità per l’impianto, a discapito dei lavoratori locali. La Total spiega che la IREM Ha vinto l’appalto per i lavori di costruzione sul sito e pur riconoscendo “le preoccupazioni delle imprese locali” sottolinea che non vi è stato “alcun licenziamento diretto” a causa dell’arrivo dei lavoratori italiani e portoghesi. 31 gennaio 2009
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SOCIALISMO INDIO
Vittoria di Evo Morales nel referendum sulla Costituzione in Bolivia
Riportiamo nell'allegato l'interessante articolo di Rocco Cotroneo del Corriere della Sera relativo alla vittoria di Evo Morales nel referendum che ha approvato la nuova Costituzione boliviana che mette il potere in mano agli indigeni. 27 gennaio 2009
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RINUCCIA E MARIA TERESA
Ancora nelle mani dei banditi le due suore rapite
“Sono passati quasi due mesi da quando Rinuccia Giraudo e Maria Teresa Olivero sono state rapite. Le hanno catturate la notte tra il 9 e il 10 novembre, a Elwak, un villaggio nel Kenya settentrionale. Da allora non se ne è saputo più nulla. Dicono che le abbiano trasferite a Baidoa, in Somalia, poi a Mogadiscio, ma sono voci, indiscrezioni senza conferma.” Inizia così l'articolo di Murizio Belpietro su Panorama che anche se speriamo un po' troppo pessimista e al di là dei giudizi espressi, ha il merito di richiamare l'attenzione sul caso drammaticamente irrisolto delle due suore cuneesi. in allegato l'articolo di Belpietro 21 gennaio 2009
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