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DALLA REGIONE
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CROLLANO I RICOVERI
Gli effetti del decreto "sicurezza" in un articolo de la Stampa
E a Torino crollano in ricoveri in ospedale. Gli extracomunitari e il timore di essere denunciati. E' questo il titolo dell'articolo di MAURIZIO TROPEANO apparso sul sito de la Stampa di ieri che riproponiamo per intero ai nostri lettori.
Forse è presto per fare una statistica matematica, ma il dato dei passaggi di cittadini extracomunitari dai Dipartimenti di emergenza degli ospedali cittadini fa registrare nello scorso fine settimane un calo delle richieste di pronto soccorso. La notte tra sabato e domenica, alle Molinette, sono stati curati solo 3 stranieri, «nell’arco di tutta la giornata ne abbiamo visitati al massimo otto, su circa 250 passaggi», spiega Valerio Gay, primario del Dea. Numeri che rappresentano il 3,2% dei ricoveri totali contro una percentuale media che si aggira sull’8%. Sabato 8 e domenica 9 febbraio sono stati i primi due giorni non lavorativi dopo l’approvazione da parte del Senato del decreto legge sulla sicurezza che dà a medici e infermieri la facoltà di denunciare, dopo l’assistenza, gli stranieri irregolari e clandestini. Alle Molinette «c’è stato un crollo a fronte di un numero altissimo di prestazioni su cittadini italiani», spiega Gay. Di fatto un dimezzamento. Nel resto degli ospedali cittadini è andata meglio: al Sant’Anna (ginecologico) e al Maria Vittoria gli stranieri curati senza tessera sanitaria classificati come Stp è calato di circa il 20 per cento. In pratica, uno su cinque ha preferito non rivolgersi al pronto soccorso. Al Sant’Anna il raffronto tra il fine settimana precedente l’approvazione del decreto e quello successivo fa segnare un saldo negativo di meno 9 persone, da 46 a 37. Al Maria Vittoria hanno raffrontato gli ultimi dieci giorni di gennaio e i primi di febbraio, 75 passaggi contro 57. Stabili i passaggi al Martini e al San Luigi di Orbassano. Al Regina Margherita (pediatrico) e al San Giovanni Bosco, struttura che serve la zona Nord di Torino e quartieri con una forte presenza di cittadini extracomunitari, hanno fatto registrare un aumento dei controlli sanitari. Il 6 per cento nel primo e l’8 nel secondo. Cali giudicati «fisiologici» si sono registrati nel centro di informazione Salute Immigrati dell’Asl To2. Allarmata per i dati delle Molinette, l’assessore alla Salute della Regione, Eleonora Artesio, ha chiesto ai direttori generali di Asl e Aso del Piemonte di raccogliere gli elementi per fare una prima valutazione della situazione. Ieri i report dei manager hanno occupato buona parte della riunione che si è svolta nella sede dell’assessorato. Ogni direttore ha fatto il punto sull’andamento dei passaggi dai dipartimenti di emergenza. Qualcuno ha portato numeri, altri il punto di vista e le opinioni dei responsabili del pronto soccorso. foto di personale sanitario con l'adesivo "non siamo spie" 12 febbraio 2009
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MANIFESTAZIONE
In piazza a Torino sabato 28 febbraio contro le leggi anti immigrati del Governo
Bloccare le leggi razziste. La Rete migranti di Torino e altre realtà hanno convocato per sabato 28 febbraio una manifestazione per bloccare le leggi razziste. L'appuntamento è in Corso Giulio Cesare angolo via Andreis (ex stazione Ciriè-Lanzo) alle ore 15. Riportiamo l'inizio del volantino di convocazione della riunione come inviatoci dal Torino Social Forum: Il governo vuole far credere che la “sicurezza” in Italia è minacciata dalle donne e dagli uomini venuti a cercare lavoro e condizioni di vita migliori. In realtà l’obiettivo è far pagare la crisi economica ai lavoratori e ai migranti, uomini e donne da tenere in condizioni di precarietà, ricatto e sfruttamento. E così le norme più dure del “pacchetto sicurezza” sono rivolte ai migranti.......... particolare di una manifestazione francese nel 2008 nella foto di philippe leroyer su flickr.com 10 febbraio 2009
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EX CLINICA SAN PAOLO
Accordo tra le varie istituzioni del capoluogo piemontese sui profughi della ex Clinica San Paolo
Riportiamo dalla mail del sito di Migranti.Torino.it la notizia dell'accordo tra le varie istituzioni del capoluogo piemontese in riferimento ai profughi della ex Clinica San Paolo: Il 19 gennaio 2009 è stato siglato un protocollo di intesa tra Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Torino, Questura di Torino, Direzione provinciale del Lavoro di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte, finalizzato alla semplificazione amministrativa e al miglioramento delle condizioni di salute e di accesso al lavoro di cittadini stranieri in possesso dello status di rifugiato, o titolari del permesso di soggiorno per protezione sussidiaria o motivi umanitari, presenti sul territorio provinciale: * IL COMUNE E LE ORGANIZZAZIONI PRESENTI DECIDONO LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO DI CO-PROGETTAZIONE CHE TROVERÀ UNA RISPOSTA COMPLESSIVA AI PROFUGHI PRESENTI NELLA EX-CLINICA SAN PAOLO DI CORSO PESCHIERA * VERRANNO SOSTENUTO LE ESIGENZE DI CIBO, DOCCE, TRASPORTI FINO ALL’AVVIO OPERATIVO DEL PROGETTO * IL COMUNE E LE ORGANIZZAZIONI CHIEDONO AL PREFETTO DI SOPRASSEDERE DA OPERAZIONI DI SGOMBERO DELL’IMMOBILE DI CORSO PESCHIERA FINO ALL’AVVIO DEL PROGETTO * AL TAVOLO DI CO-PROGETTAZIONE VERRANNO COINVOLTI I RIFUGIATI * VIENE CHIESTO DI PROSEGUIRE NELLE PROCEDURE NECESSARIE AL RICONOSCIMENTO DELLA DOMICILIAZIONE. LE ASSOCIAZIONI AUSPICANO DI POTER TRASFORMARE QUESTO DOMICILIO IN RESIDENZA SECONDO LE NORMATIVE VIGENTI foto di stefaniav su flickr.com in occasione del 20 giugno-Giornata mondiale del rifugiato in allegato il protocollo di intesa siglato il 19 gennaio 3 febbraio 2009
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APPELLO
Le organizzazioni del volontariato e del mondo sindacale torinese a fianco dei rifugiati della ex-Clinica San Paolo
Appello per affrontare l’emergenza rifugiati a Torino da parte di moltissime associazioni di volontariato e realtà sindacali. In particolare dei 230 rifugiati provenienti dalla Somalia, Etiopia ed Eritrea e Sudan si sono stabiliti presso lo stabile abbandonato da anni della ex-Clinica San Paolo di Corso Peschiera a Torino. Il momento è critico perchè adesso i proprietari dell'immobile pretendono, a norma di legge, la restituzione dell’immobile occupato e l’intenzione delle Autorità governative è di operare lo sgombero dell’immobile garantendo per un periodo di tre mesi esclusivamente un servizio di accoglienza notturna soltanto per 80 Rifugiati. Si richiede perciò da parte delle associazioni firmatarie dell'appello che tutti gli organismi del Privato Sociale, della Cooperazione, del Volontariato, del Terzo Settore siano chiamati a contribuire, secondo le proprie forze, a costruire un percorso progettuale alternativo che contemperi la fase di accoglienza per tutti i rifugiati e le azioni di inserimento sociale per queste persone. In allegato l'appello e l'elenco dei firmatari nella foto un particolare del Centro di accoglienza di Lampedusa 30 gennaio 2009
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IL FUTURO
Dibattito a Torino sul futuro dei cristiani in Iraq
Incontro pubblico su: “Iraq, quale futuro per i cristiani?”. Giovedì 29 febbraio alle ore 21 a Torino alla Fondazione Feyles in via Maria Vittoria, 38. Relatore: Mons Shlemun Warduni, patriarca vicario della Chiesa caldea Moderatore: d. Ermis Segatti, referente per la cultura dell'Archidiocesi di Torino L'incontro si terrà presso la Fondazione Feyles in via Maria Vittoria, 38 foto di Bagdad di Jeff Werner su flickr.com nell'allegato la locandina di presentazione dell'incontro 26 gennaio 2009
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LA ZINGARA
Seminario Crocevia mercoledì 28 a Torino sugli “zingari”
“La zingara rapitrice. I presunti rapimenti dal 1986 al 2007 in Italia”. Incontro a Torino mercoledì 28 gennaio alle ore 15:00 presso la Sala Conferenze, Piano I Dipartimento di Studi Politici, Via Giolitti 33, Torino L’incontro sarà tenuto da Sabrina Tosi Cambini (Università degli Studi di Firenze), parteciperà come discussant Piercarlo Pazé (già procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Torino, direttore della rivista Minorigiustizia). foto di Giorgio 1972 20 gennaio 2009
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RIFUGIATI
La risposta del Commissario europeo Barrot all'interrogazione dell'europarlamentare Vittorio Agnoletto sui rifugiati dell'ex clinica Borgo San Paolo
Situazione rifugiati dell'ex clinica Borgo San Paolo. Riportiamo gli estratti più importanti dell'Interrogazione del 10 novembre dell'europarlamentare Vittorio Agnoletto sui rifugiati dell'ex clinica Borgo San Paolo e della risposta del 15 dicembre di Jacques Barrot, commissario Ue alla giustizia e alla sicurezza, a nome della Commissione Europea. In allegato in intero il documento (il grassetto è nostro).
In merito alla lettera sottoscritta lo scorso dicembre e inviato alle istituzioni cittadine riguardo alla situazione dei rifugiati dell’ex clinica San Carlo, invio i allegato il testo dell’interrogazione parlamentare che ho presentato a riguardo e, soprattutto, la risposta della Commissione europea. INTERROGAZIONE SCRITTA di Vittorio Agnoletto (GUE/NGL) alla Commissione Oggetto: Condizione dei profughi nella ex clinica Borgo San Paolo e rispetto dei trattati internazionali da parte dell'Italia sulla questione dell'asilo Il 28 ottobre 2008 l'interrogante ha visitato gli stabili della ex clinica Borgo San Paolo di Torino; qui ha verificato che 200 tra somali, sudanesi, etiopi ed eritrei, tra i quali minori e neonati — tutti con lo status di rifugiato riconosciuto dalla pertinente Convenzione di Ginevra —, vivono da settimane in condizioni igieniche, sanitarie e sociali inaccettabili. Fino ad ora sono riusciti a sopravvivere solo grazie all'aiuto volontario del Comitato di solidarietà con i rifugiati e i migranti. In contrasto con il loro status giuridico di rifugiati, riconosciuto dallo Stato italiano, non è stato loro nemmeno fornito un certificato di residenza, necessario per poter trovare un'occupazione. RISPOSTA DI JACQUES BARROT Risposta data da Jacques Barrot, commissario Ue alla giustizia e alla sicurezza, a nome della Commissione La situazione dei rifugiati che vivono negli stabili dell'ex clinica Borgo San Paolo di Torino descritta dall'onorevole parlamentare sembra sollevare una serie di questioni in merito al rispetto, da parte delle autorità italiane, degli obblighi imposti dalla direttiva sul riconoscimento dello status di rifugiato. La Commissione chiederà dei chiarimenti alle autorità italiane e provvederà successivamente ad informare l'onorevole parlamentare sulle misure che eventualmente deciderà di prendere. nella foto Agnoletto 16 gennaio 2009
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PORTE APERTE
Iniziano i corsi di russo alla "Russkij Mir" di via Cernaia, 30 a Torino
Torino. Sabato 17 gennaio 2009 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 alla "Russkij Mir", via Cernaia 30, tradizionale appuntamento con le PORTE APERTE AL RUSSO. Lezioni gratuite di introduzione all’alfabeto cirillico dalle ore 15.00 alle ore 16.00 e dalle ore 17.00 alle ore 18.00, presentazione dei nuovi corsi semestrali (46h) e brevi (30h) in partenza a fine gennaio-inizio febbraio e degustazione di tè alla russa, spillato dal "samovar". Ingresso libero. Per la lezione gratuita è necessario prenotarsi telefonando allo011 - 547190 o inviando una mail a infocorsi.russkij@tiscali.it Associazione culturale "Russkij Mir" via Cernaia 30 - 10122 Torino tel. 011-547190 fax 011-549100 www.arpnet.it./russkij foto di ekai su flickr.com 12 gennaio 3009
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NON SI PUO’ RIMANERE A GUARDARE
Sabato 10 gennaio manifestazione a Torino a Porta palazzo alle ore 15 corso Giulio Cesare ex stazione Torino Ceres
C’è un modo per evitare il massacro di civili. C’è un modo per salvare il popolo palestinese. C’è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C’è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C’è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale: CESSATE IL FUOCO IN TUTTA L’AREA RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ISRAELIANE FINE DELL’ASSEDIO DI GAZA PROTEZIONE UMANITARIA INTERNAZIONALE Facciamo appello a chi ha responsabilità politiche e a chi sente il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca. Le Nazioni Unite e l’Unione Europea escano dall’immobilismo e si attivino per imporre il pieno rispetto del diritto internazionale L’Italia democratica faccia la sua parte. Le nostre organizzazioni si impegnano, insieme a chi lo vorrà, per raccogliere e dare voce alla coscienza civile del nostro paese. ACLI, ARCI, LEGAMBIENTE, CGIL, AUSER, LIBERA, RETE LILLIPUT, Associazione ONG Italiane – Piattaforma Medio Oriente, Fondazione Angelo Frammartino, Beati i Costruttori di Pace, FIOM, CGIL Funzione Pubblica, Un ponte per…, AIAB, CIES, GRUPPO ABELE, CIPAX – Centro Interconfessionale per la pace, Donne in Nero, A Sud, FAIR, Fairtrade Italia, Forum Ambientalista, UCODEP, Terres des Hommes International, Armadilla Onlus, SDL Intercategoriale, Tavola Sarda per la pace, Famiglia di Angelo Frammartino, Luigi Ciotti, Flavio Lotti, Luciana Castellina, Giuliana Sgrena, Enzo Mazzi - Isolotto Firenze, Luisa Morgantini, Vittorio Agnoletto, Giovanni Berlinguer, Sergio Staino, tanti gruppi locali, docenti, amministratori locali, pacifisti e pacifiste, cittadini e cittadine… Per aderire inviare una mail a bolini@arci.it e a vallesusa@arci.it fonte Torino Social Forum foto di Jaime d'Urgell 8 gennaio 2009
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