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STORIE SENZA CONFINI
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PACIFISTA
Una lettera per i musulmani
Riceviamo la lettera di S.A.Rehman militante pacifista pachistano riservata ai soli musulmani e la giriamo ai nostri lettori. in allegato la lettera. nella foto un particolare della moschea di Omar a Gerusalemme 13 gennaio 2009
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SINDACO
E' il laburista Ahmed Aboutaleb il primo cittadino di Rotterdam
Entra in carica il primo sindaco islamico nella storia dell'Olanda. Rotterdam è pronta ad accogliere il primo sindaco islamico nella storia del Paese. Il laburista Ahmed Aboutaleb, nominato primo cittadino lo scorso ottobre dal consiglio comunale di Rotterdam, entra in carica nel più grande scalo portuale europeo, dove vivono 80 mila musulmani (il 13% della popolazione), mantenendo la doppia nazionalità: marocchina e olandese. Aboutaleb, 47 anni, è nato a Beni Sidel, in Marocco, ed è figlio di un imam. Assessore nel consiglio comunale di Amsterdam, è arrivato alla ribalta delle cronache dopo la morte nel 2004 del regista Theo van Gogh, assassinato da un estremista islamico: in una moschea della capitale, Aboutaleb aveva esortato i musulmani che "non vogliono accettare i valori olandesi" a "fare le valigie e andarsene a casa", e per questo aveva ricevuto diverse minacce di morte. La sua nomina ha scatenato accese polemiche, alimentate soprattutto dal partito di centro destra all'opposizione, 'Leefbaar Rotterdam'. "Aboutaleb arriva da Amsterdam, è un tifoso dell'Ajax ma la cosa peggiore è il fatto che abbia un doppio passaporto", ha detto Ronald Sorenson, alla guida del partito fondato dal leader xenofobo Pim Fortuyn, ucciso nel 2002, che proprio a Rotterdam conquistò il 34% delle preferenze promettendo la "fine dell'immigrazione musulmana". 8 gennaio 2008
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LIBERIAMO
Raccolta di firme per la liberazione di Maria e Rinuccia, le due suore rapite in Kenya il 9 novembre 2008
Il 9 novembre 2008 in Kenya un gruppo di predoni ha rapito Suor Maria Teresa Olivero e Suor Rinuccia Giraudo del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld della diocesi di Cuneo. Don Fredo Olivero, fratello di Suor Maria Teresa, ha comunicato che le famiglie hanno chiesto il silenzio stampa per evitare ogni possibile interferenza nelle difficili trattative in corso per la liberazione. Stessa richiesta ha fatto la Farnesina agli organi di stampa. Per iniziativa di alcuni amici di don Fredo Olivero, Direttore dell’Ufficio Pastorale Migranti della diocesi di Torino, è cominciata una raccolta firme per sollecitare il governo a concludere al più presto la trattativa. Molte firme sono state raccolte in questi giorni in alcune parrocchie della diocesi torinese e altre saranno raccolte nei prossimi giorni. Riteniamo necessario rilanciare l’iniziativa in internet, per raccogliere il maggior numero possibile di firme, da inviare successivamente al Ministero. APPELLO Chiediamo al Governo Italiano di fare il massimo sforzo per la liberazione di Suor Maria Teresa Olivero e Suor Caterina “Rinuccia” Giraudo rapite in Kenya il 9 novembre 2008. Per manifestare il vostro sostegno, potete firmate questo testo, inviando una e-mail a chiccodisenape@gmail.com o lasciando un commento al post indicando il vostro nome, cognome e città di residenza. 6 gennaio 2009
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SCHIACCIATO
Sabato 20 dicembre ore 10,30 al Mercato Ittico, Stazione Marittima di
Venezia manifestazione per Zaher Rezai
Manifestazione domani a Venezia per Zaher Rezai e per tutti coloro che sono costretti a rischiare la vita per esercitare il diritto ad un’esistenza dignitosa. Riprendiamo dal volantino degli organizzatori: Perché i controlli di frontiera al porto di Venezia non provochino più altre morti. La terribile storia di Zaher Rezai, il ragazzino schiacciato dal tir sotto il quale si era nascosto e ritrovato in Via Orlanda a Mestre ha tolto il fiato a chiunque ne sia venuto a conoscenza. Al di là della commozione, però, dentro di noi è vivo anche un sentimento di indignazione profonda che accompagna il dolore e ci spinge a cercare le cause di quanto è accaduto. Zaher era afghano e fuggiva da una storia di guerre e persecuzioni. Zaher non è morto per una disgrazia. Esistono cause e responsabilità individuabili. Tra queste, inequivocabilmente, ha avuto un ruolo anche il sistema di controlli vigente al Porto di Venezia, oltre che la violazione costante dei diritti fondamentali perpetrata a danno di migranti e richiedenti asilo da parte della Grecia. Se Zaher si è nascosto sotto il tir che poi lo ha ucciso è perché aveva fondato timore di essere respinto verso l’inferno della Grecia che peraltro l’aveva già espulso nonostante la sua minore età. Tutti coloro che fuggono sanno bene, infatti, che la possibilità di esercitare il diritto a chiedere asilo politico o di venire accolti se si è minorenni non è garantita alle frontiere portuali dell’Adriatico. La modalità con cui vengono effettuati i respingimenti alla frontiera del porto di Venezia, oltre che poco umana, è contestabile anche dal punto di vista giuridico e viola apertamente le direttive comunitarie sull’asilo, la Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell’uomo, ma anche decreti legislativi e circolari del ministero dell’interno italiani, nonché il testo Unico sull’immigrazione. Ricordare Zaher significa anche dire basta a questo sistema di controllo alla frontiera del porto di Venezia. Per questo chiediamo: Che la polizia di frontiera interrompa la prassi dei respingimenti indiscriminati e permetta a tutti i migranti e ai richiedenti asilo di accedere al servizio di accoglienza del porto per venire informati dei propri diritti Che gli enti deputati all’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo subordinino il loro lavoro al porto all’impegno del Ministero dell’Interno, della Prefettura, dell’autorità portuale e della polizia di frontiera di rispettare i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo e di applicare la normativa vigente in materia della loro protezione. Che a Venezia, ‘città dell’accoglienza’, le risorse disponibili vengano investite nel potenziamento dei servizi di accoglienza piuttosto che nell’apparato di militarizzazione delle frontiere o nella costruzione di Centri di detenzione per migranti come è stato più volte ipotizzato nell’ultimo periodo. Rendiamo visibile la frontiera del porto perché nel silenzio nessuno rischi più la propria vita per salvarla. La rete di Associazioni Tuttiidirittiumanipertutti foto di artom dal sito global project nell'allegato la lettera di un rifugiato afghano al sindaco di Venezia Cacciari 19 dicembre 2008
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VALERIO
La lettera di un nostro amico
Abbiamo ricevuto la lettera di un nostro amico che non vedevamo da anni e che ci ha chiesto di renderla pubblica. Lo facciamo volentieri, la trovate nell'allegato. 18 dicembre 2008
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VI SCRIVO
La lettera di Jessica Zanchi
“Vi scrivo per raccontarvi la storia di mio marito Youness Zarli”. Così inizia la lettera che ci ha inviato Jessica Zanchi e che giriamo nell'allegato ai nostri lettori. 9 dicembre 2008
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RIFUGIATI
L'appello delle associazioni del torinese a favore dei rifugiati o titolari di protezione sussidiaria/ umanitaria.
Riportiamo la richiesta di adesioni all'appello che una serie di associazioni del torinese (San Vincenzo di Torino, Associazione Soomaaliya, Gruppo Arco, Amnesty international Gruppo Abele, ASGI) stanno per indirizzare alle amministrazioni locali per invitarle ad attivarsi maggiormente per risolvere la grave situazione relativa alle persone rifugiate o titolari di protezione sussidiaria/ umanitaria. La lettera, che sarà inviata a Prefetto di Torino, Sindaco, Presidente della Provincia, Presidente della Regione e per conoscenza agli assessori Borgione (Famiglia, salute e politiche sociali Comune di Torino) Curti (Politiche per l'integrazione - comune di Torino) Artesio (sanità - regione Piemonte) Migliasso (Welfare - regione Piemonte), sarà firmata con il nome delle Associazioni/Enti che aderiscono; le firme compariranno in rigoroso ordine alfabetico. Per adesioni Massimo Orlandi: info@maxorlandi.it foto di stefaniav su flickr.com in allegato il testo della lettera 5 dicembre 2008
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SCHEDATI
Milano. Saranno segnalati alla polizia tutti i clandestini che in questi giorni di intenso freddo trovano riparo, insieme ai tantissimi clochard italiani, nelle strutture “antigelo” del capoluogo Lombardo. E’ quanto prevede un’ordinanza del Comune di Milano. Prima di essere accolti nelle strutture contro il freddo, i senzatetto clandestini dovranno prima rilasciare i loro dati, poi verranno segnalati alle forze dell'ordine. Una segnalazione che può quindi portare all'espulsione. Lasciamo ai lettori il commento sulle dichiarazioni in proposito dell'assessore competente. “Noi non possiamo rifiutarci di aiutare questa gente”, spiega l'assessore alle Politiche Sociali del Comune, Mariolina Moioli. “Noi di freddo non facciamo morire nessuno, tuttavia io devo poter identificare le persone. E se qualcuno avesse la Tbc o fosse un delinquente, io come faccio a ospitarlo nei nostri centri?”. foto di dipfico su flickr.com 28 novembre 2008
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VEGLIA DI PREGHIERA
Veglia di preghiera multietnica per le suore rapite in Kenia, venerdì alle ore 21 nella chiesa di San Rocco a Torino Parteciperà anche Don Fredo Olivero (forza Fredo!) , fratello di una delle due suore rapite. Organizzano gli "Amici di Lazzaro" e la Comunità di San Rocco. IL RAPIMENTO: E' successo nella notte tra il 9 e il 10 novembre a El - wak, nel nord-est del Kenya, dove da 25 anni la Comunità Missionaria P. de Foucauld è presente con una piccola Fraternità. Le due sorelle che sono state rapite sono Rinuccia Giraudo, 67 anni, originaria di Boves (Cn) e Maria Teresa Olivero di 60 anni, nata a Centallo (Cn), entrambe missionarie in Kenya da oltre 35 anni. 25 novembre 2008
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GIU' LE MANI
25 novembre 2008: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
25 novembre 2008: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. A Cuneo presidio in Largo Audifredi (Piazza del Municipio) dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Performance teatrale e animazioni in area del mercato (In caso di maltempo si svolgerà presso la Provincia- Sala Falco) - Per combattere tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne - Per non tollerare ne’ rimanere in silenzio rispetto alla violenza contro le donne - Per riappropriarci della nostra dignità e per rivendicare il nostro ruolo di protagoniste nella società Partecipano: Telefono donna – Comitato Chiapas – Le donne della sinistra critica – Rifondazione Comunista – CGIL – Presidio Daniele Polimeni / Libera Cuneo – Giovani comunisti – Figli della luce/Arcigay – Laboratorio politico donne per la città, città per le donne – Città aperta – Verdi per la pace – Democrazia e partecipazione – Donne COBAS – Associazione THEES Onlus – Amnesty International “Antenna di Cuneo” - Mente in Pace. Organizzato da: “Le Primule Rosse” Collettivo Donne della sinistra di Cuneo in allegato il documento di presentazione dell'iniziativa 19 novembre 2008
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