Home page
TITOLO
EDITORIALE ARABO

RAZZISMO
STORIE ITALIANE

RIMPATRIO ASSISTITO

VOLONTARIATO
ASSOCIAZIONI ESPERIENZE PERSONE

AKPADJA YAOGAN

I LIBRI DI FEBBRAIO

LA PEDIATRA
I DIRITTI DEI MINORI

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22

DALL'ITALIA

ROMA - MANIFESTAZIONE
Appello di intellettuali, artisti e giuristi a difesa dei diritti dei migranti e di sostegno allla manifestazione nazionale antirazzista di Roma del 17 ottobre

Dal premio Nobel Dario Fo al giurista Stefano Rodotà, dagli scrittori Antonio Tabucchi e Andrea Camilleri agli editori Inge e Carlo Feltrinelli, da Livio Perpino e Guido Neppi Modana a Luigi Ciotti, Da Fiorella Mannoia e Moni Ovadia a Erri De Luca e Giorgio Bocca,: sono solo alcuni di coloro che hanno sottoscritto l'appello in difesa dei diritti dei migranti, contro il reato di clandestinità, per salvaguardare i valori di uguaglianza e solidarietà che stanno alla base della nostra Costituzione.
Un appello promosso a pochi giorni dalla manifestazione nazionale antirazzista che si terrà a Roma il prossimo 17 ottobre, a cui, ad oggi, hanno aderito 367 organizzazioni sociali e politiche, testate giornalistiche, singole personalità (l'elenco, in continuo aggiornamento, sul sito www.17ottobreantirazzista.org).
I sottoscrittori dell'appello si augurano che il 17 ottobre la manifestazione sia animata da una grande e unitaria partecipazione, per dare voce e visibilità a quella parte del paese che vuole fermare il razzismo dilagante e difendere la democrazia.
Di seguito il testo dell'appello con le prime firme.
LA DIFESA DEI DIRITTI DEI MIGRANTI È
DIFESA DELLA DEMOCRAZIA

L'introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolungamento della detenzione amministrativa e l'ulteriore limitazione della possibilità per i migranti di accedere a servizi fondamentali accentuano in maniera drammatica la curvatura proibizionista e repressiva delle politiche migratorie del nostro Paese. Ad essere travolti sono i principi fondamentali di eguaglianza e di solidarietà che costituiscono il cuore della nostra carta costituzionale. Punendo la condizione di irregolarità in quanto tale - e senza prevedere vie praticabili di uscita da tale situazione - si crea nel sentire collettivo l'immagine del migrante come nemico nei cui confronti tutto è lecito e possibile, anche la delega della sicurezza pubblica ai privati, organizzati in ronde e organizzazioni consimili. Così si apre la strada - come molti fatti di questi giorni dimostrano - a una società razzista, dominata dall'intolleranza e dall'odio. Il nostro Paese ha già vissuto la vergogna delle leggi razziali: non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo. È lo stesso sistema democratico nato dalla Resistenza contro il fascismo e scritto nella Costituzione ad essere in pericolo.
A fronte di ciò è necessaria una reazione forte e consapevole che coinvolga le coscienze individuali e collettive, i cittadini e le organizzazioni democratiche nella loro pluralità e differenza. Occorre dare visibilità a chi crede nella giustizia, nella uguaglianza, nella pari dignità di tutti. Occorre impedire che il razzismo dilaghi alimentando, per di più, il senso di insicurezza e di paura. Occorre che i migranti, venuti in Italia per costruire il loro futuro e quello dei loro figli trovino nel nostro Paese valori di giustizia, di accoglienza e di solidarietà.
Per questo ci auguriamo che la manifestazione nazionale antirazzista, promossa per il 17 ottobre a Roma da un larghissimo schieramento di forze sociali e politiche, sia animata da una grande, plurale e unitaria partecipazione.
Fermare il razzismo, modificare la disciplina dell'immigrazione, assicurare la possibilità di soggiorno e il godimento dei diritti sociali, civili e politici alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri rappresentano una priorità per salvare la nostra democrazia.

Simonetta Agnello Hornby; Stefano Benni; Giorgio Bocca; Andrea Camilleri; Luigi Ciotti; Cristina Comencini; Erri De Luca; Carlo Feltrinelli; Inge Feltrinelli; Luigi Ferrajoli; Dario Fo; Marco Tullio Giordana;
Margherita Hack; Gad Lerner; Fiorella Mannoia; Guido Neppi Modona; Moni Ovadia; Livio Pepino; Franca Rame; Stefano Rodotà; Igiaba Scego; Antonio Tabucchi
15 ottobre 2009


FINO A CHE
La ricevuta della domanda di regolarizzazione non è sufficiente per andare all'estero

Riprendiamo da stranierinitalia l'articolo di Elvio Pasca del 7 ottobre che riassume con chiarezza i contenuti della circolare ministeriale in cui si nega ai migranti che hanno fatto la sanatoria la possibilità di tornare a casa fino a che non sia stato firmato il contratto di soggiorno
"Niente viaggi a casa per chi attende la regolarizzazione. Trecentomila colf e badanti dovranno rimanere in Italia almeno fino a quando la loro domanda non verrà accettata e firmato il contratto, potranno finalmente chiedere il permesso di soggiorno.
Chi ha chiesto di essere regolarizzato, ha chiarito il ministero dell’Interno, non può essere equiparato a chi, arrivato in Italia rispettando la legge, ha chiesto il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.  E lo stesso vale per le ricevute di queste domande.
Il cedolino del rinnovo permette di uscire e rientrare in Italia, basta esibirlo alla frontiera e non fare tappe in altri Paesi Schengen durante i viaggi di andata o di ritorno. La ricevuta della regolarizzazione, spiega invece il Viminale, "non presenta caratteri di sicurezza anticontraffazione" e quindi si rischierebbe di "consentire l’ingresso e la permanenza sul territorio nazionale a soggetti privi dei requisiti e delle condizioni stabilite dalla legge".
La ricevuta delle domanda è insomma un documento valido per mettere famiglie e lavoratori al riparo dalle sanzioni delle norme anticlandestini, ma non è un lasciapassare universale. Il peso che questa limitazione avrà su trecentomila lavoratori crescerà di pari passo con i tempi della regolarizzazione.
Elvio Pasca"
8 ottobre 2009


IN ATTESA
Terminata con il 30 settembre la sanatoria, iniziano adesso per i 300.000 fortunati le pratiche per avere il contratto di soggiorno

A procedura della sanatoria conclusa comincia ora l’attesa per le convocazioni presso lo Sportello Unico per la presentazione della documentazione e la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Riprendiamo dal sito di Melting Pot
2I trecentomila lavoratori per cui si è chiesta l’emersione potranno intanto evitare l’espulsione esibendo, nel caso di controllo, la ricevuta attestante l’avvenuto inoltro della domanda che il datore di lavoro avrà loro consegnato in copia.
Niente tessera sanitaria però, e verosimilmente neppure gli altri diritti connessi la possesso della ricevuta di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, anche se su questo tema si attendono ovviamente ulteriori dettagli dal Ministero dell’Interno. Per quanti erano già stati inseriti nelle graduatorie del decreto flussi 2007 o 2008, corsia preferenziale se la Questura si era già pronunciata.
Al momento della convocazione presso lo Sportello Unico sarà necessario presentare i documenti di cui si è dichiarato il possesso attraverso la compilazione dei moduli telematici.
In particolare, il datore di lavoro italiano dovrà esibire il documento di identità in corso di validità (lo stesso utilizzato per la procedura) ed il codice fiscale.
Il datore di lavoro comunitario, oltre al documento di identità in corso di validità (lo stesso utilizzato per la procedura), ed il codice fiscale, dovrà dimostrare il possesso del certificato di iscrizione anagrafica ai sensi del D.lgs 30 del 6 febbraio 2007
Potenzialmente più complessa invece la situazione del datore di lavoro extracomunitario per cui potrebbero presentarsi diverse situazioni.
Tutti dovranno esibire il passaporto o il documento equipollente in corso di validità (lo stesso utilizzato per la procedura) ed codice fiscale.
Ma nel caso di passaporto scaduto, dovrà essere presentata anche la richiesta di rinnovo dello stesso (insieme ovviamente al passaporto scaduto).
Ancora più intrigato invece il caso di in cui la procedura sia stata compilata pur avendo smarrito il passaporto. Si dovrà infatti presentare il foglio di identità consolare munito di numerazione (se utilizzato anche nella procedura).
Per i datori di lavoro stranieri poi vi era il vincolo del possesso del permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo o della carta di soggiorno per familiari di cittadini italiani o comunitari che andranno esibiti. Nel caso di titolo in rinnovo sarà doveroso presentare la ricevuta attestante l’avvenuto inoltro della domanda. Nel caso invece di primo rilascio, oltre alla ricevuta attestante l’avvenuto inoltro della domanda occorre esibire anche il vecchio permesso di soggiorno.
Per il lavoratore poi, come per il datore di lavoro extraUe, si pone il problema dell’esibizione del documento di identità. Molti infatti sono stati i casi in cui il lavoratore irregolare non era in possesso di un documento di identità in corso di validità. Così anch’egli dovrà esibire il passaporto o il documento equipollente se in corso di validità. Ma nel caso di passaporto scaduto, dovrà essere presentata anche la richiesta di rinnovo dello stesso. Nel caso di in cui la procedura sia stata compilata pur avendo smarrito il passaporto, come nel caso del datore di lavoro extraUe, si dovrà presentare il foglio di identità consolare munito di numerazione (se utilizzato ovviamente anche nella procedura).
In sede di perfezionamento del contratto di soggiorno potrà essere poi sanata quella situazione complicata da un errore del sistema in sede di compilazione. Il software infatti, nel caso in cui il lavoratre per il quale si richiedeva la regolarizzazione fosse convivente con il badato e non direttamente con il datore di lavoro, imponeva l’inserimento della voce "non convivente". Ma il rapporto di lavoro in essere si configura come rapporto di convivenza perchè l’attività lavorativa si svolge nello stesso luogo dell’abitazione. Gli operatori dell’Inps presenti in via eccezionale presso le prefetture, proprio per snellire le pratiche, potranno in questo senso fornire chiarimenti.
Sarà poi necessario presentare la documentazione che attesti l’idoneità dell’alloggio, rilasciata dal Comune di residenza. Si richiede inoltre la documentazione relativa alla disponibilità dell’alloggio che, se il lavoratore è convivente nella casa di proprietà del datore di lavoro non sarà necessario presentare ma dovrà invece essere esibito nel caso di lavoratore alloggiato in abitazioni di terzi. In questa situazione saranno il contratto di affitto o di comodato d’uso gratuito a rilevare.
Diversa invece la specificità di chi abita in casedi proprietà del comune. Si dovrà infatti, nonostante l’assegnazione, richiedere l’autorizzazione per ospitare il lavoratore.
Nel caso di emersione di un lavoratore destinato ad attività di sostegno al bisogno familiare si dovrà presentare la documentazione attestante il reddito che dovrà essere di almeno 20.000 euro annui per nuclei familiari con un solo componente, o di 25.000 euro annui per nuclei di più componenti percettori di reddito. Saranno ovviamente utili il cud, il modello unico, le dichiarazione dei redditi, ma nel caso di titolare di azienda avviata da meno di un anno, può essere allegata la documentazione che dimostri la presunta capacità reddituale.
Se si tratta di emersione di uno o più lavoratori impiegati nell’assistenza alla persona sarà necessario presentare la certificazione attestante la non autosufficienza del soggetto interessato almeno dalla data del 31 marzo, rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato o se già in possesso, l’attestazione di invalidità civile.
Se l’emersione riguarda due lavoratori, ulteriore specificazione dovrà essere contenuta nel certificato, da cui si evinca la necessità di più persone per l’assistenza.
Altri documenti da esibire saranno poi l’originale del modello F24 per il versamento dei contributi pregressi, l’originale della marca da bollo di euro 14, 62 (la stessa di cui si è riportato il codice identificativo nella domanda) e la ricevuta attestante l’avvenuto inoltro della domanda di emersione.
Non si hanno ancor notizie sull’attività degli Sportelli Unici che, insieme alla pratiche relative alla regolarizzazione, sono impegnati nello smaltimento delle richieste di ricongiungimento familiare, del decreto flussi 2007 e 2008 e delle varie richieste di conversione di cui sono incaricate. Un carico di lavoro che in questi anni ha provocato ritardi enormi nei procedimenti amministrativi riguardanti l’immigrazione.
[ lunedì 5 ottobre 2009 ]
foto dall'album della Rete Studenti Massa su flickr.com
in allegato il commento di Fredo Olivero alla sanatoria
6 ottobre 2009

File allegati all'articolo:

di_fredo_olivero.doc



I DATI DELLA SANATORIA
Insoddisfacenti i dati della sanatoria: solo 294.744 le domande presentate

Sono 294.744 le domande di emersione per lavoratori extracomunitari pervenute al ministero dell’Interno entro le ore 24 del 30 settembre.
In particolare, sono state presentate 180.408 domande per colf e 114.336 domande per badanti.
La top ten delle province è guidata da Milano (43.393 domande, il 14,72%), Roma (32.034 10,87%) e Napoli (24.331 8,25%), seguono Brescia, Bergamo, Torino, Caserta, Bologna , Modena e Reggio Emilia. Tra i lavoratori ci sono in testa ucraini (37.178 domande, il 12,61%), marocchini (36.112 12,25%) e moldavi (25.588 8,68%), quindi cinesi, bangladesi, indiani, egiziani, senegalesi, albanesi e pakistani.
Il Governo canta vittoria e dichiara che sono state rispettate le previsioni dimenticando che proprio da ambienti governativi venivano le indiscrezioni su 500/750.000 domande previste.
Noi sappiamo che questa sanatoria ha dato i frutti che poteva dare: pensata per una certa tipologia di datori di lavoro e limitata alle sole colf e badanti è stata di fatto pagata dai lavoratori e lavoratrici e continua a lasciare nel lavoro nero e nell'irregolarità centinaia di migliaia di nostri fratelli.
In allegato anticipiamo l'articolo di commento che troverete a pagina 5 del numero 59 di "Di tutti i colori" che oggi va in stampa e che ribadisce la necessità di una nuova, vera, completa sanatoria.
Obiettivo pienamente ribadito dalla manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma cui il nostro giornale aderisce.
1 ottobre 2009

File allegati all'articolo:

Da rifare.doc



NESSUN RINVIO
Mentre si avvicinano alle 300.000 le domande presentate, non viene concesso dal Senato il rinvio della scadenza della sanatoria

240.000 le domande presentate a fine settimana. Verosimile dunque che negli ultimi tre giorni si avvicinino alle 300.000 le domande presentate per la sanatoria colf e badanti del 2009. Un risultato deludente anche se gli ultimi numeri correggono in parte la sensazione di fallimento totale che si è avuta ad inizio settembre.
Ne riparleremo e ne riparlerà la manifestazione antirazzista del 17 ottobre a Roma.
Sul fronte delle possibili modifiche alla norma che ha previsto la regolarizzazione e di un eventuale slittamento dei relativi termini di scadenza delle procedure sembra proprio che non ci saranno le novità auspicate da molti. In particolare, la scorsa settimana il Senato ha ritenuto improcedibile la formulazione di due emendamenti al disegno di legge 1749 “Conversione in legge del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009”, presentati dai senatori Baio, Bossoli e Adamo (PD) che proponevano di spostare al 31 ottobre il termine oramai imminente, di escludere in alcuni casi il versamento forfetario di 500 euro e di consentire il cumulo di ore lavorative prestate presso più datori di lavoro.
30 settembre 2009


ULTIMA SETTIMANA
Il Ministero degli interni concede più tempo per la comunicazione di ospitalità

Una Circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza chiarisce che i datori di lavoro devono presentarla entro la data di conclusione del procedimento di emersione. La comunicazione di ospitalità dello straniero deve essere presentata dai datori di lavoro entro la data di conclusione del procedimento di emersione per colf e badanti, quindi anche oltre le 48 ore di norma. Lo ha chiarito la Circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza n. 5714 del 15 settembre 2009, intervenuta a dirimere gli eventuali dubbi sulla questione della scadenza temporale di questo obbligo formale
L’obbligo di comunicazione - si legge in una nota del Viminale - scritta entro 48 ore all’autorità di pubblica sicurezza (ma anche al commissariato, alla questura o al sindaco, nei comuni più piccoli) riguarda chi dia alloggio o comunque ospiti o assuma uno straniero, e la omessa o tardiva comunicazione comporta una sanzione di almeno 320 euro. La sistemazione abitativa dello straniero è divenuta tuttavia un requisito per la regolarizzazione di colf e badanti, con la procedura che scade il 30 settembre, e va confermata in modo formale all’atto della convocazione allo Sportello unico per l’immigrazione.
Sul punto, cioè sulla decorrenza del termine di 48 ore, la Circolare chiarisce che opera “la sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore straniero, che svolge le attività lavorative per le quali è ammessa la regolarizzazione del relativo rapporto di lavoro, per tutto il periodo di durata della procedura di emersione”.
La violazione, conseguente alla mancata comunicazione di ospitalità, non può quindi essere contestata mentre è in corso la procedura di regolarizzazione che, in caso di conclusione positiva, avrà anche un effetto estintivo dei reati e degli illeciti amministrativi connessi.
Fonte: www.immigrazioneoggi.it
foto di hidden side su flickr.com
25 settembre 2009


MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 17 ottobre indetta da un nutrito gruppo di associazioni dei migranti e di associazioni e gruppi politici italiani

Riportiamo per i nostri lettori l'appello dei promotori la manifestazione nazionale antirazzista del 17 ottobre a Roma. In allegato il pdf con le firme delle associazioni proponenti.
Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dal governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza varato dal governo di Centro-Destra offende la dignità umana, introducendo il reato di “immigrazione clandestina”.
La morte degli immigrati nel canale di Sicilia, che si sta trasformando in un cimitero marino, è la tragica conseguenza della logica disumana che ispira la politica governativa.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente alimentando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti umani respingendo ogni tipo di razzismo.
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, alla società civile e a tutti i movimenti a scendere in piazza il 17 ottobre per fermare il dilagare del razzismo sulla base di questa piattaforma׃
• No al razzismo
• Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
• Ritiro del pacchetto sicurezza
• Accoglienza per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
• Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI)
• No alle divisioni tra italiani e stranieri
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti di LGBT
• Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro
SABATO 17 OTTOBRE 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 14.30
foto dal sito della Fiom di Bergamo
in allegato l'appello e le firme dei promotori della manifestazione
16 settembre 2009

File allegati all'articolo:

manifestazione.pdf



CITTADINANZA
Chiarite in una circolare del 2 settembre le modalità di pagamento del contributo di 200€ per la domanda di cittadinanza

Apprendiamo da fonti Asgi che il Ministero dell’interno ha diffuso una circolare per chiarire le modalita’ di pagamento introdotte dalla legge 94/2009 che deve seguire chi intende chiedere la cittadinanza italiana dopo l’8 agosto 2009.
Con la legge 15 luglio 2009, n.94 (’Disposizioni in materia di sicurezza pubblica’) sono state introdotte diverse novità riguardanti i requisiti necessari per ottenere la cittadinanza italiana. E’ stato previsto un versamento di un contributo di 200 euro (articolo 1, comma 12, della legge) da effettuare attraverso un bollettino postale al conto corrente n.809020 intestato a ‘Ministero dell’Interno DLCI - cittadinanza’ .
I bollettini di conto corrente possono essere ritirati presso le Prefetture o presso gli uffici postali dotati di ‘Sportello Amico’. Il versamento del contributo per le istanze di cittadinanza presentate all’estero potrà essere effettuato tramite bonifici esteri o attraverso il circuito europeo esistente tra le organizzazioni postali aderenti.
Lo ha reso noto il dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione con una circolare (che trovrete in allegato) del 2 settembre 2009, alla quale è allegato il facsimile del bollettino.
foto dell'Assemblea del coordinamento migranti della Fiom di Bergmo del 22 marzo 2009
15 settembre 2009

File allegati all'articolo:

circolare.cittadinanza.pdf



NON VA
Poche le regolarizzazioni nella prima settimana: a rischio il successo della sanatoria colf e badanti

Non bisogna fasciarsi la testa prima di rompersela e l'agitazione che ritroviamo in tutto il mondo dell'immigrazione sembrerebbe contraddire i primi dati: è un fatto comunque che nella prima settimana di sanatoria (che corre dal primo al trenta settembre) le domande arrivate al ministero sono state 5.000 al giorno, il che vorrebbe dire 150.000 in totale a fronte delle 500.000 previste.
I motivi sono molti: l'esclusione dalla sanatoria dei lavoratori non colf e badanti, la tassa dei 500 euro e i vincoli di reddito, la necessità della carta di soggiorno per i datori di lavoro extracomunitari, la crisi economica che diminuisce quanto sono disposte a spendere le famiglie italiane per colf e badanti e sicuramente ne allontana parecchie dall'aderire alla sanatoria.
Forse ancor più pesa il mutato clima generale che adesso fa sembrare lecito (mantenere in nero e in clandestinità il lavoratore, spesso la lavoratrice).
E' un fatto che agli sportelli di datori di lavoro ad informarsi se ne vedono pochi e che molte delle sanatorie avverranno solo grazie al pagamento dei 500 euro e dei contributi da parte del lavoratore.
Nulla da eccepire invece all'impianto tecnico della sanatoria ricalcato da quella, riuscita, del 2002 con l'innovazione della spedizione delle domande per via telematica.
Riprendiamo da MigrantiTorino.it che l'ha tratto da un articolo del sempre informatissimo Elvio Pasca su stranieriinitalia un articolo al riguardo:

5mila domande al giorno, se continua così saranno 150mila. Gulia (Acli). “Famiglie e lavoratori stanno ancora contrattando”
Roma – 8 settembre 2009 - Viaggia ancora a rilento, rispetto alle previsioni, la regolarizzazione di colf e badanti extracomunitarie.
Dal primo al sette settembre, prima settimana utile per presentare online le domande, sui server del Ministero dell’Interno ne sono arrivate 35.422. I moduli già attivati, che probabilmente si trasformeranno in domande, sono invece 56.982, per la maggior parte richiesti da privati (65%), seguono associazioni e patronati (34%), mentre è ancora trascurabile il contributo di consulenti del lavoro e Comuni.
La media, per ora, è di 5mila domande al giorno e se sarà confermata anche nelle prossime settimane la regolarizzazione riguarderà circa 150mila lavoratori extracomunitari. Molto al di sotto, insomma, del mezzo milione di domande stimate come soglia minima dal Ministero dell’Interno prima che l’operazione partisse.
Prima di parlare di flop bisognerà aspettare il 30 settembre, anche perché secondo molti osservatori siamo ancora in una fase di preparatoria, con i datori di lavoro che si stanno informando e in molti casi non hanno ancora deciso se partecipare o no.
È però un dato di fatto che i limiti di reddito (almeno 20mila euro) chiesti per mettere in regola le colf, e il minimo di 20 ore settimanali richieste per ogni rapporto di lavoro, stanno tagliando fuori molte famiglie e lavoratori. E non mancano le segnalazioni di datori di lavoro che, pur avendo i requisiti, non vogliono regolarizzare la colf e minacciano di interrompere il rapporto di lavoro (nero) di fronte alla sua insistenza.
“Pur ritenendo esagerate certe previsioni della vigilia, ci aspettavamo un afflusso maggiore, anche in base a quanti erano venuti a chiedere informazioni ai nostri sportelli già da agosto. Crediamo però che il grosso delle domande partirà durante l’ultima decade di agosto” dice Pino Gulia, responsabile immigrazione dei patronati Acli.
Secondo Gulia, molti lavoratori domestici sono in piena “contrattazione” col datore di lavoro: “Si stanno mettendo d’accordo per il pagamento del contributo da 500 euro e per quelli successivi, offrendosi spesso di pagare tutto di tasca loro. Oppure, se lavorano per più famiglie, ne stanno convincendo una a dichiarare tutte le venti ore settimanali”.
Le Acli segnalano infine un problema per la sistemazione alloggiativa. “Chi non vive con il datore di lavoro, è spesso in affitto senza un contratto registrato. Quindi in tanti stanno cercando amici disposti a fare una dichiarazione di ospitalità” spiega Gulia.
Ecco il report sulla regolarizzazione (aggiornato alle 13.00 dell’8 settembre)
Elvio Pasca


MODULO PER I MEDICI DI BASE
Regolarizzazione badanti: predisposto dalla Fimmg il modulo guida per i medici di base per certificare la necessità di cure dell'anziano

Sul controverso tema del ruolo attribuito ai medici nella sanatoria per quanto riguarda la certificazione di necessità di cure dell'anziano (dichiarazione che permette di bypassare il vincolo del reddito) riportiamo da MigrantiTorino, su fonte Asgi, il seguente articolo:

Regolarizzazioni badanti, arriva il modulo per i medici di base
Fonte: www.asgi.it
“Soluzione formale” per certificare la non autosufficienza.
I medici di base non potranno stabilire se l’anziano non autosufficiente ha bisogno di una o due badanti, per cui potrà chiedere la regolarizzazione, ma potrà soltanto indicare le ore di assistenza di cui necessita la persona richiedente. È quanto ha affermato Giacomo Milillo, segretario nazionale Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), dopo che al termine della prima settimana della sanatoria su colf e badanti, sono venuti al pettine alcuni dei nodi di un provvedimento che coinvolge in modo ‘strategico’ anche i medici di base. In una situazione tale per cui un anziano con certificato di non autosufficienza non ha bisogno di rientrare nei requisiti di reddito minimo per regolarizzare la badante, mentre chi non ha tale certificato può farlo solo se dichiara un reddito minimo di 20 mila euro l’anno (25 mila se in famiglia ci sono più redditi), il medico di base è chiamato ad un compito critico.
“In questo momento il problema è solo emerso - ha spiegato Milillo -. Non c’è stata una pressione particolarmente intensa. I problemi sono connessi al fatto che si debba certificare la non autosufficienza quando non c’è quella stabilita dalla commissione medica. Una commissione che stabilisce se una persona è invalida oppure no. Quindi dobbiamo esprimerla in modo che sia legalmente corretta”. Al centro dell’attenzione anche il numero di badanti per cui poter chiedere la regolarizzazione. “Noi non siamo in grado di stabilire se sono necessarie una o due persone - ha affermato Milillo -. Possiamo pensare soltanto di quantificare la quantità di assistenza di cui la persona ha bisogno, magari dicendo che le condizioni richiedono assistenza per 24 ore piuttosto che per 12. Però questo può dipendere da diversi fattori. Le badanti integrano quella che è l’attività di sostegno della famiglia e quindi dipende molto da possibilità non solo economiche, anche di risorse umane”.
A tale scopo la Fimmg sta lavorando ad un modello, che verrà ufficializzato in questi giorni, a cui i medici di base potranno attenersi senza temere di commettere errori. “Si tratta di un modello che darà la risposta alle esigenze del legislatore - ha specificato Milillo - tutelando il medico senza esporlo a cose che non può e non è legittimato a fare. Le espressioni del certificato verranno pre-scritte, lasciando al medico il contenuto che è oggetto di valutazione. La legge non consente al singolo professionista di stabilire la condizione di non autosufficienza, è una commissione che deve stabilirlo. In mancanza del certificato della commissione, ci esprimeremo come facciamo quando proponiamo la richiesta di riconoscimento della non autosufficienza. Una soluzione formale. Ai medici daremo indicazione di non dire il numero degli assistenti di cui necessita la persona”. L’attuale sanatoria, infatti, dà al medico di base una voce in capitolo per quanto riguarda la regolarizzazione. Pur non potendo emettere un certificato di non autosufficienza, secondo una circolare ministeriale, l’attestazione della limitazione dell’autosufficienza potrà farla anche un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. “Il medico di base è la persona che conosce più da vicino la condizione del singolo individuo e dell’ambiente familiare - ha spiegato Milillo -. Molto spesso, però, il legislatore fa riferimento alla nostra figura professionale anche senza consultarci, a volte in modo appropriato, a volte no. Purtroppo non siamo stati coinvolti dall’inizio e adesso affrontiamo il problema”.
foto dal sito di MigrantiTorino.it
11 settembre 2009

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22