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DALL'ITALIA

MATURITA'
Anche i "clandestini" possono fare la maturità

Come se non bastassero il caldo e la difficoltà degli esami ci si mette anche la burocrazia anti immigrati a rendere difficile la maturità per gli studenti stranieri. Questa volta però la storia è a lieto fine. Riprendiamo da un articolo redazionale del 12 giugno di Migranti-press in Notizie e appuntamenti:
"ROMA (Migranti-press) Il quotidiano di Napoli Il Mattino aveva dato risalto alla vicenda di una studentessa di Napoli, bravissima a scuola (parla sei lingue), ma ucraina e irregolare, quindi senza codice fiscale e pertanto - secondo il quotidiano - le era impedito l’accesso all’esame di maturità. E lo stesso Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che con una nota precisa: non c’è nessun motivo di legge per cui la ragazza di Napoli non possa affrontare l’esame di maturità, dato che il codice fiscale serve solo per l’anagrafe degli studenti, per entrare nella base informativa del Ministero, ma nulla vale riguardo alla possibilità di sostenere l’esame di maturità. La raccolta del codice fiscale degli studenti è una funzionalità contenuta nell’anagrafe degli studenti, iniziata nel 2005/2006 e proseguita da tutti i governi che da allora si sono succeduti, si legge nella nota del MIUR, che prosegue: “Il controllo dei codici fiscali viene attuato tramite una veridica incrociata con l’Agenzia delle entrate, per verificarne l’integrità e la correttezza e nel caso in cui uno studente fosse, per qualsiasi motivo, sprovvisto del codice fiscale, verrebbe semplicemente escluso dalla base informativa del Ministero, senza alcuna conseguenza per la sua privacy né per la sua possibilità di sostenere l’esame di Maturità”.
Quella in atto - prosegue la nota del Ministero - è una normale attività di gestione e manutenzione del sistema del MIUR, come di qualsiasi altro sistema informativo, e per questo non c’è nessun motivo di legge per cui la ragazza di Napoli non possa affrontare l’esame di maturità. Ogni altra indiscrezione su questa vicenda è priva di qualsiasi fondamento giuridico."
Foto di Francesco Maria su flickr.com
16/06/2009


MALVENUTO
La visita di Gheddafi a Roma

“L'Italia di oggi non è più l'Italia di ieri. Con l'Italia di oggi c'è pace, collaborazione e amicizia”. Questa una delle mielose dichiarazioni di fratellanza del leader libico Muammar Gheddafi che è è stato accolto ieri a Ciampino da Silvio Berlusconi e dal picchetto d'onore. Ha fatto scalpore la foto appuntata sulla divisa del dittatore: ritrae un eroe della resistenza libica contro gli italiani, Omar Al Muktar, noto come il "leone del deserto".
Colpisce lo scalpore evocato dalla foto poiché Omar Al Muktar non ha fatto altro che difendere con la vita i principi proclamati dalla Costituzione italiana e anche perchè il viaggio di Gheddafi era stato presentato come un pieno riconoscimento delle tante barbarie commesse in Libia dall'esercito italiano.
Per le resistenze delle opposizioni il discorso del leader libico, inizialmente previsto nell'aula del Senato, si terrà invece a Palazzo Giustiniani.
La visita chiude un contenzioso storico e riconosce un debito tragico che l'Italia ha nei confronti della Libia ed ha dunque un aspetto positivo.
Peccato che avvenga con tale spolvero di riconoscimenti ad un dittatore che non rispetta i diritti umani e con cui recentemente il nostro governo ha concluso un accordo per il reinvio dei migranti nelle famigerate carceri libiche.
nella foto Omar al Mukhtar preso prigioniero dall'esercito italiano nel settembre 1931
11 giugno 2009


LA PROPOSTA
“Permessi di Soggiorno in Nome di Dio”. I comboniani propongono una manifestazione per il 20 giugno

“Permessi di Soggiorno in Nome di Dio”. Una manifestazione nazionale è stata proposta dai padri comboniani il 20 Giornata Mondiale del Rifugiato. Il testo dell'appello (nella sua interezza nell'allegato):
“Dopo avere parlato con varie associazioni e ci scusiamo con quelle con cui non siamo riusciti ad entrare ancora in contatto, insieme abbiamo deciso di organizzare una manifestazione contro il pacchetto sicurezza attualmente in discussione.
Riteniamo importante che questa manifestazione avvenga il 20 Giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato. In quel giorno ogni associazione potrà organizzarsi secondo le situazioni e gli interessi locali. A questo nostro comunicato seguiranno maggiori informazioni.
Attraverso questa iniziativa invitiamo tutte le associazioni, movimenti, singoli che operano attivamente nei propri territori a distribuire Permessi di Soggiorno in Nome di Dio.
Con questa azione vogliamo dire il nostro no alle attuali politiche sull’immigrazione. È questa un’azione che parte dal diritto di ogni persona ad esistere, ad essere rispettata nella sua umanità, nella sua ricerca di vita democratica e libertà. Il diritto a costruire un futuro per se e per i propri figli. Oggi questo mondo chiede, e noi che ci consideriamo colti e civilizzati siamo chiamati a rispondere, di rispettare quei valori che da anni proclamiamo......."
26 maggio 2009

File allegati all'articolo:

Proposta.pdf



MANIFESTAZIONI
Manifestazioni il 23 a Milano, il 30 a Roma

Indetta per il 23 maggio una manifestazione a Milano. Prevista una nazionale il 30 maggio a Roma in coincidenza con il G8. Gli organizzatori fanno appello a a costruire una settimana di mobilitazioni che dal 23 maggio a Milano passi per due giornate di azione decentrata il 28 e 29 maggio e per la manifestazione globale di Roma del 30 maggio. In allegato la piattaforma della manifestazione.
foto di cinocino su flickr.com
22 maggio 2009

File allegati all'articolo:

manifestazione_piattaforma.pdf



NON GIOCARE
Dichiarazione di Amnesty International Italia dopo i nuovi respingimenti di migranti verso la Libia

Riportiamo la parte iniziale del comunicato di oggi di Amnesty International Italia contro la politica del governo italiano dei respingimenti di migranti verso la Libia.
Nonostante gli appelli provenienti da autorevoli organismi, tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, e le numerose prese di posizione dell’associazionismo e della societa' civile del nostro paese, l’Italia ha proseguito con la politica di ricondurre in Libia le persone soccorse nel Mediterraneo. La settimana scorsa, all’emergere delle prime allarmanti notizie, Amnesty International aveva chiesto all’Italia di non giocare con le vite umane e, assieme alle maggiori organizzazioni umanitarie e di tutela dei rifugiati, aveva rivolto una richiesta urgente di spiegazioni al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Invece di fornire una risposta, chiarendo quali fossero le condizioni e l’identita' delle persone ricondotte in Libia, paese che non ha una procedura di asilo e che non offre alcuna protezione ai rifugiati, il ministro Maroni, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, ha rivendicato nel corso del fine settimana questa politica, che appare il doloroso culmine di una cooperazione con la Libia del tutto incondizionata in materia di diritti umani, condotta da figure istituzionali di spicco dei governi succedutisi negli ultimi anni. e' piu' che mai urgente che l’Italia si rimetta in linea con il diritto internazionale sui diritti umani, a partire dal rispetto del principio di non refoulement (non respingimento) contenuto nella Convenzione di Ginevra del 1951, che vieta di rinviare “in qualsiasi modo” gli esseri umani verso territori in cui sarebbero a rischio di persecuzione. Prendere una decisione prima che una qualsiasi procedura di accertamento dello status individuale abbia luogo e' una prassi che mette a rischio i richiedenti asilo e si pone in netto contrasto con questo principio............
in allegato il testo completo del comunicato
11 maggio 2009

File allegati all'articolo:

Dichiarazione.pdf



MINORI
Minori soli: il 60% fugge dalle comunità di accoglienza. Il rapporto di Save the Children

Riportiamo su segnalazione di Migranti.Torino.it l'articolo sui minori stranieri non accompagnati dal sito www.stranieriinitalia.it
Roma – 28 aprile 2009 - Circa il 60% dei minori stranieri non accompagnati che arrivano in Sicilia, si allontanano dalle comunità in cui vengono accolti. È quanto si legge nel rapporto di Save the Children ”L’accoglienza dei minori in arrivo via mare” che verrà presentato domani a Roma. Sono stati 1.860 i minori stranieri non accompagnati ospitati nelle comunità alloggio sul territorio siciliano da maggio 2008 a febbraio 2009, quasi esclusivamente provenienti da Lampedusa, dove nello stesso periodo sono sbarcati 1.994 minori non accompagnati e 300 accompagnati.
Il 91, 3% dei minori ospitati sono di sesso maschile, a fronte di un 8,7% di sesso femminile, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. In prevalenza provengono dall’ Egitto (27,9%), dalla Nigeria (11,6%), dalla Palestina (11,5%), dall’Eritrea (10%), dalla Tunisia (9,2%), dalla Somalia (7,2%) e dal Ghana (6,3%), confermando un trend che e’ rimasto invariato negli ultimi mesi.
Sono ben 1.119 i minori che si sono allontanati successivamente al collocamento in comunità, per una percentuale pari a circa il 60% sul totale di quelli inseriti nelle strutture, con una maggiore incidenza di egiziani, eritrei e somali. Circa 200 ragazzi, inoltre, a novembre e dicembre, sono stati trasferiti in strutture non destinate all’accoglienza dei minori.
Save the Children: “Mancano posti, fondi e formazione”
“Il territorio siciliano - spiega Valerio Neri, direttore generale di Save The Children Italia - assorbe interamente il flusso dei minori che arrivano via mare a Lampedusa, con conseguenti problemi di sovraffollamento nelle strutture atte all’accoglienza, sia rispetto ai posti disponibili che rispetto al limite massimo consentito dalla normativa. Inoltre, le comunità vengono finanziate dalle Prefetture fino all’apertura delle tutele, successivamente dagli enti locali che spesso hanno problemi di fondi”.
“Sovraffollamento e problemi di copertura finanziaria si traducono nell’abbassamento degli standard di accoglienza proprio nei luoghi che, al contrario, dovrebbero rappresentare per molti ragazzi l’inizio di un percorso di integrazione, adeguata protezione e tutela dei loro diritti. ‘Un numero di fughe così elevato - sottolinea Neri - e’ da imputarsi al peggioramento delle condizioni di accoglienza in comunità, ma anche alla mancanza di informazione sulle opportunità che la legge italiana può offrire a questi ragazzi, nonché di chiari percorsi formativi e professionali per i minori”.
“La gestione dell’accoglienza dei minori sul territorio siciliano - prosegue il direttore generale di Save The Children Italia - deve essere ricondotta ai parametri fissati dalla normativa nazionale e regionale, procedendo alla chiusura delle strutture che non rispettano tali requisiti e al conseguente trasferimento dei minori che vi sono inseriti. Più in generale, comunque e’ necessario agire su tutti i livelli del sistema, da quello nazionale, che è ancora privo di una pianificazione basata sulla previsione degli arrivi, alle Prefetture, e ai Comuni e infine le comunità, affinché si possa garantire un’effettiva protezione e garanzia dei diritti dei minori migranti”.
30 aprile 2009


SAN BABILA
Si trasferisce al centro di Milano la lotta dei rifugiati di Bruzzano

In un articolo del 23 aprile di Ilaria Carra sul sito de l'Espresso la cronistoria della manifestazione a Milano dei rifugiati di Bruzzano:

Un corteo pacifico in centro, al grido obamiano di "Yes we can", che si è trasformato poco dopo in un presidio-maratona tra vari slogan anti-razzisti in piazza San Babila, prima, e in un sit-in di ore in largo Toscanini, poi. Circa un centinaio (sui 300) dei rifugiati politici o richiedenti asilo eritrei, etiopi e sudanesi che martedì sono stati allontanati dall´ex residence di Bruzzano occupato per quattro giorni, nel primo pomeriggio ieri si è dato appuntamento ai Giardini di Porta Venezia per una marcia con cui rivendicare i propri diritti. Ad aprire il corteo un tricolore e diversi striscioni, "Chiediamo al governo italiano di rispettare i nostri diritti", oltre slogan come "Non siamo animali. Vogliamo solo una casa". In piazza San Babila la polizia ha però bloccato il gruppo di rifugiati (cui si sono aggiunti anche gruppi dei centri sociali e connazionali che vivono in città), intenzionato a dirigersi alla rappresentanza milanese della Commissione europea di corso Magenta. Solo una delegazione è stata autorizzata a passare. Ma per una trattativa che si rivelerà inutile: «La questione non sembra di nostra competenza» è stata la risposta del funzionario dell´Ue, Carlo Picozza. A mediare, tra i manifestanti, anche un funzionario dell´Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite, l´Unhcr, arrivato appositamente ieri: «È necessario un ulteriore sforzo per l´integrazione - ha commentato Riccardo Clerici - la cosiddetta seconda accoglienza che ha bisogno di risorse e di tempo».
Molto critico il vicesindaco, Riccardo De Corato, sul blocco del centro, in tilt per diverse ore: «Ancora una volta Milano paga il conto dei centri sociali che hanno assunto la regia della rivolta dei rifugiati politici per creare caos». Dure critiche al Comune piovono, invece, dall´associazione pro immigrati Naga, dalla Cgil e dal Consiglio italiano per i rifugiati: «È stato incapace di offrire accoglienza civile». Il presidente della Provincia, Filippo Penati. ha parlato di «esagerazioni ed errori», ma ha escluso di ospitare i rifugiati al consiglio provinciale, come andò quattro anni fa per gli sgomberati da via Lecco.
Alla fine, dopo ore di trattativa in strada e con già una notte alle spalle all´aperto del giardino dell´ex Pini, i rifugiati verso le nove e mezza di sera hanno accettato di trascorrere la notte nel dormitorio di padre Clemente Moriggi di via Saponaro, che ha reso disponibile una novantina di posti letto. Gli altri cento "invisibili" che erano a Bruzzano, ieri sparsi per la città, hanno deciso invece di dormire da amici. «Per questa notte va bene», ha commentato il loro portavoce Paulus Jakob, eritreo, 35 anni. Ma oggi, oltre ad attendere gli esiti di una riunione tra rappresentanti di Ue, Onu e Comune, i rifugiati torneranno a chiedere una struttura stabile.
24 aprile 2009


 


PINAR
Sbarcati ieri a Porto Empedocle i profughi della Pinar

Sono arrivati a Porto Empedocle, dopo giorni di litigi diplomatici fra Italia e Malta, i 145 profughi della Pinar. Tra loro il corpo senza vita di una giovane nigeriana che portava in grembo il suo bimbo. I migranti, molto provati, sono stati soccorsi da marinai e volontari dopo una fase lunghissima e colpevole di indugi e di braccio di ferro tra le nostra autorità e quelle di Malta su a chi spettasse l'onere del soccorso in mare.
La vicenda si è risolta con la decisione del governo italiano di accogliere per motivi umanitari gli immigrati e relativa protesta diplomatica con Malta e invito ad un atteggiamento più fermo nei confronti di Malta alla Comunità europea da parte del ministro Maroni.
foto dal blog di Panorama
21 aprile 2009


PUBBLICATO
In Gazzetta Ufficiale il decreto flussi stagionali 2009. Le domande dalle 8 di domani

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto flussi stagionali 2009 che da il via libera a 80mila ingressi
Dalle ore 8 di domani, mercoledì 15 aprile, sarà possibile cominciare ad inviare le domande.
foto di Subterrain_Homesick_Alien su flickr.com
in allegato il testo (del resto già noto) del decreto
14 aprile 2009


CANCELLA LA TRATTA
In onda dal 22 marzo al 4 aprile sulle reti Rai lo spot del ministero dell’Interno contro la tratta degli esseri umani

"La tratta cancella le persone, tu puoi cancellare la tratta". E' questo lo slogan dello spot contro il fenomeno della tratta degli esseri umani realizzato dal ministero dell’Interno, in collaborazione con il dipartimento per le Pari Opportunità che andrà in onda fino al 4 aprile sulle reti radiotelevisive della Rai.
Questo fenomeno, purtroppo ancora oggi molto diffuso in tutto il mondo e nel nostro Paese, non coinvolge più solo le donne, ma anche i bambini e gli uomini secondo una strategia che mira a sfruttare i "corpi" in quanto oggetto di desideri sessuali, ma anche in quanto forza lavoro da impiegare, in condizioni disumane, nel mercato del lavoro nero.
Nell’ambito dell’ “Operazione Pentametro - G6 Awareness Raising Campaign”, (un'iniziativa tra i paesi dell'Unione Europea con maggiore popolazione) sono state previste alcune azioni di comunicazione finalizzate al contrasto della tratta ed è in questa cornice che si inseriscono gli spot, uno televisivo ed uno radiofonico, della durata di 30 secondi realizzati con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della gravità del fenomeno e della sua complessità promuovendo l’utilizzo del Numero Verde antitratta 800.290. 290 sia da parte dei cittadini, sia da parte delle vittime potenziali.
Lo spot, infatti, mira a fare emergere la natura criminosa del traffico di esseri umani, responsabilizzando l’opinione pubblica sul tema, coinvolgendola nell’azione di contrasto.
articolo ripreso da Migranti.Torino.it
31 marzo 2009


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