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EDITORIALE ARABO

RAZZISMO
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AKPADJA YAOGAN

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LA PEDIATRA
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STORIE SENZA CONFINI

PER UN AMICO

E’ stato istituito un premio per ricordare la memoria di Dino Frisullo storico militante pacifista morto nel 2003, da sempre impegnato a fianco degli immigrati e della causa curda. L'iniziativa (sostenuta dalla Regione Lazio e realizzata con il contributo dei centri di servizio per il volontariato del Cesv-Spes) è stata promossa dalle associazioni "Azad" - di cui Frisullo è stato per anni il presidente - e "Senzaconfini", una delle prime associazioni, se non la prima, che si mosse in Italia in campo laico a favore dei migranti. Il premio e' destinato a giovani uomini e donne, immigrati e italiani, per valorizzare studi, tesi di laurea e di dottorato che abbiano per tema e oggetto di indagine le migrazioni, l'asilo, le lotte dei popoli per l'autodeterminazione. Il bando di concorso è scaricabile dal sito www.cesv.org e la scadenza per l'invio delle tesi è fissata per il 5 maggio.
7 marzo 2007


RUMBEK

A Centallo, venerdì 2 marzo alle 21, presso la sala delle mappe di via Maria Isoardi n.7, serata benefica a con l’associazione “Dialoghi” in collaborazione con la sede Acli provinciale. Obiettivo della serata: raccogliere offerte per un ospedale in Sudan.
Nella serata verranno presentati due libri:
1) Chicchi di riso – autore il dott. Gianfranco Conforti
2) Quanti sono i Pedro? – racconti di viaggio, di incontri, di me - autrice prof. Franca Formento
Il ricavato della serata sarà interamente devoluto al Comitato di Collaborazione Medica (C.C.M.), organismo non governativo di volontariato internazionale, di cooperazione allo sviluppo, che opera principalmente nel settore sanitario.
L’obiettivo dalla serata centallese di “Dialoghi” è devolvere il ricavato all’Ospedale di Rumbek, capitale ad interim del nuovo Sudan, per consolidare la struttura ospedaliera e perfezionarne la potenzialità di centro sanitario di riferimento regionale.
In tale modo si potrà contribuire al miglioramento delle condizioni sanitarie delle popolazioni residenti nella contea di Rumbek e della regione di Bahr El Gazal.
Durante la serata proposta da “Dialoghi” è previsto l’intervento di uno dei responsabili del C.C.M., il prof. Giuseppe Meo, sequestrato alcuni anni fa dai guerriglieri sudanesi.
1 marzo 2007


ALEJANDRO FERNANDEZ

Riceviamo dalla rivista interattiva MUJER LATINA il seguente appello che giriamo ai nostri lettori:
“APOYEMOS A NUESTROS TALENTOS. PROXIMA MUESTRA DEL PINTOR PERUANO ALEJANDRO FERNANDEZ
Per info: MUJER LATINA Tu revista interactiva! Registrada en el Tribunal de Milán No.07-03/01/06 Via de Amicis 31, 20090 Segrate (MI) Telf.: 02-97373153 Cel.: 388-9259018 www.mujerlatina.it
26 febbraio 2006


IMPRESA ETNICA

IMPRESAETNICA, La voce degli imprenditori immigrati e LA FNSI (Federazione nazionale della stampa) presentano la 1a edizione di VOCI,VOLTI,VISIONI di imprese etniche. La reputazione delle imprese immigrate e la comunicazione della loro diversità. Giovedì 1° marzo 2007 al Circolo della Stampa, Palazzo Serbelloni – sala Montanelli Corso Venezia, 16 Milano ore 10-16,30.
Preview-press conference lunedì 26 febbraio 2007 presso l’ Associazione della stampa estera, Milano - Italian Foreign Press club via Principe Amedeo, 5 Milano ore 11,30
Per ulteriori dettagli e informazioni: segreteria organizzativa: tel. 3349502474-3384459460
fax 02-3495230 Email: vocivoltivisioni@impresaetnica.it
20 febbraio 2007


le poesie della migrazione

Nata in Albania, cittadina italiana da qualche anno, Mimoza Sali fa risuonare la lingua del suo nuovo "secondo paese" di accenti inconsueti

RIDETE (Mimoza Sali, Bra 18 febbraio 2007)

Ridete
anche quando perdete
la perla più preziosa della collana della vita,
ridete;
anche quando la morte piange
e la vita sorride.
Anche le campane quando suonano
solo da una parte,
ridete;
perché un respiro in meno
in questo ritmo frenetico….
non cambia la coscienza a questo mondo.
Strappate le nuvole di disperazione
o gente,
non costa il sorriso,
e le lacrime...
non hanno nessun valore.

Mimoza Sali


Per non dimenticare Fodé Touré Keita e Alacine Keita.

Brano proposto da Mohamed Nassiri, Bra 5 febbraio 2007

La giornata si annunciava splendida. Erano le sei e un quarto del 3 agosto. Un sole rosso sorgeva sull’aeroporto di brucelle-zaventem. Il Boeing 747 della Sabena atterrò in orario. Mentre i passeggeri, con gli occhi ancora pieni di sonno, scendevano la scaletta per raggiungere le due navette, un controllore in tuta bianca fece il giro dell’ apparecchio.
Dal vano del carrello di atterraggio sinistro uscivano tre dita di una mano, aggrappate al bordo della paratia. Il controllore si avvicinò e nel carrello di atterraggio scoprì i corpi rannicchiati di due adolescenti, neri e fragili, con i tratti del viso irrigiditi dal terrore. Erano quelli di Fodé Touré Keita e Alacine Keita, due ragazzi di quindici e quattordici anni, provenienti dalla Guinea, che indossavano solo un paio di pantaloncini, sandali e camicia.
Il vano principale del carrello di un Boeing 747 contiene sedici grosse ruote. Il compartimento, ampio e alto due metri, si può aprire dalla cabina di pilotaggio, ma quando l’ aereo si trova sulla pista chiunque, purché riesca a eludere la sorveglianza del personale addetto alla manutenzione, può intrufolarvisi.
Durante il volo, a velocità di crociera, un Boeing 747 raggiunge gli undicimila metri; a quell’altezza la temperatura esterna è di cinquanta gradi sotto zero.
I due adolescenti erano probabilmente entrati nel vano del carrello durante lo scalo a Conakry.
Nella tasca della camicia di Fodé, il controllore trovò un foglio, accuratamente ripiegato e coperto da una scrittura incerta:
“se vedete che noi sacrifichiamo la nostra vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa. Ma vogliamo studiare e vi chiediamo di aiutarci per essere come voi, in Africa…
infine vi preghiamo di scusarci molto per aver osato scrivervi questa lettera, a voi, grandi personaggi a cui dobbiamo molto rispetto. E non dimenticate che è con voi che dobbiamo lamentarci della debolezza della nostra forza in Africa”
L’ufficio europeo delle Nazione Unite ha pubblicato il facsimile di questa lettera in E/CN.4/2000/52, Ginevra 2000. La tragedia è accaduta nel 1999.


Tratto dal libro di Jean Ziegler, “La privatizzazione del mondo. Padroni, predatori e mercenari del mercato globale”, Marco Tropea Editore, 2003, euro 15.50






Aumentano i matrimoni misti, ma spesso non hanno successo. In Italia nel 2005 secondo un’indagine dell’ Eurispes i matrimoni con almeno un coniuge straniero hanno sfiorato il 15% del totale contro il 3% dell'inizio degli anni novanta.
In valori assoluti, si è passati dai 9.974 matrimoni misti del 1993 ai 35.889 del 2005: i matrimoni misti sono quindi più che triplicati in 12 anni.
Il fenomeno è particolarmente significativo in Toscana (19,2%, nel Trentino (18,7%) e in generale nelle regioni del Nord. La maggior parte delle mogli straniere arriva da Romania, Polonia e Brasile, invece marocchini, tunisini e albanesi prevalgono tra i come mariti.
Alto il tasso delle separazioni: una coppia su tre si separa e il tasso di divorzio è circa il doppio di quello italiano. La spiegazione forse va ricercata nel matrimonio talvolta usato come scorciatoia per ottenere la cittadinanza italiana e nella difficoltà del rapporto interculturale
29 gennaio 2007


SOLIDARIETA'

Cena di solidarietà con i profughi del Darfur a Settimo Torinese il 28 Gennaio alle ore 19.30 presso la locanda "Re Artù" di Settimo Torinese, in Via Astegiano 18. La organizzano il CaffeBasaglia, le Associazioni Arci Ciopp (Comitato Internazionale oltre la patologia psichiatrica) e SUR-Società Umane Resisenti, in collaborazione con la Casa dei Popoli di Settimo Torinese, in solidarietà con i profughi del Darfur attualmente ospitati presso i Circoli ARCI "Caffè Basaglia" e "Fucina del Lampadiere" di Torino. Offerta minima 15,00 Euro.
Riportiamo dalla comunicazione degli organizzatori:.
“Oggi i nostri amici del Darfur continuano ad essere ospitati, con sistemazioni di fortuna, presso i nostri Circoli. Dopo laboriose trattative, il Comune di Torino si è impegnato a garantire un aiuto economico per la risoluzione del problema per un periodo di almeno sei mesi.Tale sostegno diventerà operativo non prima di metà febbraio. Nel frattempo, i profughi del Darfur devono poter esaurite.
Per questo il 28 gennaio ci troveremo tutti insieme per parlare di ciò che succede in Darfur, per conoscere direttamente alcuni dei ragazzi che ospitiamo, per condividere con loro un "piatto povero" della loro terra, per ascoltare, dal vivo, un'interprete della tradizione musicale africana.
26 gennaio 2007


RIFUGIATI

Gli scatti di grandi fotografi per Medici senza frontiere: " Se fosse successo a te. Viaggio in un campo per rifugiati", mostra fotografica itinerante. A Milano dal 10 al 20 gennaio alla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. Riprendiamo da “Redattore sociale” del 10/1/2007 gennaio una parte della presentazione della mostra:
L’obiettivo di grandi fotografi come Sebastiao Salgado, Sven Torfinn, Hugues Robert, Simon C. Roberts, Patricia Rincon Mautner, Espen Rasmussen, Bart Meimann, Sebastian Bolesch, Tom Koene e Francesco Cocco per dare un volto ai rifugiati e agli sfollati. Far conoscere cos’è un campo rifugiati, come si vive e quali sono i bisogni essenziali al suo interno, chi risponde a tali bisogni, perché sono così tante le popolazioni costrette alla fuga, quali sono i loro diritti oggi e soprattutto le loro speranze per il futuro. È questo il tema della mostra fotografica itinerante "Se fosse successo a te. Viaggio in un campo per rifugiati", che si apre oggi, fino al 20 gennaio, alla stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi, momento conclusivo del tour nazionale partito dalla stazione di Catania con tappe a Caserta e Perugia. Il reportage, promosso da Medici senza frontiere, Centostazioni - società impegnata nella valorizzazione e gestione di 103 stazioni ferroviarie italiane - e Politiche sociali del Gruppo Ferrovie dello Stato, è composto da 11 fotografie a colori realizzate in Sudan, Congo, Federazione Russa, Colombia, Ciad, Somalia, Etiopia, Afghanistan, Angola e Lampedusa. A chiusura dell’appuntamento, il 19 gennaio alle 17.30, è previsto un incontro con i cittadini, con la lettura di testimonianze di immigrati sul tema della fuga e del viaggio, a cura di attori professionisti con la regia di Paolo Castagna e un concerto dal vivo di musica jazz a cura del maestro Enrico Intra.
12 gennaio 2007


LE POESIE DI ANDA

Riceviamo alcune poesie in italiano ed albanese di Anda Bozo studentessa del Liceo di Cuneo che giriamo ai nostri lettori.

IO SOGNO IL MIO SOGNO
Respiro guerra, respiro dolore
Respiro sofferenza, respiro rancore
Il buio mi acceca
Il silenzio mi sveglia
E tutto è finito
E tutto un tono
E tutto una terra
E tutto unico
E tutto un sogno.

A VOLTE PER UNA VOLTA VORREI ESSERE IO
A volte mi sembra di essere una frase lasciata a metà,
a volte mi sembra di essere una lacrima appesa a un filo,
a volte mi sembra di essere un urlo che non urla
a volte mi guardo allo specchio e dico: quella sono io.

LA VITA E POI
La vita è un fiume a volte senza acqua
La vita è la mia strada a volte fatta di nebbia
La vita è la mia orma a volte senza mani
senza piedi senza parole
La vita è la mia ombra che a volte si nasconde
La vita è la piu grande domanda
che io mi sia fatta in tutta la mia vita
La vita è la mia partenza
la vita è il mio arrivo
La vita è la casa che vorrei sempre avere
per tutta la mia vita.
La vita è ciò che appare
la morte è ciò che resta.

KUR RETE BEJNE DASHURI
Kur rete bejne dashuri
ne rruge asnjeri
kur rete bejne dashuri
libri im je ti.
Kur rete bejne dashuri
reshkasin dallget, dritat, rruget
kur rete bejne dashuri
ngjyrat perzihen me gri.
Kur rete bejne dashuri
ne rruge bie shi.

NJE SY JASHTE DRITARES
Nen qiellin e kalbur,
xhame te thyera
rruge te vrara
drita te ndezura
makina shurdhuese
kepuce te ngjyrosura me balte
qendra qe flet shqip.
Nje pallat i djegur,
i lagur me lotet e lodhura te shiut.
Nje flamur i kuq me dy koka shqiponje te zeza
qe perkedhel qytetin me njerez
te qendisur ne pluhur.
Pak me larg Skenderbeu
degjon ngyrat qe levizin pa fund
çdo dite, çdo nate
gjithnje atje
pa fund.

KODRA IME QUHET...
Kodra ime quhet
e lashte, e vjeter, e lodhur
kodra ime quhet
moderne, punetore, barbare
kodra ime quhet
e varfer, jetime, e dehur
kodra ime quhet
ortodokse, katolike, musulmane
kodra ime quhet
e qeshur, e merzitur, balerine
kodra ime quhet
e lagur, e thate, tregetare
kodra ime quhet
injorante, fisnike, tradhetare
kodra ime quhet
e kuqe, e zeze, e eger
kodra ime quhet
shtepia
kodra ime quhet
Shqiperia.

16 dicembre 2006


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