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DALL'ITALIA
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CARTA IDENTITÁ
Le nuove disposizioni relative al rilascio e alla durata di validità della carta di identità si applicano anche ai minori stranieri che però non potranno utilizzarla per l’espatrio
Soppressione del limite minimo di età dei minori per il rilascio della carta di identità e durata di validità del documento subordinata all’età del minore. Sono queste le principali novità rese note dalla circolare n. 15 del 26 maggio 2011 del Ministero dell’interno che da attuazione all’articolo 10 del decreto legge 13 maggio 2011 “Prime disposizioni urgenti per l'economia” che ha modificato il regime di rilascio della carta di identità. In particolare, non vi sarà più bisogno di avere almeno 15 anni per ottenere la carta d’identità e la durata del documento dipenderà dall’età del titolare: quella rilasciata ai minori di tre anni avrà una validità di tre anni, mentre quella rilasciata ai minori di età compresa fra i tre ed i diciotto anni avrà una validità di cinque anni. Non cambiano invece le regole per il rilascio ai minori della carta d’identità valida per l’espatrio: è necessario l’assenso dei genitori o di chi ne fa le veci, oltre che la dichiarazione di assenza di motivi ostativi all’espatrio. Con le nuove disposizioni il minore di anni quattordici può usare la carta d’identità ai fini dell’espatrio solo se viaggia in compagnia di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, o se viene menzionato – su una dichiarazione rilasciata da chi più dare l’assenso o l’autorizzazione, convalidata dalla questura o dalle autorità consolari – il nome della persona, dell’ente o della compagnia di trasporto a cui il minore è affidato. La circolare infine precisa le nuove disposizioni relative al rilascio e alla durata di validità del documento ai minori si applicano anche alle carte d’identità rilasciate ai minori stranieri che comunque restano non valide per l’espatrio. Fonte: articolo di Maria Rita Porceddu su ImmigrazioneOggi 7 giugno 2011
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O' SCIA'
Lampedusa: 2-3-4 giugno 2011. Raduno-concerto di solidarietà agli isolani, accoglienza ai profughi, riconoscenza ai soccorritori
Lampedusa: 2-3-4 giugno 2011. La Fondazione O’Scia’ (Baglioni) , la Nazionale Italiana Cantanti e l'Associazione Artisti Amici insieme per iLampedusa Sùsiti danno vita ad un'iniziativa di solidarietà agli isolani, accoglienza ai profughi, riconoscenza ai soccorritori. Riprendiamo dal comunicato degli organizzatori: Un grande raduno-concerto a più voci e a più strumenti - venerdì 3 giugno, al porto di Cala Pisana - con Claudio Baglioni e un’intera squadra di interpreti, cantautori e musicisti; concerto anticipato da una partita di calcio amichevole di solidarietà tra la Nazionale Italiana Cantanti(nel trentennale della sua storia) e il Lampedusa Calcio (giovedì 2, presso il campo sportivo) e seguito - nella giornata di sabato 4 – da una serie di performance artistiche itineranti, nei luoghi più suggestivi e simbolici dell’isola. Sono i momenti salienti di Lampedusa Sùsiti (in siciliano, “alzati, sollevati, tirati su”), la tre-giorni - organizzata da Fondazione O’Scia’ e Claudio Baglioni insieme alla Nazionale Italiana Cantanti NIC e Associazione Artisti Amici AAA - per trasmettere solidarietà agli isolani, accoglienza ai profughi e riconoscenza ai soccorritori. La tre giorni - che prevederà, tra l’altro, un incontro di ringraziamento a quanti (Forze dell’Ordine, operatori del soccorso, organizzazioni internazionali, mediatori culturali, volontari) dedicano tempo, energie, passione e professionalità alla gente delle pelagie e al popolo di migranti e rifugiati - intende lanciare, all’Italia, all’Europa e a tutto il bacino del Mediterraneo, un messaggio di sostegno, partecipazione e speranza. Molti tra gli artisti che eccezionalmente animeranno in team questo evento, hanno già portato, individualmente, la loro testimonianza a Lampedusa, in occasione delle edizioni della rassegna O’Scia’, la tradizionale settimana di musica e incontri che tra settembre e ottobre, vede i più grandi nomi dell’arte, della cultura e dello spettacolo italiani e internazionali riunirsi sull’isola, per promuovere il valore dell’integrazione e preservare l’immagine pubblica di una delle aree marine più belle del Mediterraneo e del mondo intero. Lampedusa Susitisi si avvale dell’indispensabile aiuto del Ministero dei Beni e Attività Culturali e di Blue Panorama. 1 giugno 2011
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DOPPIA ESPULSIONE E SANATORIA
La c.d. “doppia espulsione” non è ostativa alla sanatoria colf e badanti del settembre 2009. Il comunicato dell'Asgi
Comunicato stampa ASGI dell’11 maggio 2011 La c.d. “doppia espulsione” non è ostativa alla sanatoria colf e badanti del settembre 2009: lo stabilisce un’importante sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (massimo organo della giustizia amministrativa), in data 10.5.2011, ha definitivamente messo la parola fine alla controversa questione della ’ammissibilità alla regolarizzazione 2009 di colf e badanti degli stranieri condannati per non avere eseguito le espulsioni (si tratta di un meccanismo complesso della legge Bossi-Fini secondo cui lo straniero espulso deve allontanarsi immediatamente e se non lo fa viene arrestato e penalmente punito). Secondo una circolare del Capo della polizia non poteva beneficiare della regolarizzazione lo straniero che aveva avuto una condanna di quel tipo. Sulla questione la giurisprudenza si è divisa sino alla decisione di ieri dell’Adunanza Plenaria che ha deciso la non ostatività di quei tipi di condanna. La decisione giunge dopo la nota sentenza della Corte di giustizia dell’U.E. del 28 aprile scorso che ha decretato il de profundis dei reati della Bossi-Fini di inosservanza della espulsione, in quanto incompatibili con la disciplina comunitaria delle decisioni di rimpatrio. Conseguentemente il Consiglio di Stato, ritenendo abolito tale reato ha deciso che le relative condanne non possono essere ostative alla regolarizzazione del 2009. Termina così felicemente l’odissea – durata oltre un anno e mezzo – di colf, badanti e datori di lavoro (italiani e non) che potranno finalmente regolarizzare i loro rapporti di lavoro e, con essi, evitare le pesanti sanzioni penali, amministrative e contributive. Tale decisione si inserisce felicemente nel novero dei provvedimenti giudiziari che hanno cassato talune innovazioni fortemente volute dall’attuale compagine governativa in materia di immigrazione: - aggravante di clandestinità: dichiarata incostituzionale nel 2010; - omessa esibizione del permesso di soggiorno da parte di irregolari: abolitio criminis ad opera delle Sezioni Unite della Corte di cassazione il 24.2.1011; - reato di disobbedienza all’ordine di allontanamento: incompatibile col diritto europeo e pertanto abolito per opera della CGE e di tre sentenze della Corte di cassazione del 28 aprile; - esclusione dalla sanatoria del 2009 per “doppia espulsione”: illegittima ad opera del Consiglio di Stato. Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione 13 maggio 2011
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"CRITICITA'"
Il governo contro la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. La risoluzione approvata alla Camera
“Intraprendere ogni iniziativa finalizzata al superamento delle criticità conseguenti alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea”. È quanto contenuto nella risoluzione approvata il (4 maggio) dalla Camera (309 sì, 294 no) che impegna il Governo sui temi della crisi libica e l’immigrazione proveniente dai Paesi nordafricani. La mozione, i famosi “6 punti” richiesti dalla Lega nord dopo che il premier Berlusconi ha autorizzato i caccia italiani a partecipare attivamente ai raid aerei contro la Libia, chiede anche al Governo di “confermare gli impegni internazionali dell’Italia e a dare piena attuazione alla risoluzione n. 6-00071 dell’Onu, promuovendo il reale concorso di tutti i Paesi alleati rispetto alle ondate migratorie in essere, all’asilo dei profughi e al contrasto dell’immigrazione irregolare”. In arrivo dunque un'offensiva, non si sa ancora su quali espedienti legislativi e giuridici fondata, che mira a reintrodurre surrettiziamente quel reato di clandestinità, fondamento della politica della Lega sull'immigrazione che la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea ha recentemente bocciato. 10 maggio 2011
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RIVOLUZIONE COPERNICANA
La Corte di giustizia dell'Unione europea boccia il reato di clandestinità. Colpita la norma più importante della politica sull'immigrazione della Lega, rilevanti le conseguenze pratiche
La sentenza (che si badi bene non mette in discussione il diritto degli stati membri di regolare gli ingressi e di provvedere, sia pure in maniera premiale e graduale, alle espulsioni) con la quale la Corte di giustizia dell'Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità invita “il giudice nazionale a disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alle disposizioni della direttiva -segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni-”. In tutta evidenza, al di là degli effetti pratici ancora da definire, ma senz'altro rilevanti, si tratta di una bocciatura totale del reato di immigrazione clandestina che è stato il caposaldo della politica sull'immigrazione del governo Berlusconi e che fu presentato da Maroni come la “Rivoluzione copernicana” introdotta dalla Lega nella legislazione in materia. 29 aprile 2011
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BENEDETTO XVI
La "vicinanza" del Papa risolve il caso dei Rom che occupavano la basilica di San Paolo dopo lo sgombero del campo di Casal Bruciato. La coda di paglia del sindaco Alemanno
Si è ufficialmente conclusa nella serata di Pasqua 24 aprile l'occupazione pacifica della basilica di San Paolo portata avanti da parte di un centinaio di rom sgomberati venerdì 22 aprile da un campo abusivo a Casal Bruciato, ai margini della capitale. I nuclei familiari sono stati tutti ricongiunti (una delle richieste più pressanti dei rom) e successivamente, a bordo di autobus, sono partiti per raggiungere i centri della cooperativa sociale Domus, messi a disposizione dalla Caritas. Grande la soddisfazione dei rappresentanti delle numerose associazioni di volontariato che hanno assistito i rom nei tre giorni di lotta. La notizia dell'intervento della Caritas è arrivata domenica pomeriggio, insieme alla vicinanza espressa da Papa Benedetto XVI attraverso monsignor Filoni, recatosi personalmente alla basilica. Il Vaticano ha auspicato che la soluzione trovata “preluda ad una sistemazione stabile adeguata” e ha sottolineato come le soluzioni approntate insieme alla Caritas abbiano evitato di separare i nuclei familiari, garantendo alle famiglie di “restare unite”. In grande affanno il sindaco Gianni Alemanno, che ha vinto le elezioni grazie alla propaganda contro i rom, e la cui amministrazione è stata caratterizzata da uno sgombero dietro l'altro di campi rom, senza sapere e volere approntare nessuna soluzione alternativa. L'intervento del Papa e l'ansia per il voto cattolico, decisivo anch'esso per il suo futuro politico, hanno costretto Alemanno ad una reazione imbarazzata e decisamente contraddittoria nei contenuti. Alemanno ha dunque ringraziato la Caritas di Roma per “il suo intervento decisivo” precisando però che questo “non modifica in nulla l'atteggiamento della sua amministrazione rispetto all'emergenza nomadi” e annunciando che “andrà avanti il programma di sgombero dei campi nomadi abusivi”. La politica cioè che ha portato allo sgombero del campo di Casal Bruciato e alla successiva occupazione di San Paolo per la cui risoluzione ha giustappunto ringraziato la Caritas. 27 aprile 2011
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SI PASSA (DI NUOVO)
Giornata convulsa alla frontiera di Ventimiglia. Prima la Francia apre le frontiere ai tunisini con il permesso di soggiorno provvisorio, poi le blocca, in serata le riapre. Il “Treno della Dignità”
Giornata di tensione sabato a Ventimiglia, vicino al confine con la Francia. Dopo una mattinata tranquilla in cui i primi tunisini muniti del permesso di soggiorno provvisorio riuscivano a passare a partire dalle 12 le autorità francesi hanno disposto il blocco di tutti i treni diretti in Francia mentre un reparto della Compagnie republicaine de securite (Crf) è stato schierato al confine ferroviario di Mentone. La situazione si è fatta ancora più tesa quando alle 12.30 è arrivato a Ventimiglia il «Treno della dignità» proveniente da Genova, a bordo del quale viaggiavano centinaia di attivisti per i diritti umani, insieme con molti migranti nordafricani diretti in Francia. Di fronte alla chiusura della ferrovia è nata una manifestazione ed ad un certo punto i manifestanti hanno occupato i binari. Alle 18 le autorità francesi hanno smantellato il presidio a difesa della frontiera di Mentone e dopo le 19.00 è ripresa la circolazione dei treni a Ventimiglia sia in direzione della Francia sia verso l'Italia. 17 aprile 2011
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LA CIRCOLARE
In allegato la circolare che concede il del permesso di soggiorno umanitario agli immigrati dal Nord Africa. Nel frattempo Francia, Germani e Comunità Europea negano che possa valere per l'espatrio
Permesso di soggiorno per motivi umanitari agli immigrati dal Nord Africa: il testo del decreto 5 aprile 2011. Possono richiederlo gli immigrati dal Nord Africa entrati in Italia dal 1 gennaio al 5 aprile 2011. Con DPCM firmato il 5 aprile, in attesa di pubblicazione nella GU, il Governo ha stabilito le condizioni del rilascio ed i contenuti del permesso di soggiorno umanitario agli immigrati dal Nord Africa. In particolare: - la protezione umanitaria è concessa ai cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa giunti in Italia dal 1 gennaio alla mezzanotte del 5 aprile di quest'anno; - il permesso di soggiorno deve essere richiesto entro otto giorni dalla data di pubblicazione del decreto in GU ed è rilasciato dai questori con procedure d'urgenza; - il permesso di soggiorno ha una validità di sei mesi; - il permesso di soggiorno, esibito insieme ad un documento di viaggio, consente la circolazione nell'area Schengen fino a tre mesi (nel rispetto delle condizioni stabilite dalla Convenzione, ndr); - chi ha già presentato domanda di protezione internazionale può rinunciare alla richiesta e chiedere il permesso per motivi umanitari; - il permesso di soggiorno non può essere rilasciato: a chi ha subito un provvedimento di espulsione notificato prima del 1 gennaio 2011; a chi è stato denunciato o condannato per reati previsti dagli artt. 380 e 381 del cpp, con esclusione dei reati concernenti la violazione del divieto di ingresso imposto agli espulsi o dell'ordine di allontanamento del questore; a chi è ritenuto socialmente pericoloso. Dopo il diniego di Francia e Germania a considerare validi questi documenti per l'espatrio, si è conosciuto il 10 sera il contenuto di una lettera preparata dalla Commissaria europea Cecilia Malmstrom venerdì scorso e inviata al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in cui si dice che il decreto firmato giovedì da Berlusconi non fa scattare "automaticamente" la libera circolazione nell'area Schengen. Nella lettera, di cui l'Ansa è venuta in possesso, si sottolinea anche che, "al momento", "non sussistono le condizioni per attivare la direttiva 55 del 2001 sulla "protezione temporanea". 11 aprile 2011
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File
allegati all'articolo:
dpcm_5_4_2011.pdf
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PERMESSO TEMPORANEO
Firmato l'accordo con la Tunisia, concesso un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi ai tunisini arrivati quest'anno in Italia
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha firmato ieri sera l'accordo con la Tunisia in materia di immigrazione, al termine di un negoziato durato tutta la giornata. "Abbiamo sottoscritto oggi un accordo tecnico sulla cooperazione tra i due Paesi contro l'immigrazione clandestina: oltre al rafforzamento della collaborazione tra forze di Polizia, previsti anche rimpatri", ha spiegato Maroni, dopo la firma dell'intesa a Tunisi. Si tratta, ha aggiunto il ministro, "di interventi di prevenzione nei confronti dell'immigrazione clandestina, che ci consentono di chiudere il rubinetto" dei flussi di immigrati irregolari "che è quello che intendiamo fare in piena collaborazione con le forze di sicurezza tunisine, collaborando e fornendo loro tutti i mezzi necessari". Il tempo si incaricherà di dimostrare quanto queste affermazioni reticenti e propagandistiche corrispondano alla verità. Per intanto il risultato dell'accordo avrà come effetto pratico la concessione del permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi ai tunisini arrivati quest'anno in Italia (sono circa 20mila). Il visto permetterà ai migranti di muoversi nell'area dei Paesi europei che hanno sottoscritto gli accordi di Schengen ma la Francia ha già annunciato che esaminerà la conformità al trattato di Schengen del visto temporaneo che l'Italia rilascerà ai migranti che arrivano a Lampedusa, per verificarne l'aderenza ai principi europei che regolano la libera circolazione delle persone in Europa. Il permesso non varrà per i migranti che arriveranno in Italia successivamente all'entrata in vigore del provvedimento. 6 aprile 2011
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GELO
Nessun accordo sull'immigrazione clandestina secondo il il ministero degli Esteri tunisino
Cattive notizie per il governo italiano che sperava di risolvere l'emergenza profughi con un accordo con il governo tunisino che permettesse il rimpatrio dei profughi stessi entro un mese. Invece nessun accordo sull'immigrazione clandestina - puntualizza il ministero degli Esteri tunisino- è stato firmato con l'Italia lo scorso 25 marzo durante la missione a Tunisi dei ministri Frattini e Maroni. Viene quindi rivolto l'appello al governo italiano affinché mostri "solidarietà con il popolo tunisino in questo importante periodo di transizione "sul fronte dell'immigrazione e ricorda che la Tunisia stessa sta facendo i conti con un afflusso di oltre 150 mila rifugiati dalla Libia che "sono stati accolti dal popolo tunisino» malgrado «la difficile situazione che attraversa il Paese". Secca la replica dall'Italia. Fonti del governo fanno sapere che Maroni e Frattini hanno concordato con le autorità tunisine il rimpatrio immediato e progressivo - nel giro di un mese con navi e aerei - di tutti i cittadini del paese nordafricano arrivati a Lampedusa quest'anno, sulla base dell'accordo tra i due Paesi sottoscritto il 6 agosto 1998 e rinnovato nel gennaio del 2009. Non c'era dunque da firmare un nuovo accordo. Ma quell'impegno non è stato rispettato. Da Roma è stata infatti inviata a Tunisi la richiesta per il rimpatrio dei primi mille già identificati, senza avere risposta. 3 aprile 2011
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