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DAL MONDO
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METE TURISTICHE
L'Albania al primo posto nella classifica Lonely Planet delle mete turistiche 2011
Riprendiamo dal sito della Lonely Planet* l'articolo a data 15 novembre che motiva la scelta di assegnare all'Albania il primo posto nella classifica delle mete turistiche della prossima estate e rappresenta forse il momento più significativo dell'improvviso quanto diffuso crescere dell'appeal turistico del Paese delle aquile. Dimentica le foto che hai visto dell'Albania: cannoni e aerei abbandonati in bilico su antichi villaggi e bunker disseminati lungo la strada per Tirana. Tutto questo fa parte del passato, merita rispetto, ma c'entra poco con il paese di oggi. Sì, perché le città, le spiagge e il paesaggio che si incontrano lungo la costa e verso l'interno sono tra i più accoglienti e suggestivi d'Europa. Per questo abbiamo deciso di assegnare all'Albania il primo posto tra le mete top del 2011. Un omaggio anche ai ragazzi albanesi che nei bunker, da anni, ci fanno l'amore e non la guerra. *La Lonely Planet è la notissima casa editrice australiana che diffonde guide turistiche punto di riferimento indispensabile non solo per chi per chi vuol viaggiare in economia. 18 novembre 2010
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INCENDIO
Digione, 14 novembre. 7 morti per un un incendio in un centro per lavoratori immigrati
Sette persone sono morte e quattro sono rimaste gravemente ferite nella prima mattina di domenica 14 novembre a Digione a causa di un incendio scoppiato in un centro per lavoratori immigrati. L'incendio si è propagato da un cestino di rifiuti situato esterno del centro, un palazzo di 9 piani, e si è poi propagato rapidamente all'edificio. Oltre ai morti e ai feriti gravi, sono state 130 le persone rimaste leggermente ferite, la maggior parte intossicate dal fumo. Le cause dell'incendio sono in corso di accertamento. 15 novembre 2010
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NO VISTI
Da dicembre non più necessari i visti per i cittadini di Albania e Bosnia
La Commissione europea riunita a Bruxelles ha deciso oggi, 8 novembre, che dal prossimo dicembre, i visti per i viaggiatori provenienti da Bosnia ed Albania non saranno più necessari per tutti coloro che sono forniti di passaporti biometrici e, cioè, dotati di una foto digitale. Entusiasta del provvedimento il ministro Frattini ce ha dichiarato: “Si tratta di una lietissima notizia per la quale desidero congratularmi con i governi e le popolazioni di Sarajevo e Tirana. Desidero porgere ai cittadini di Albania e Bosnia il benvenuto nell'Europa della libera circolazione delle persone". 8 novembre 2010
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BEN GLI STA
In Inghilterra un deputato del Labour è stato espulso dal Parlamento per propaganda razzista contro il candidato liberal democratico
Phil Woolas, ministro per l'immigrazione del governo ombra laburista, è stato espulso dal Parlamento inglese (e si rifaranno le elezioni) oggi, venerdì 5 novembre, dopo la sentenza della Corte che ha così stabilito perché in un volantino della passata campagna elettorale Woolas accusava il candidato liberal democratico di favorire gli estremisti islamici perché favorevole alla regolarizzazione delle persone senza permesso di soggiorno. 5 novembre 2010
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I MORTI DELLA CHIESA DI BAGDAD
Cerimonia funebre domani (3 novembre) per le vittime del massacro nella chiesa a Baghdad
I funerali di Padre Thair Sad-alla Abd-al e di Padre Waseem Sabeeh Al-kas Butros si svolgeranno domani a Baghdad nella chiesa caldea di San Giuseppe che si trova non lontano da quella siro cattolica di Nostra Signora della Salvezza dove ieri si è compiuta la strage di decine di persone che si trovavano al suo interno per la celebrazione domenicale della santa messa. A rivelarlo a Baghdadhope è Mons. Shleimun Warduni, vicario patriarcale caldeo che sarà presente. “Non si sa ancora chi celebrerà la cerimonia funebre” ha detto Mons. Warduni, “certo saranno presenti il patriarca della chiesa caldea, Cardinale Mar Emmanuel III Delly e Mons. Georges Casmoussa, vescovo siro cattolico di Mosul mentre ancora non sappiamo se potrà esserci Mons. Athanase Mati Shaba Matoka, vescovo siro cattolico di Baghdad che al momento dell’attacco non era ancora tornato in Iraq dopo il sinodo per il Medio Oriente di Roma”. Ci sono notizie dei feriti? “Sono tanti e non sappiamo le condizioni di tutti. Per ora posso dire che il Corepiscopo Padre Rufail Quataimi sembra stare un po' meglio. Preghiamo per lui e per tutte le vittime.” 2 novembre 2010
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UFFICIALE
Wikileaks pubblica nuovi file segreti. In Iraq almeno 109 mila morti, più di 60.000 sono civili. Abusi, violenze e torture diffuse
Continuano anche in queste ore a essere diffusi i documenti segreti venuti in possesso di Wikileaks, (l'organizzazione internazionale che ricerca e rende noti documenti che i vari governi hanno interesse a nascondere) relativi alla guerra in Iraq e confermano le peggiori intuizioni che se ne potessero avere. I dati non smentiti, parlano di 109.032 mila uccisi di cui 66.081 civili, 23.984 ribelli, 15.196 soldati iracheni, 3.771 militari alleati. Confermato anche il coinvolgimento di Iran e Siria. I file rivelano un sistema del terrore, ben al di là dei fatti di Abu Ghraib, tollerato per lungo tempo dagli Usa. Le prime reazioni di associazioni per i diritti umani e Amnesty International fanno ipotizzare possibili iniziative legali per incriminare i responsabili. I nuovi documenti di Wikileaks "non contengono sorprese", ha riferito un portavoce del ministero per i Diritti umani iracheno. "La cifra di 109 mila vittime è vicina a quella di 104 mila fornita dal ministero della Sanità iracheno". 25 ottobre 2010
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DELUDENTE
Questo il giudizio del segretario Onu Ban Ki-Moon sul processo di ratifica della Convenzione sui lavoratori migranti in Europa
Articolo di fonte: www.immigrazioneoggi.it Discorso del diplomatico al Consiglio d’Europa in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione europea dei diritti dell’uomo. I diritti dei migranti in Europa sono stati al centro della cerimonia di commemorazione del sessantesimo anniversario della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che si è tenuta ieri al Parlamento del Consiglio d’Europa con un intervento del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. “Qui in Europa il processo di ratifica della Convenzione dell’Onu sui diritti dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie è stato deludente. Dopo 20 anni dall’adozione di questa Convenzione nessuno dei Paesi europei più grandi e ricchi l’ha firmata o ratificata”, ha detto Ban Ki-Moon davanti ai deputati dell’organismo paneuropeo. “In alcune delle democrazie più avanzate, tra le nazioni che sono giustamente orgogliose della loro lunga storia di progressi sociali – ha sottolineato il Segretario – agli immigrati vengono negati i diritti umani fondamentali”. Ban Ki-Moon si è quindi augurato che le iniziative prese dal Consiglio d’Europa, come quella che oggi vedrà riuniti i 47 Paesi membri dell’organizzazione, i rappresentanti dell’Unione europea e delle Organizzazioni internazionali, per discutere dell’integrazione dei Rom in Europa, possa essere il momento in cui “i governi riaffermeranno il loro impegno a garantire a tutti la più elevata protezione dei diritti umani”. 21 ottobre 2010
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MULTICULTURALISMO ADDIO ?
La cancelliera tedesca Merkel dichiara completamente fallito il multiculturalismo in Germania
La cancelliera tedesca Merkel, spinta anche dalla necessità di frenare l'ascesa della destra xenofoba, ha dichiarato che il modello di una Germania multiculturale, nella quale coabitano armoniosamente culture differenti, è "completamente fallito". Mentre nel paese il dibattito sull'immigrazione esplode e si infiamma, la Merkel a una platea di giovani del suo partito conservatore Cdu e della sua ala bavarese Csu ha detto che la Germania ha bisogno degli immigrati come manopodera ma essi devono integrarsi e adottare la cultura e i valori tedeschi. L'approccio 'Multikultì (multiculturale) del "Viviamo fianco a fianco e ne siamo felici" è fallito - ha dichiarato la Merkel che pur ribadendo che la Germania resta un paese aperto al mondo, ha ripetuto: "Non abbiamo bisogno di un'immigrazione che pesi sul nostro sistema sociale". La cancelliera aveva poi aggiunto che gli immigrati devono adottare cultura e valori della Germania. In particolare: "Noi ci sentiamo legati ai valori cristiani. Chi non lo accetta, non è nel suo posto". 18 ottobre 2010
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LIU XIAOBO
Appello di Amnesty International per la liberazione di Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010, e di tutti gli altri difensori dei diritti umani in Cina
La Sezione Italiana di Amnesty International ha lanciato sul proprio sito www.amnesty.it un appello per chiedere il rilascio immediato di Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace 2010, e di tutti gli altri difensori dei diritti umani in Cina. L'organizzazione per i diritti umani invita, sempre attraverso il proprio sito, a inviare messaggi di congratulazioni e solidarietà a Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna a 11 anni per "sovversione" nella prigione di Jinzhou, provincia del Liaoning. Amnesty International è anche preoccupata per la situazione della moglie di Liu Xiaobo, Liu Xia, che dopo aver visitato il marito in carcere è stata riaccompagnata a Pechino, dove è ora soggetta a un provvedimento illegale di arresti domiciliari. Si tratta di una pratica comune per i coniugi dei difensori dei diritti umani, sottolinea Amnesty International: lo stesso è accaduto a Yuan Weijing e a Zeng Jinyan, mogli dei due noti difensori dei diritti umani Chen Guangcheng e Hu Jia. Secondo Amnesty International, è oltraggioso che Liu Xia sia agli arresti domiciliari perché il marito ha ricevuto un riconoscimento internazionale per il suo lavoro in favore dei diritti umani. Le autorità cinesi dovrebbero cogliere l'opportunità del premio Nobel a Liu Xiaobo per liberare tutte le persone che sono attualmente detenute in Cina solo per espresso pacificamente il loro punto di vista e smettere di perseguitare persone innocenti. 15 ottobre 2010
Liu Xiaobo, 54 anni, intellettuale e scrittore, sta scontando una condanna a 11 anni di carcere per "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato"
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PROCEDURA DI INFRAZIONE
Rom: dalla Ue parte la procedura d’infrazione contro Parigi
La Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro la Francia sulla questione degli espatri dei rom. Ad annunciarlo il Commissario per la Giustizia dell’Unione, Viviane Reding, alla televisione francese France 24. La motivazione è che Parigi ha calpestato “le garanzie procedurali” previste per i cittadini europei nel quadro di una direttiva sulla libera circolazione nell’Ue del 2004. Ora la Francia ha tempo fino ad ottobre per rispondere “favorevolmente” alle sollecitazioni della Commissione. Altrimenti il processo andrà avanti. Per adesso, la procedura (annunciata) è in mora per un mese. Parigi ha trenta giorni per rispondere alla lettera inviata dalla Commissione Ue e per tornare sui suoi passi. 4 ottobre 2010
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