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DALL'ITALIA

VERTICE
Gheddafi-Berlusconi, vertice a Tripoli. Encomi per l'Italia e richiesta all'Europa di 5 miliardi per fermare i clandestini da parte del leader libico

Proprio mentre infuriano le polemiche sulle rivelazioni in rete dei giudizi americani sulle frequentazioni internazionali di Berlusconi, il capo del governo italiano è in Libia dove sembra trovarsi assai bene, a giudicare almeno dai giudizi di encomio del leader libico nei suoi confronti.
"Immigrati? Solo l'Italia ci aiuta" ha detto Gheddafi, e poi "È un paese civile che si è riscattato dal suo passato"; nel mentre ha richiesto all'Europa 5 miliardi per fermare i clandestini
Libia e Unione europea dovrebbero collaborare per fermare l'immigrazione clandestina, ma tra i Ventisette l'unico Paese che lo fa è l'Italia, "paese civile che ha riscattato il suo passato coloniale". Parola del leader libico Muammar Gheddafi, che ha pronunciato un lungo discorso inaugurale al terzo Summit Unione europea - Unione africana in corso a Tripoli. "La Libia - ha detto - è il filtro dell'immigrazione. L'Africa e l’Europa sono la colonna vertebrale del mondo e dobbiamo cooperare». Il leader libico ha poi riproposto la richiesta di cinque miliardi di aiuti, «altrimenti l'Europa diventerà un continente nero".
30 novembre 2010


ITALIANO
Test di lingua italiana per il rilascio del pds CE – già carta di soggiorno. Dead line 9 dicembre. In allegato la circolare applicativa.

Di seguito la comunicazione della Caritas in merito alle procedure, che decorreranno dal 9 novembre prossimo, del test d'italiano necessario per ottenere la carta di soggiorno :

http://www.libertaciviliimmigrazione.interno.it/dipim/export/sites/default/it/assets/circolari/Circ._prot._7589_del_16.11.2010.PDF (in allegato)
E' stata pubblicata la circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento libertà civili n. 7589 del 16.11.2010 avente ad oggetto l’effettuazione del test di lingua per il rilascio del permesso di soggiorno CE prevista dal D.M. 4/6/2010, che entrerà in vigore il 9/12/2010.La circolare informa sulle modalità di effettuazione del test, limitando fortemente, rispetto a quanto inizialmente si paventava, il ruolo dei 4 Enti certificatori riconosciuti.
Come Caritas Italiana avevamo avuto un’interlocuzione con la Direzione Centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo, per tentare di capire più nel dettaglio come materialmente si sarebbe articolata la procedura e come le Caritas diocesane che hanno da anni all’attivo corsi di italiano per stranieri avrebbero dovuto interagire con i suddetti Enti. In realtà sembra che sarà la prefettura ad accentrare fortemente la procedura, sia nella convocazione, che nell’effettuazione del test e nella verifica e comunicazione del risultato, avvalendosi dell’ausilio dei CPA
Caritas Italiana
Ufficio  Immigrazione Via Aurelia, 796 00165 Roma Tel. 06.66177424-425-251
Fax n. 06.66177602 immigrazione@caritasitaliana.it
24 novembre 2010

File allegati all'articolo:

Circ._prot._7589_del_16.11.2010.pdf



QUALCOSINA SI MUOVE
Governo disponibile alla regolarizzazione e al prolungamento della durata dei permessi di soggiorno per attesa occupazione?

Avremmo dovuto forse mettere più punti interrogativi nel sottotitolo. Comunque qualche piccolo indizio c'è e anche se la strada è lunga e deve superare l'ostilità della Lega tuttavia i fatti riportati nell'articolo di fonte: www.immigrazioneoggi.it ci dicono che la lotta dei migranti di Brescia qualcosa ha cominciato a smuovere.
Di seguito l'articolo segnalatoci da MigrantiTorino

L’Esecutivo ha accolto tre ordini del giorno proposti da Pdl e PD durante l’esame finale della legge di stabilità 2011. Prospettive anche per gli interinali addetti agli uffici immigrazione delle questure.
Probabilmente ha contribuito la mobilitazione di giovedì 18, promossa da numerose organizzazioni per chiedere al Governo atti concreti sulla regolarizzazione ed ai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e del Lavoro, Maurizio Sacconi, l’apertura di un tavolo di trattativa per individuare soluzioni contro il lavoro nero e i diritti degli immigrati; forse – più realisticamente – la maggioranza, in vista del voto di fiducia del 14 dicembre, ha messo in conto alcune concessioni alle istanze di chi in Parlamento rappresenta il mondo cattolico. Qualunque siano state le motivazioni, il fatto che alcuni deputati del PdL abbiano sottoscritto due ordini del giorno alla legge di stabilità 2011 che nella sostanza ricalcano una analoga proposta avanzata dal PD e che venerdì il Governo li abbia accolti, segna una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche restrittive che il centro destra ha messo in campo a partire dal maggio 2008.
Non si tratta – è bene chiarirlo subito – di provvedimenti che danno attuazione alle proposte così come formulate, ma di un impegno politico da parte del Governo a valutarle allo scopo di adottare le misure auspicate, che dovranno poi essere tradotte in termini di legge, sempre che la Lega Nord – superata la crisi e la prova della fiducia – non si metta di traverso.
Il primo impegno assunto dal Governo con il sottosegretario per l’economia e le finanze Casero riguarda la regolarizzazione ed in particolare le richieste di “valutare l’opportunità di estendere le procedure di regolarizzazione già previste per colf e badanti dal decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, anche a quei settori dell’economia italiana in cui vi sia un’alta incidenza di manodopera irregolare nonché a quei settori ove la domanda di manodopera di lavoratori extracomunitari sia particolarmente richiesta dalle imprese e, comunque, con particolare attenzione ai settori economici dell’edilizia, agricoltura, terziario, pubblici esercizi e assistenza familiare”.
Importante anche la disponibilità, finora sempre rifiutata, di “aumentare dagli attuali sei mesi ad un anno il tempo necessario per il rinnovo dei permessi di soggiorno per quei lavoratori immigrati colpiti da situazioni di crisi e per i quali i soli sei mesi entro cui trovare un’occupazione regolare dopo la perdita del posto di lavoro precedente rischiano di essere insufficienti, mettendo così a rischio una loro regolare permanenza nel nostro Paese”; di convocare un tavolo istituzionale sul tema delle truffe a danno degli immigrati; di prevedere (come ha chiesto il solo PD) una normativa in tempi brevi che permetta a questi stranieri di denunciare la truffa subita senza il pericolo di essere espulsi dal territorio italiano e di dare una “rigorosa applicazione della normativa vigente, in modo particolare dell’articolo 18 del decreto legislativo 286 del 1998 che prevede un permesso di soggiorno per le persone che denunciano i propri sfruttatori prevedendo anche l’introduzione nel nostro ordinamento del reato per grave sfruttamento del lavoro, un’autonoma fattispecie incriminatrice del caporalato”.
Infine, da segnalare l’accoglimento dell’ordine del giorno, anch’esso formulato solo da alcuni deputati del PD, sull’esigenza di modificare le norme in vigore che prevedono restrizioni nell’impiego di lavoratori interinali presso le amministrazioni pubbliche, tra le quali prefetture e questure dove l’apporto dei precari è oramai diventato indispensabile per la gestione delle pratiche relative agli stranieri.
23 novembre 2010


18 NOVEMBRE
ACLI: regolarizzare i lavoratori stranieri. La giornata di mobilitazione del 18

Riprendiamo, su segnalazione di Migranti Torino l'articolo dell'agenzia ASCA.
Si è tenuta ieri, giovedi’ 18 novembre, a Roma e in molte citta’ italiane la giornata di mobilitazione per chiedere al Governo ”atti concreti e responsabili” sul tema specifico della regolarizzazione dei lavoratori immigrati, protagonisti in queste ultime settimane di numerose richieste di aiuto e azioni di protesta.
Le Acli hanno partecipato con le altre organizzazioni sociali e sindacali a molte delle iniziative sul territorio, in particolare alla manifestazione di Piazza Santi Apostoli, nella capitale, davanti alla Prefettura, a partire dalle ore 14.00, con annessa conferenza stampa.
Le organizzazioni che aderiscono con le Acli alla mobilitazione (Antigone, Arci, Asgi, Cgil, Cir, Cnca, Emmaus Italia, Fcei, Libera, Terra del Fuoco, Progetto Diritti Onlus, Sei-Ugl) hanno chiesto ai ministri competenti Maroni e Sacconi di ”aprire un tavolo di trattativa, che possa individuare soluzioni serie e strutturali contro il lavoro nero e i diritti degli immigrati”. In questo senso e’ stata inviata ai due ministri degli Interni e del Lavoro una lettera-aperta che indica alcune priorita’ precise:
- il contrasto allo sfruttamento del lavoro nero, ”attraverso il recepimento della Direttiva europea 52,
- l’applicazione e l’estensione dell’art.18 del Testo unico sull’immigrazione anche a chi denuncia di essere stato costretto all’irregolarita’ del lavoro”.
- un percorso di emersione strutturale ”che offra la possibilita’ di uscire dalla schiavitu’ e dallo sfruttamento a migliaia di migranti”, a partire dal riconoscimento del permesso di soggiorno ”a chi e’ stato truffato nel corso dell’ultima sanatoria e a chi e’ rimasto vittima della circolare Manganelli”
- una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, ”senza che incomba la minaccia di espulsione”
- un intervento sulla situazione di ”estrema difficolta”’ in cui versano gli sportelli Unici per l’immigrazione, che per effetto della manovra finanziaria sono costretti a licenziare 1300 operatori, oltre il 50% totale degli addetti”.
”Il crescere di manifestazioni spontanee di cittadini stranieri e italiani – afferma il responsabile delle Acli per l’immigrazione Antonio Russo – chiama in causa il Governo per cercare una possibile soluzione. Ci sono centinaia di lavoratori stranieri che hanno perseguito la strada della regolarizzazione e in molte circostanze sono stati truffati o sono stati respinti da una circolare ministeriale tardiva e contraddittoria. Altre migliaia di lavoratori immigrati che operano ogni giorno per il bene del Paese e della sua economia attendono che si aprano i canali della regolarizzazione. Non possiamo lasciare inevasa questa domanda incalzante di legalita’ e responsabilita”’.
19 novembre


DOPO LA GRU
Brescia.Liberi, ma denunciati i 4 scesi dalla gru

Riprendiamo da un articolo dell'agenzia di stampa APCOM le ultime notizie sulla sorte degli immigrati protagonisti della lotta per la sanatoria a Brescia.
Sono al momento liberi ma sono stati denunciati, a vario titolo, per occupazione di suolo pubblico danneggiamento, lancio pericoloso di cose, oltraggio e ingiurie, i quattro cittadini immigrati che lunedì scorso sono scesi da una gru nel centro di Brescia sulla quale si erano arrampicati il 30 ottobre scorso. Secondo quanto è possibile apprendere, la situazione dei quattro stranieri sarebbe la seguente:
il 24enne pakistano Arun è al momento non può essere espulso perché la sua domanda di emersione è in fase istruttoria presso lo sportello unico dell'immigrazione della Prefettura di Brescia che al momento non ha ancora deciso se accogliere o rigettare la pratica.
opposta invece la situazione del secondo cittadino pakistano, il 27enne Sajad: la sua domanda di permesso è già stata rigettata ed è stato precedentemente arrestato per non aver ottemperato ad un ordine di espulsione dall'Italia. L'uomo dunque dovrebbe essere espulso, ma la Procura non ha però al momento fornito alla Questura il nulla osta per l'espulsione, proprio perché risulta indagato per i fatti della gru. Ieri, intanto, il legale di Sajad ha presentato una formale denuncia contro il suo datore di lavoro e dunque non è escluso che la Procura gli conceda un permesso per motivi di giustizia in vista di un eventuale procedimento
l'egiziano 25enne conosciuto con il nome di Jimi, pur essendo stato raggiunto da un precedente provvedimento di espulsione, ha i requisti perché la sua posizione possa essere sanata
a situazione migliore, è quella del 35enne marocchino Rachid, in possesso di tutti i requisiti perché la sua domanda di emersione al vaglio dello sportello della Prefettura sia accettata.
Sui quattro proseguono comunque gli accertamenti della polizia che potrebbero portare ad ulteriori denunce. Non solo, le indagini potrebbero coinvolgere anche altri immigrati e alcuni italiani che in questi giorni si sono mobilitati per sostenere la lotta sulla gru e che hanno organizzato le manifestazioni di solidarietà durante le quali ci sono stati anche tafferugli con le forze dell'ordine.
18 novembre


SONO SCESI
Alle 21 di ieri sono scesi dalla gru dopo 17 giorni di lotta i migranti di Brescia in lotta per la sanatoria. Continua la protesta sulla torre ex Carlo Erba in via Imbonati a Milano. Una testimonianza da Brescia

I quattro immigrati, che ancora erano sulla gru a Brescia ne sono scesi ieri. Sotto una pioggia battente, alle 20.51, hanno toccato il basamento di cemento della gru, mentre la folla dal presidio gridava: ''Via la polizia'' e cantava "Bella ciao". Gli immigrati, saliti sulla gru il 30 ottobre, hanno salutato la folla e sono stati accompagnati verso le auto, che li hanno accompagnarli in Questura insieme con i loro avvocati e ai mediatori linguistici. Secondo l'Ansa al momento non è chiaro se, in quanto irregolari sul territorio italiano, saranno poi accompagnati in un centro di identificazione ed espulsione.
Decisamente più rassicurante la dichiarazione dell'Ass. "Diritti per tutti" che ha sostenuto la lotta dei migranti secondo la quale a stare agli accordi che hanno preceduto la discesa dei migranti dalla torre non ci sarà alcuna espulsione.

Prosegue intanto anche oggi (16 novembre) la protesta dei tre immigrati, due sono scesi ieri, asserragliati dal 5 novembre scorso sulla torre ex Carlo Erba in via Imbonati a Milano, e circondati da alcuni striscioni per chiedere una "sanatoria per tutti". Per loro, dopo una notte sotto la pioggia battente, si profila una nuova giornata di protesta dopo l'incontro di ieri tra una delegazione del Comitato immigrati e la Prefettura che non ha soddisfatto gli stranieri.

Riportiamo per i nostri lettori la testimonianza di Pino un militante dei Cobas che dal primo giorno ha partecipato alla lotta di Brescia e ce ne ha dato un resoconto vivissimo.

Gli immigrati, che per 17 giorni sono rimasti su una gru a Brescia, sono scesi "perché hanno capito che la loro protesta ha dato una grande visibilità alla questione delle truffe legate alla regolarizzazioni del 2009". A spiegarlo è Umberto Gobbi, dell'Associazione "Diritti per
tutti". "E' stato anche garantito loro - ha detto - che non verranno portati in Centri di identificazione e di espulsione, o addirittura espulsi".
Alle 20,45, sotto una pioggia torrenziale, i quattro lottatori sono scesi dalla gru. Come al solito è stata una giornata convulsa, cominciata ieri sera verso le 22,30, quando i segretari Cgil- Cisl ed esponenti della curia si sono recati sotto la gru ed hanno presentato una proposta di mediazione, piuttosto fumosa in verità, ma che ha avuto la funzione di riaprire la partita. stamane svariate
trattative, che hanno rischiato il fallimento quando si è appreso che i 9 egiziani arrestati lunedì e tradotti nei Cie. Nel pomeriggio sono stati imbarcati alla Malpensa e rispediti in Egitto; poi una compagna bresciana ed un immigrato piuttosto in vista che si erano recati a Malpensa sono stati fermati, la compagna è stata rilasciata, mentre invece al compagno immigrato, che aveva
la ricevuta della domanda di sanatoria, non ancora esaminata, proprio in questura a Milano, è stato comunicato il rigetto della sua domanda ed è stato spedito al CIE di via Corelli. Poi la svolta, forse i compagni sulla gru non ce la facevano più, forse l'essere finalmente riusciti, dopo 17 giorni a parlare con i propri avvocati li ha rassicurati sulla propria sorte e così hanno deciso di scendere per le 20 di questa sera. 
Nonostante la pioggia si sono radunate diverse centinaia di persone per salutare i nostri eroi. Sulle note di bella ciao, tra slogan di liberi subito, via via la polizia, i quattro sono scesi alla presenza di polizia, ma anche degli avvocati, attualmente sono in questura, molto probabilmente tre saranno liberi tra pochi minuti, uno forse trattenuto in arresto, ma domani, processato per direttissima, dovrebbe essere rilasciato. I quattro stanno abbastanza bene, uno è stato ricoverato in ospedale
per un principio di disidratazione, ma niente di grave, il tutto dopo 17 giorni e 16 notti passati a 35 metri d'altezza, con un tempo veramente infame.
Per il momento si chiude la fase più acuta della lotta, quella che da un momento all'altro rischiava anche di concludersi con una tragedia. Le valutazioni politiche le lasciamo a un momento in cui non avremo più i nervi a fior di pelle. Posso solo dire che l'emozione provata in questi giorni è stata
fortissima e questo da parte di tanti. Gli stronzi sono sempre più stronzi.
Ma posso anche dire che tanti hanno riprovato o provato per la prima volta il gusto di mettersi in gioco e di sentirsi parte di qualcosa che rompeva un sistema di regole fondato sull'accettazione passiva e la rassegnazione.
La radio ha fatto un lavoro eccezionale. Praticamente è da una settimana che c'è una diretta continua (ancora in questo momento che è mezzanotte); ieri (domenica) hanno telefonato da tutta Italia per mandare messaggi di solidarietà ai quattro della gru, che sentivano tutto (scaricati i telefonini, l'unico contatto con l'esterno per loro restava la radio, che li invitava a lanciare segnali luminosi al presidio per accertarsi che erano in ascolto e al corrente di tutto).
Difficile dimenticare quest'esperienza e non sentirsene emotivamente coinvolti, anche per uno come me, con circa 43 anni di militanza sul groppone.
Ciao
Pino
16 novembre 2010


ANCORA A BRESCIA
Immigrati , nuovi scontri a Brescia tra i manifestanti e la polizia. Il no di Maroni

Tafferugli ieri a Brescia durante il il corteo di solidarietà (più di mille persone) con i quattro immigrati asserragliati sulla gru dallo scorso 30 ottobre. Quando dalla gru, dove gli immigrati stanno protestando per il mancato rinnovo del premesso di soggiorno, è tornata la delegazione che aveva ricevuto le loro richieste, tutto sembrava tranquillo. Proprio in quell'istante, però, è stata lanciata dal corteo una bomba carta e ci sono state le cariche della polizia. Già lunedì scorso c'erano state cariche degli agenti che intendevano sgomberare il presidio nei pressi del cantiere. C'è infatti una Brescia che protesta per il blocco della zona, ma anche una grossa parte della città che solidarizza con la lotta sacrosanta e coraggiosissima dei migranti contro la sanatoria truffa.
Non è evidentemente ai migranti, nè a questa parte dei bresciani e degli italiani che si appella Maroni con il suo ennesimo niet: "la legge è uguale per tutti". Frase che farebbe sorridere viste le palesi discriminazioni delle leggi leghiste se il nostro non fosse il ministro degli interni.
14 luglio 2010


SOLIDARIETA'
La Fiom a fianco dei migranti di Brescia. Il comunicato

Il Comitato Centrale della Fiom-Cgil denuncia la gravità delle operazioni di polizia che in queste ore sta colpendo il presidio dei migranti di Brescia, impegnati nella battaglia contro la sanatoria truffa e nel sostegno alla lotta estrema che da più di una settimana è simboleggiata dai cinque migranti su una gru a 35 metri di altezza in pieno centro a Brescia. Una situazione che si sta riproponendo in queste ore anche a Milano.
Nell'esprimere totale solidarietà ai migranti come già avvenuto con la manifestazione di sabato a Brescia con la partecipazione della Fiom e della Cgil territoriale, il Comitato Centrale della Fiom chiede l'immediato intervento del Ministro degli interni affinché cessino tutte le operazioni di polizia, non ci siano ritorsioni verso le persone coinvolte, e perché si apra un tavolo che a partire dalla truffa subita riconosca ai migranti il permesso di soggiorno e sani l'intollerabile ingiustizia che è alla base delle tensioni sociali che si sono prodotte.
Approvato all’unanimità
FIOM
10 novembre 2010


ANCORA SULLA GRU
Mentre continua la protesta dei 6 migranti in cima alla gru in via San Faustino a Brescia la polizia sgombera il presidio di sostegno

La polizia è intervenuta con forza questa mattina per sgomberare il presidio di sostegno ai 6 migranti che continuano la protesta asserragliati ormai da 10 giorni in cima alla gru di via San Faustino a Brescia. I migranti in lotta, che hanno anche annunciato l'avvio dello sciopero della fame, contestano la sanatoria giudicata una “truffa” per l'impossibilità per molti di loro (in Lombardia sarebbero 50mila) di ottenere il permesso di soggiorno al termine di un lungo e complesso iter burocratico.
8 novembre 2010


ANCHE ALLA CARLO ERBA
5 immigrati da venerdì sulla Torre ex Carlo Erba di via Imbonati a Milano per solidarietà con i loro compagni di Brescia e per chiedere la sanatoria

I cinque immigrati saliti venerdì sulla Torre ex Carlo Erba di via Imbonanti a Milano non accennano a desistere. "Siamo qui per solidarietà agli immigrati di Brescia e siamo organizzati per resistere moltissimo". I cinque (due egiziani di 24 e 26 anni, un marocchino di 30 e un argentino naturalizzato italiano di 40), sono sostenuti da un presidio permanente alla base della Torre. "Chiediamo che venga concesso il permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno partecipato alla sanatoria – dicono al presidio – che in quanto tale deve sanare tutte le irregolarità precedenti, compresa la posizione di chi ha il reato di clandestinità; che venga allungata la durata del permesso di soggiorno, visto che le questure ci impiegano nove mesi e più, ogni volta, per rinnovarlo; e che venga esteso a chi perde il lavoro e ne stia cercando un altro". Richieste sacrosante che hanno incassato il sostegno della Cgil che ha chiesto un incontro urgente al prefetto Gian Valerio Lombardi e il niet del presidente del Consiglio della Regione Davide Boni per il quale "Chi occupa gru ed edifici senza averne alcun titolo, mobilitando per intere settimane le forze dell’ordine sta prima di tutto commettendo un reato".
8 novembre 2010

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