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Dall'Italia

12 MARZO
Sciopero Generale del 12 Marzo 2010, la CGIL in campo. Il comunicato della Fiom

Scende in campo la CGIL con 4 ore di sciopero generale indette per venerdì 12 Marzo 2010, per un fisco più equo per lavoratori dipendenti e pensionati, per estendere il diritto di cittadinanza agli immigrati, per la difesa e il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e per la tutela dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Alza il tono della mobilitazione, oltre alle conseguenze sempre più gravi sul mondo del lavoro della crisi economica, il recente provvedimento del Governo che introduce l'arbitrato extra giudiziario per i licenziamenti negando di fatto le tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Di seguito il comunicato del 5 marzo della Fiom:

IL 12 MARZO SCIOPERO GENERALE IN DIFESA DELL’ART. 18
Il «collegato lavoro» deciso dal Governo contiene norme che destrutturano i Contratti
e annullano le tutele previste dall’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.
Potrà essere chiesto alle lavoratrici ed ai lavoratori, attraverso la certificazione
individuale, di sottoscrivere all’atto dell’assunzione condizioni in deroga ai
Contratti nazionali e peggiorative anche per i termini che riguardano la giusta
causa.
Potrà essere richiesta la sottoscrizione della rinuncia a ricorrere al Giudice del
lavoro per ogni contenzioso riguardante il rapporto di lavoro e il licenziamento.
IN QUESTO MODO LA TUTELA DELL’ART. 18 VIENE ANNULLATA E RESA INAGIBILE
Altri aspetti inaccettabili della legge approvata sono:
- la limitazione nei tempi per impugnare i licenziamenti;
- il peggioramento delle condizioni dei precari e l’annullamento delle procedure di
stabilizzazione;
- la limitazione quantitativa per l’accesso ai benefici del prepensionamento dei lavoratori
«usurati»;
- l’abbassamento dell’età di apprendistato a 15 anni;
- la delega di 24 mesi al Governo per fare la riforma degli ammortizzatori sociali
e per le politiche dell’occupazione del lavoro femminile, che sottrae queste
materie al Parlamento e al confronto con le parti sociali.
Si vuole ripristinare un potere autoritario e indiscutibile del datore di lavoro
per cancellare cento anni di lotte con cui si è conquistato il diritto nel lavoro.
Per la Fiom questo nuovo e gravissimo attacco ai diritti del lavoro e della
democrazia, ulteriore frutto velenoso dell’Accordo separato sul sistema contrattuale,
va respinto con la massima mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
LA FIOM CHIAMA TUTTE LE METALMECCANICHE E I METALMECCANICI
A SCENDERE IN PIAZZA IL 12 MARZO PER LO SCIOPERO GENERALE A DIFESA
DEL CONTRATTO NAZIONALE E DELL’ART. 18 PER AVVIARE UNA VERA E
PROPRIA VERTENZA NEI CONFRONTI DEL GOVERNO E DELLA CONFINDUSTRIA
11 marzo 2010




A ROMA CON I ROM Roma, 4 settembre. Sit in a Campo de' Fiori a sostegno dei rom in concomitanza con la riuscitissima manifestazione francese di Parigi

Si è tenuta a Roma il 4 settembre la manifestazione in solidarietà con il popolo rom in contemporanea con quelle di altre città europee (a Parigi hanno sfilato in 50.000). Il sit in di Roma, cui hanno partecipato centinaia di persone, rom e non solo, si è tenuto a Campo de' Fiori, a due passi da piazza Farnese dove ha sede l'ambasciata francese.
La manifestazione è stata indetta dal Coordinamento nazionale antidiscriminazione per protestare contro la politica di Sarkozy dei rimpatri dei rom e contro le dichiarazioni di Maroni ("Saremo più duri di Sarkozy") a favore dei rimpatri assistiti e volontari dei rom.
Obiettivo della manifestazione anche la protesta contro il Piano rom di Alemanno dove secondo gli organizzatori "L'attuale amministrazione comunale ha peggiorato le condizioni di vita dei rom".
5 settembre 2010


MARONI COME SARKOZY Offensiva della Lega contro i rom. Adesso per Maroni è arrivato il momento di "espellere anche i cittadini comunitari"

Con un'intervista al Corriere della sera del 21 agosto scende in campo contro i rom il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Sulla scia delle misure di rimpatrio forzato prese dal presidente francese Sarkozy Maroni afferma che è arrivato il momento di fare un passo in più nelle politiche finora attuate contro i rom e che si può arrivare "alla possibilità di espellere anche i cittadini comunitari".
"Espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente -precisa Maroni- solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti".
Sul tema dei rom, popolazione transnazionale per antonomasia e fortemente radicata in molti paesi europei, la palla va naturalmente alla Comunità europea, titolare delle decisioni attinenti la mobilità all'interno degli stati membri. Nello specifico la normativa dell'Unione Europea vieta l'espulsione dei cittadini comunitari.
"Durante la discussione per il pacchetto sicurezza fu proprio l'Italia a chiedere a Bruxelles la possibilità di attivare questa procedura -ricorda Maroni- ma il commissario Jacques Barrot, francese, rispose di no: in base al principio di proporzionalità, disse, l'unica sanzione possibile per un comunitario è l'invito ad andarsene, che serve a ben poco. Ma adesso torneremo alla carica. Il 6 settembre ne discuteremo a Parigi in un incontro con i ministri dell'Interno di diversi Paesi europei".
foto di Francesco Paraggio su Flickr.com
Per aiutare i nostri lettori a districarsi su un tema così complesso pubblichiamo in allegato l'articolo di Enrico Panero pubblicato su www.apiceuropa.com
24 agosto 2010


I DETENUTI IN ITALIA Al 31 luglio 2010 i detenuti nelle carceri italiane sono 68.121, di questi 24.675 sono stranieri

Presentiamo nel Pdf allegato i dati fornitici da Ristretti Orizzonti relativi ai detenuti nelle carceri italiane al 31/7/2010 di fonte: Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato statistica ed automazione di supporto dipartimentale - Sezione Statistica.
10 agosto 2010


CLANDESTINO DAY 24 settembre 2010. Di nuovo il "Clandestino day" proposto da Carta. Questa volta l'attenzione è alla formazione e alla scuola

Riportiamo l'appello di carta per il Clandestino Day del 24 settembre 2010

FACCIAMO L’APPELLO
Nel settembre 2009 in 60 città 500 organizzazioni diedero vita al Clandestino Day proposto da Carta. I motivi e le modalità che spinsero alla riuscita di quella giornata sono ogni giorno più validi e ci spingono a proporre il Clandestino Day anche per il 2010.
Le leggi razziste del governo hanno prodotto un imbarbarimento delle relazioni sociali e delle condizioni di vita dei migranti che vivono in Italia o che provano ad arrivarci. Reato di clandestinità, prolungamento della detenzione nei Cie, respingimenti in mare, violazione del diritto d’asilo, sanatoria-
truffa, permesso di soggiorno a punti, tetto scolastico, sono tutti tasselli di questo nuovo razzismo, istituzionale e popolare, a cui vogliamo opporci. Come risposta a questo clima insopportabile cresce, spesso invisibile agli occhi dell’informazione ufficiale, una società aperta, accogliente, solidale e sempre più meticcia, fatta di scuole di italiano, sostegno legale, occupazioni di case, assistenza sanitaria, scambio culturale.
La rivolta di Rosarno e le ribellioni sempre più frequenti nei Centri di detenzione per migranti ci parlano di un’emergenza sempre più pressante per cambiare le leggi italiane. I movimenti italiani contro il razzismo sono in profonda trasformazione, hanno saputo parlarsi e trovare momenti comuni molto importanti, come la grande manifestazione del 17 ottobre 2009 e come la giornata del primo marzo 2010. Nella differenza queste due giornate ci segnalano un nuovo protagonismo dei migranti e la capacità di reinventare il lessico dell’antirazzismo. Il Clandestino Day vuole essere una giornata a disposizione di tutti, per intrecciare e allargare reti, per dare visibilità a tutti e a ognuno con le proprie forme e i propri linguaggi.
Quest’anno abbiamo pensato di suggerire un tema e un luogo sui quali concentrare l’immaginazione del Clandestino Day: la formazione e la scuola.
Migliaia di insegnanti, dalle materne alle superiori, fanno ogni giorno un lavoro prezioso per far crescere e vivere insieme la prima generazione italiana compiutamente meticcia. Questo lavoro è sempre più minacciato dalle campagne mediatiche e dalle riforme che propone il ministro Mariastella Gelmini, dai tagli alla scuola di ogni ordine e grado all’istituzione del tetto per i figli dell’immigrazione. Per questo pensiamo che oggi sia fondamentale difendere la scuola come luogo decisivo, dove costruire un altro modo di vivere insieme.
Per il 24 settembre 2010 proponiamo quindi di organizzare una giornata nazionale in cui promuovere le più diverse e creative forme di protesta e di stare insieme. Un giorno nel quale ognuno di noi si dichiara clandestino. Cene, proiezioni, concerti, partite di pallone, lezioni all’aperto, manifestazioni,
presidi, presentazioni di libri, azioni, mostre fotografiche, assemblee, feste, spettacoli teatrali… Il tema è libero, chi vuole porterà il Clandestino Day a scuola.
Ognuno è clandestino, nessuno è clandestino.
http://clandestino.carta.org/tag/clandestino-day/
Le adesioni e le informazioni su tutti gli appuntamenti promossi vanno inviati
a carta@carta.org.
31 luglio 2010


L'ESAME Il contenuto del Decreto interministeriale che stabilisce le modalità per sostenere l’esame di lingua italiana per richiedere la carta di soggiorno

Vista la più che giustificata attesa, quando non preoccupazione, relativa all'esame di italiano per ottenere il permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) riproponiamo i contenuti del Decreto interministeriale del giugno 2009 che regola la materia ribadendo che per quanto a nostra conoscenza non si hanno ancora notizie delle scelte tecniche delle Prefetture che dovranno tradurre in pratica il provvedimento.

Come stabilito dalla legge n. 94 del 2009 (c.d. pacchetto sicurezza), i cittadini stranieri che richiedono il permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo devono superare un esame di lingua italiana. Il decreto interministeriale del 4 giugno 2010 (Ministero dell’Interno e dell’Istruzione dell’Università e la Ricerca) ha recentemente disciplinato le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana per i cittadini stranieri che intendono richiedere il permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (c.d. ex carta di soggiorno).
I richiedenti dovranno dimostrare di conoscere la lingua italiana almeno a livello A2.
La richiesta di partecipazione al test deve essere inoltrata via informatica alla Prefettura territorialmente competente in base al domicilio del richiedente. Entro 60 giorni la Prefettura provvede alla convocazione per lo svolgimento del test che verrà organizzato con la collaborazione di un ente di certificazione ( Università di Roma Tre, Università per stranieri di Perugia, Università per stranieri di Siena, Società Dante Alighieri).
Il test è in generale svolto con modalità informatiche ma a richiesta dell’interessato può avvenire in altre modalità. Il risultato verrà inserito in un apposito sistema del Dipartimento libertà civili e immigrazione e in caso di esito negativo lo straniero può ripetere la prova.
I minori di 14 anni e le persone affette da gravi limitazioni di capacità di apprendimento linguistico potranno non sostenere l’esame producendo opportuna certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica.
Inoltre, non deve sostenere l’esame chi:
- è già in possesso di un attestato di lingua. In tal caso è sufficiente dimostrare di aver frequentato un corso di lingua italiana organizzato dai centri provinciali per l’istruzione degli adulti;
- chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado presso un istituto scolastico;
- chi ha ottenuto nell’ambito dell’accordo di integrazione il riconoscimento di un livello di conoscenza di lingua italiana non inferiore al livello A2;
- chi è entrato in Italia ai sensi dell’art. 27 del Testo Unico Immigrazione come dirigente, professore universitario, interprete e giornalista.
 
Soggetto competente ad esaminare la domanda di rilascio del permesso CE  è la Questura che verifica la sussistenza della conoscenza della lingua italiana attraverso il sistema informatico del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione o tramite la documentazione allegata alla domanda negli altri casi. Ai Prefetti sarà affidato il compito di individuare le sedi per lo svolgimento del test anche attraverso accordi con gli enti locali.
Ai Consigli territoriali per l’immigrazione sarà delegata la promozione di progetti di informazione per illustrare le modalità di attestazione della lingua.
Le nuove disposizioni saranno in vigore da dicembre 2010.
foto dall'album di cinocino su flickr.com
21 luglio 2010


BONUS BEBE' Accolto il ricorso presentato contro il Comune di Latisana da un cittadino rumeno sostenuto da ASGI, CGIL, CISL e UIL

Con ordinanza del 30 giugno 2010, il giudice del lavoro del Tribunale di Udine ha accolto il ricorso presentato da un cittadino rumeno, sostenuto da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), CGIL, CISL e UIL contro il diniego all’erogazione dell’assegno di natalità regionale (meglio conosciuto come bonus bebè) da parte del Comune di Latisana per mancanza del requisito di residenza decennale in Italia e quinquennale nel FVG previsto dall’art. 8 bis della legge regionale n. 11/2006.
Il giudice di Udine ha accolto le tesi sostenute nel ricorso e che a suo tempo erano state anche indicate dalla Commissione europea che il requisito di anzianità di residenza costituisce una forma di discriminazione indiretta o dissimulata a danno dei cittadini dell’Unione europea residenti nel FVG, in quanto può essere più facilmente soddisfatto dai cittadini italiani che da quelli di altri Paesi dell’UE e, pertanto, viola i principi di parità di trattamento e di libertà di circolazione di cui al diritto dell’Unione europea.
In considerazione del fatto che il diritto comunitario ha un’efficacia ed applicabilità immediata e diretta nell’ordinamento interno e prevale su qualsivoglia norma interna ad esso incompatibile, il giudice di Udine non ha potuto far altro che  ordinare al Comune di Latisana di disapplicare la norma regionale  nella parte in cui impone il requisito di anzianità di residenza.
Intanto la maggioranza regionale ha dovuto fare dietro/front sulle norme precedentemente approvate che mettevano il limite dei 36 mesi per i cittadini comunitari  per l'accesso al welfare, approvando un emendamento d'urgenza al bilancio regionale.
Questa è certamente la conseguenza dell'impugnazione da parte del governo del famigerato  e sconclusionato art. 9, commi 51-55, della L.R. 24/2009)
11 luglio 2010


PERSONALMENTE Stagionali. Una circolare del 18 giugno prescrive che il datore di lavoro dovrà accompagnare personalmente l’immigrato allo sportello unico per la firma del contratto di soggiorno

Stagionali: il datore di lavoro dovrà accompagnare personalmente l’immigrato allo sportello unico per la firma del contratto di soggiorno. Per rafforzare il contrasto al lavoro nero il Ministero dell’interno ed il Ministero del lavoro hanno diramato una circolare congiunta che modifica alcuni passaggi delle procedure di assunzione dei lavoratori stagionali.
Le novità sono quattro:
- il lavoratore che entra in Italia con regolare visto per lavoro stagionale dovrà essere accompagnato dal datore di lavoro presso lo sportello unico per la sottoscrizione del contratto di soggiorno;
- entro 48 ore dalla sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria ai fini dell’assunzione;
- qualora il datore di lavoro – con motivate giustificazioni – non intenda più procedere all’assunzione, lo sportello unico potrà autorizzare il subentro di altro datore di lavoro, per la stessa tipologia e durata del contratto;
- il datore di lavoro può chiedere la revoca del nulla osta già rilasciato dallo sportello unico solo in presenza di documentate cause di forza maggiore (es: perdita del raccolto per calamità atmosferiche) sempre che l’ambasciata italiana non abbia già rilasciato il visto d’ingresso.
La circolare invita inoltre le direzioni provinciali del lavoro ad esercitare la massima attenzione nel rilasciare il parere allo sportello unico in presenza di richieste formulate da datori di lavoro che nel passato dopo avere ottenuto il nulla osta ne abbiano chiesto la revoca o abbiano omesso di stipulare il contratto.
www.immigrazioneoggi.it
29 giugno 2010


CRISI 239 mila disoccupati stranieri nel 2009, 77 mila in più rispetto al 2008. 20mila stranieri potrebbero tornare a casa. I contributi restano all’Inps

La crisi continua a macinare disoccupati anche tra gli stranieri. Lo dicono i dati del 2009; le previsioi fanno anche pensare ad un certo flusso di ritorno a casa di chi entro 6 mesi non riuscirà a trovare lavoro. Si pensa saranno in venti mila. In proposito l'articolo di fonte www.redattoresociale.it

In un anno 77 mila disoccupati stranieri. In 20 mila potrebbero decidere di tornare nel Paese d’origine, se entro sei mesi non troveranno un nuovo lavoro. Ma i contributi previdenziali, circa 200 milioni, resteranno in Italia, nelle casse dell’Inps
MILANO - Cresce il numero di disoccupati stranieri, passati dai 162 mila del 2008 ai 239 mila del 2009, ovvero 77 mila disoccupati in più nell’arco di dodici mesi. Se entro sei mesi non troveranno un nuovo lavoro, probabilmente, molti di loro torneranno nel Paese d’origine. E i contributi previdenziali versati nel corso degli anni, resteranno in Italia, nelle casse dell’Inps, per una cifra pari a circa 200 milioni di euro. È la stima elaborata da Andrea Stuppini, dirigente regione Emilia-Romagna e rappresentante delle regioni nel Comitato tecnico nazionale sull’immigrazione, pubblicata sul sito La Voce.info
“Tra il settembre 2008 e oggi, oltre 90 mila lavoratori stranieri potrebbero aver perduto il lavoro: una quota cospicua dei nuovi disoccupati, vittime della crisi in Italia”, scrive Andrea Stuppini. La conferma si potrà avere solo tra alcuni mesi, con i dati del saldo migratorio con l’estero, ma appare realistico stimare che almeno 20mila lavoratori, divenuti disoccupati, decidano di fare ritorno al paese di origine. “Se consideriamo uno stipendio medio (dati Inps) di 12mila euro lordi l’anno, i contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti ammontano a quasi 4mila euro l’anno; per una media di due anni e mezzo di permanenza in Italia, significano circa 10 mila euro”, scrive Andrea Stuppini. Se la stima di 20mila lavoratori rientrati sarà confermata, nel complesso si tratterà di circa 200 milioni di euro che questi lavoratori avranno perduto. La Bossi/Fini prevede che il lavoratore immigrato possa ricevere la pensione solo al compimento del 65mo anno d’età e non per anzianità lavorativa. E nel caso non abbia lavorato per almeno cinque anni e in assenza di un accordo di reciprocità tra il suo paese e l’Inps, i contributi da lui versati andranno perduti e resteranno in Italia. Un accordo che vale con i Paesi dell’Ue e che è stato sottoscritto con pochi altri Paesi extracomunitari (il più rilevante è la Tunisia). Restano fuori dai giochi Marocco, Albania, Ucraina, Cina, India e altri Stati da cui prevengono molti lavoratori stranieri presenti in Italia.
15 giugno 2010


BOCCIATA AGGRAVANTE CLANDESTINITA' Secondo le prime indiscrezioni la Corte Costituzionale avrebbe deciso l'illegittimità dell'aggravante di clandestinità. Via libera alla legittimità del reato di clandestinità

Il dolce e l'amaro. L'attesissimo pronunciamento della Consulta sul reato di clandestinità sembra essersi determinato, anche se non è ancora ufficiale. La Corte Costituzionale avrebbe deciso l'illegittimità dell'aggravante di clandestinità (pene aumentate di un terzo se a compiere un reato è un immigrato presente illegalmente in Italia) prevista dal primo "pacchetto sicurezza" del governo, diventato legge nel luglio 2008.
La stessa Corte, ed era il pronunciamento più atteso, quello che avrebbe potuto spazzare via l'architrave della politica leghista sull'immigrazione, avrebbe sostanzialmente considerato legittimo il reato di clandestinità (punito con l'ammenda da 5mila a 10mila euro) introdotto dal secondo "pacchetto sicurezza", nel luglio 2009. La decisione sarebbe stata adottata a maggioranza nella camera di consiglio della Corte del 9 e 10 giugno.
11 giugno 2010


I RICORSI Inizia martedì 8 giugno la discussione alla Consulta sulla costituzionalità del reato di immigrazione clandestina. Almeno 110 i ricorsi

Centodieci i ricorsi ai giudici costituzionali, e altrettanti i processi sospesi, per dubbi di incostituzionalità del reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato” . Martedì 8 giugno si terrà la prima seduta della Consulta per discutere i dubbi dei giudici ed egli avvocati che hanno fatto ricorso e che spaziano dalla ragionevolezza all’uguaglianza, passando per personalità della responsabilità penale, solidarietà e rispetto del diritto internazionale.
E' un passaggio fondamentale che potrebbe mettere in discussione il "reato" di clandestinità introdotto nello scorso agosto e che è l'architrave della controriforma leghista dell'immigrazione.
4 giugno 2010

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